
Novità, progetti e… sentimenti
a cura di Rosa Revellino
CinemAutismo è la rassegna cinematografica italiana dedicata all’autismo e alla sindrome di Asperger. Un’iniziativa inedita nel suo genere che è arrivata ormai alla sua V edizione.
Organizzata in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), e grazie al sostegno di Fondazione Paideia Onlus, Fondazione CRT, Angsa Piemonte Onlus e Gruppo Asperger Onlus, la rassegna ha inaugurato i suoi quattro giorni di proiezioni e incontri nella serata di martedì 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
CinemAutismo si è aperto, presso il Cinema Lux, con la proiezione del cortometraggio d’animazione spagnolo El viaje de Maria dell’illustratore Miguel Gallardo, seguito dalla commedia romantica Crazy in love di Petter Næss, con Josh Hartnett e Radha Mitchell.
Sabato 6 aprile, presso la sala Il Movie, sono stati proiettati il cortometraggio No Word for Autism di Elinor Pierce e Rachel Antell, e due anteprime italiane: Fly away di Janet Grillo e OC87 di Bud Clayman, Glenn Holsten e Scott Johnston.
Il cortometraggio InsideAut ha inaugurato la giornata di domenica 7 aprile presso l’Hub Multiculturale del Cecchi Point, seguito dal cortometraggio Gricelda and Selena di Cedar Sherbert e Howard Duy Vu e dall’anteprima italiana di Today’s Man di Elizabeth Gottlieb. In serata è stata inoltre presentata l’anteprima del lungometraggio Maria y yo di Félix Fernández de Castro, preceduta dai cortometraggi Je m’appelle Nathan di Benoît Berthe e Sensory Overload – Interacting with Autism di Miguel Jiron.
La rassegna si è chiusa lunedì 8 aprile presso il Cinema Massimo con la proiezione del cortometraggio Voices from the Spectrum di Alex Plank, Mark Jonathan Harris e Marsha Kinder, e di Ocean Heaven di Xue Xialou, pluripremiato film cinese con protagonista Jet Li.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DI AMNC
Vittorio Sclaverani, Presidente dell’AMNC, ha raccontato come, durante questi cinque anni, sia cambiato il tipo di pubblico attirato dalla rassegna, ora più eterogeneo rispetto al passato: all’inizio, infatti, la platea era formata soprattutto da familiari e persone coinvolte a livello personale o professionale, che quindi si avvicinavano a cinemAutismo poiché già conoscevano gli argomenti trattati da film e cortometraggi. Oggi sembra avvenire anche il contrario, cioè persone che si avvicinano perché interessate all’aspetto cinematografico il cinema e che poi, grazie alle pellicole proiettate, scoprono l’autismo e la sindrome di Asperger. Ginevra Tomei, curatrice della rassegna insieme a Marco Mastino, ha ribadito l’ottima risposta da parte del pubblico, interessato quindi non solo all’aspetto della rassegna legato alla patologia, ma anche alla sua importanza culturale. Questo, in fondo, è proprio uno degli scopi degli organizzatori: fare cultura attraverso il mezzo cinematografico, dando visibilità anche alle pellicole che non trovano spazio nei normali canali di distribuzione. Grazie al nuovo progetto per le scuole, inoltre, la rassegna è arrivata quest’anno a una nuova fascia di pubblico, quella dei più giovani: il progetto “cinemAutismo incontra le scuole” si è composto di due incontri/proiezioni dedicati sia agli insegnanti ed educatori interessati, sia agli studenti.
Arianna Sterpone è la giovane autrice della mostra fotografica “Le parole non sono così importanti”, esposta al Cecchi Point durante le giornate di cinemAutismo, ed è stata ospite, insieme a Stefania Goffi, Mirna Cola e Rocco Riccio, del dibattito che, domenica 7 aprile, ha seguito la proiezione di InsideAut, Gricelda and Selena e Today’s Man. Gli scatti di Arianna erano stati notati da Mauro Villone, fotografo e ideatore del Turin Photo Festival, che ha voluto le sue fotografie per l’apertura dell’edizione 2012 del festival. La mostra di Arianna è una sequenza di autoritratti di se stessa in compagnia del fratello Edoardo, ragazzo autistico, scatti che vogliono dimostrare come si possa comunicare anche quando non è possibile parlarsi. Durante il dibattito, Arianna ha spiegato che quelle foto sono nate per caso, in un momento di gioco con il fratello durante un pomeriggio noioso come tanti altri. Poi, sulla scia degli argomenti trattati negli ultimi due cortometraggi proiettati, ha raccontato della convivenza impegnativa con Edoardo, della mancanza di comunicazione verbale e, quindi, della difficoltà a comprenderlo e della «paura di non capire quello che è lui.» Dalle parole di Arianna emerge però anche la sua grande forza, la volontà di difendere il fratello minore e di tenerlo «sotto l’ala», sentimento comune a tutti i fratelli maggiori, ma che prende un significato ancora più profondo in questa particolare situazione. Già, perché Arianna è l’unica sorella di Edoardo, ed è consapevole del fatto che in futuro sarà lei a doversi prendere cura del fratello: se questo da una parte è una preoccupazione per lei, dall’altra non è un peso, anzi, è un motivo per andare avanti e raggiungere determinati obiettivi nella vita, così da potersi occupare di lui nel migliore dei modi.
IL GRUPPO ASPERGER ONLUS
Stefania Goffi, referente per il Piemonte del Gruppo Asperger Onlus e mamma di un tredicenne Asperger e di una bambina di 9 anni neuro tipica, ha raccontato di aver visto, nel corso della sua esperienza con il Gruppo, diverse situazioni in cui i fratelli di persone Asperger sentono il bisogno di allontanarsi dalla famiglia e prendersi i loro spazi, ad esempio frequentando l’università lontano da casa. E se di solito, finito questo periodo di allontanamento, decidono di fare ritorno, è anche vero che alcuni non tornano più in famiglia. Goffi ha inoltre condiviso la sua esperienza personale, raccontando che sua figlia minore ha espresso, nei confronti del fratello con sindrome di Asperger, il desiderio di «entrare nel cervello di Fabio per capire quello che non va.»
Una scena particolarmente toccante del documentario Today’s Man mostra proprio un momento di confronto tra la regista del cortometraggio, Elizabeth Gottlieb, e suo fratello minore Nicky, cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger. È un momento intimo di amore fraterno ma anche di inquietudine da parte di Elizabeth, che domanda al fratello quali sono le sue intenzioni per il futuro, se deciderà di impegnarsi per diventare più indipendente, per riuscire ad avere un lavoro stabile, per iniziare a costruirsi qualcosa di suo in previsione di quando i loro genitori non ci saranno più e la sorella maggiore diventerà l’unica persona su cui lui potrà fare affidamento.
Questa difficoltà a trovare un posto nel mondo per le persone autistiche o con sindrome di Asperger, cui fa seguito un’ovvia apprensione da parte dei familiari, si evince molto bene anche dal cortometraggio Gricelda and Selena. Gricelda, madre single che ha dovuto superare molte difficoltà nella vita, racconta le sue preoccupazioni nei confronti della figlia autistica, Selena, vittima di bullismo a scuola fin da piccola. Gricelda sogna per lei un futuro “normale”: un lavoro, una casa… semplicemente un po’ di felicità, quella che tutti dovrebbero poter trovare.
Certo non è semplice, per i familiari, riuscire ad affrontare tutto ciò; allo stesso tempo, per chi soffre di autismo, c’è questa sorta di sforzo nel tentare di comunicare, di “sfondare il muro”, come ci mostra Rocco Riccio nel suo cortometraggio InsideAut che, attraverso la metafora del rugby, ha tradotto in linguaggio filmico un’esperienza raccontata dalla psicologa Simona Maggi.
Mirna Cola, antropologa e autrice del libro Ragionevolmente differenti, ha spiegato che l’autismo fa parte dei disturbi pervasivi dello sviluppo e che comporta la difficoltà a interagire e a comunicare, oltre che alcune peculiarità nel comportamento, come il fissarsi su argomenti e attività ripetitive. Mirna Cola ha inoltre parlato di altro aspetto emerso nei documentari Gricelda and Selena e Today’s Man, la visione eccessiva della tv, spiegando quanto sia più facile, per le persone autistiche o con sindrome di Asperger, analizzare cognitivamente un rapporto quando non sono coinvolti in prima persona, per capire come comportarsi, cosa è considerato “normale” e cosa ci si aspetta da loro. Osservando tutto ciò nei programmi televisivi, essi hanno il tempo di rielaborare le informazioni, e, guardando più volte gli stessi programmi, imparano cose che poi riescono a contestualizzare nel futuro. Il fatto di guardare sempre le stesse trasmissioni o programmi riesce a dar loro anche un senso di sicurezza, come racconta Nicky, protagonista di Today’s Man, durante il suo primo incontro con uno dei gruppi che si occupano di sostegno per le persone con sindrome di Asperger e per le loro famiglie, incontro durante il quale Nicky riesce finalmente a conoscere qualcuno “come lui”, qualcuno con cui riesce a condividere i suoi interessi. Il documentario mostra l’importanza di questo tipo di attività, volta non solo alla condivisione tra persone Asperger, ma anche all’aiuto verso le famiglie, in modo da potere, almeno in parte, alleviare le preoccupazioni di genitori e fratelli.
(Fonte: materiali e notizie raccolte ed elaborato dalla dott.ssa Valentina Barbero)
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