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6° GIORNATA DI BIOETICA E ASSISTENZA SANITARIA IL CONSENSO INFORMATO: LUCI E OMBRE NELLA PRATICA CLINICA

Di Nicola Ferraro Come sostiene il programma di questo convegno: “Si è detto che il consenso informato è l’analogo del voto in politica: come l’acquisizione del diritto di voto ha assegnato la sovranità al cittadino circa il governo politico, l’avvento Continua la Lettura »

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STRESS MEDICO E DIPENDENZA DA SOSTANZE

Di Mario Nejrotti Sul nostro portale abbiamo recentemente pubblicato a cura de Il Pensiero Scientifico Editore un articolo dal titolo “La fatica del medico è un rischio per il paziente” (vedi) , che solleva il duplice problema del disagio del Continua la Lettura »

cultura evidenza

LA CULTURA DELL’AUTOMEDICAZIONE: UN PORTALE DA VALUTARE CON ATTENZIONE

Di Mario Nejrotti Il portale Semplicementesalute di Assosalute, Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione, che riunisce le industrie nazionali e internazionali che producono farmaci che non necessitano di ricetta medica per il loro acquisto, si propone ormai da un anno come Continua la Lettura »

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LA FATICA DEL MEDICO È UN RISCHIO PER IL PAZIENTE

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore “Essere sposati ad un medico pieno di impegni può far sì che tu debba giocare nel ruolo del genitore solo”. Sì, madre o padre priva di coniuge, alle prese con la crescita dei Continua la Lettura »

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IL VACCINO CONTRO IL VIRUS EBOLA RIACCENDE IL DIBATTITO SULL’EPIDEMIA

Di Nicola Ferraro L’annuncio, a cura dell’Oms, del buon livello d’efficacia di un vaccino anti-Ebola, annuncio pubblicato da The Lancet il 31 luglio scorso (vedi), (vedi), ha avuto l’effetto di riportare in primo piano il dibattito sull’epidemia in Africa Occidentale Continua la Lettura »

IL MASTER: “SALUTE ORALE NELLE COMUNITÀ SVANTAGGIATE E NEI PAESI A BASSO REDDITO”

odontoiatri evidenza

Di Nicola Ferraro
Il diritto alla salute inizia dalla bocca: al via la settima edizione del Master in “Salute orale nelle comunità svantaggiate e nei Paesi a basso reddito” (VEDI LA PRESENTAZIONE DETTAGLIATA)
Il Master, unico nel suo genere in Italia, per l’originalità e la novità delle proposte formative, è ormai alla settima edizione. L’obiettivo è quello di formare degli specialisti per attività lavorative e di volontariato nel settore della Cooperazione Internazionale, della solidarietà, del sistema pubblico e del privato-sociale.La nuova edizione è organizzata dall’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con l’ONG Cooperazione Odontoiatrica Internazionale (COI, vedi), European Centre for Intercultural Training in Oral Health (ECITOH, vedi) e Fondazione Ricerca Molinette Onlus (vedi).
Il Master è rivolto principalmente a medici, odontoiatri e igienisti dentali ma anche ai laureati non del settore dentale, già impegnati in ambiti lavorativi legati alle comunità svantaggiate e ai Paesi a basso reddito. La VII edizione prenderà il via nel mese di gennaio 2016 a Torino presso la sede dell’ECITOH (8 Gallery, Lingotto) e avrà durata annuale, strutturata in sette sessioni di due giorni mensili (venerdì e sabato).
I posti disponibili sono 20 e le preiscrizioni saranno aperte dal 7 settembre al 18 novembre 2015 tramite il portale dell’Università degli Studi di Torino www.unito.it.
La partecipazione al Master esonera dall’acquisizione dei crediti ECM per la durata del corso.
Gli obiettivi formativi sono quelli di fornire gli strumenti per conoscere la realtà e le problematiche sanitarie e di salute orale dei Paesi a basso reddito e delle comunità svantaggiate in Italia e apprendere la metodologia per realizzare progetti di cooperazione internazionale e di odontoiatria sociale.
Il corpo docente universitario ed esperti di alto livello di varie nazionalità prepareranno i discenti a realizzare interventi pertinenti ed una programmazione sanitaria mirata, formando professionisti preparati e in grado di dare risposte adeguate in ogni situazione, sia all’estero che in Italia.
Per informazioni:

  • Sito COI Segreteria COI: coingo@cooperazioneodontoiatrica.eu (Tel: 011 6708185)
  • The European Centre for Intercultural Training in Oral Health (ECITOH) is a branch of NGO Cooperazione Odontoiatrica Internazionale (COI) Via Nizza 230, 10126 Torino ITALY Tel. 011/6708185 – Fax 011/6708183
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NUOVO STUDIO ITALIANO SULLA PREVENZIONE DELL’INFEZIONE DA CITOMEGALOVIRUS IN GRAVIDANZA

ricerca evidenza

Di Nicola Ferraro
Uno studio multicentrico italiano (Cliniche Ostetrico-Ginecologica universitaria dell’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, diretta dalla professoressa Tullia Todros, e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Università di Pavia, diretta dal professor Giuseppe Gerna, ha individuato le modalità per prevenire l’infezione primaria da citomegalovirus nelle donne in gravidanza. I risultati dello studio sono stati pubblicati (vedi) su “EBioMedicine”, la nuova rivista online di medicina traslazionale nata da un progetto editoriale delle redazioni di The Lancet e Cell Press.
Il citomegalovirus (CMV) è il principale agente infettivo responsabile di sordità e di ritardo psicomotorio congenito (vedi). Si stima che ogni anno circa 40.000 bambini negli Stati Uniti, 35.000 in Europa e 2.000 in Italia nascano con l’infezione congenita (cioè contratta durante la gravidanza) da CMV. Il 10 – 20% di questi bambini (circa 200 – 400 in Italia) viene alla luce già sintomatico (vedi) o svilupperà sintomi più o meno gravi nei primi anni di vita, un numero analogo a quello dei nati con la sindrome di Down. Il costo sanitario e sociale dell’infezione congenita da CMV è enorme. In Paesi come la Germania e l’Italia i costi diretti di una infezione congenita da CMV superano i 60.000-100.000 euro, mentre le conseguenze per le famiglie colpite sono ovviamente incalcolabili.
La trasmissione al feto è più frequente e le conseguenze per il bambino sono più gravi quando la gestante contrae l’infezione per la prima volta durante la gravidanza. Per ragioni legate alle caratteristiche del virus, il CMV è frequentemente e abbondantemente presente nelle urine e nella saliva dei bambini al di sotto dei tre anni di vita ed una delle più frequenti modalità di infezione avviene quando si portano inavvertitamente alla bocca mani o oggetti contaminati. È questa la ragione per cui gestanti sieronegative (ovvero suscettibili all’infezione primaria), che hanno frequenti contatti con bambini piccoli per ragioni familiari o di lavoro, sono ad elevato rischio di contrarre l’infezione. Circa i due terzi di tutte le infezioni primarie avvengono infatti in donne alla seconda o più gravidanza (vedi), (vedi).
Lo studio italiano dimostra in modo argomentato che una donna incinta ben informata sulle norme igieniche da seguire è in grado di evitare l’infezione durante la gravidanza e quindi di non infettare il suo bambino. Lo studio congiunto Torino – Pavia, che ha coinvolto circa 9.000 gestanti, si prefiggeva di valutare l’efficacia e l’accettabilità di un intervento basato sulla identificazione, all’inizio della gravidanza, delle donne ad alto rischio di infezione e sulla loro informazione. Alle donne veniva raccomandato di lavarsi frequentemente le mani, di non baciare i bambini piccoli sulla bocca o sulla faccia, di non condividere stoviglie, biancheria, cibo o bevande. Più in generale, veniva raccomandato di non portare alla bocca qualunque cosa potesse essere stata nella bocca del bambino (ciuccio, manine e piedini inclusi).
Mentre nel gruppo di controllo (donne non informate) 9 donne su 100 hanno contratto l’infezione da CMV, solo 1 su 100 ha contratto l’infezione nel gruppo che aveva ricevuto adeguate informazioni. Inoltre, quando richieste di esprimere un giudizio al termine dello studio, il 93% delle donne ha ritenuto che l’impegno richiesto per seguire le norme igieniche raccomandate (incluso quella, non facile da mettere in pratica, di limitare gesti spontanei di affetto come baciare il proprio bambino in viso) fosse del tutto proponibile alle donne a rischio di infezione.
Lo studio è nato tre anni fa dall’incontro dei ricercatori dell’Università di Pavia, coordinati dal professor Giuseppe Gerna e dalla dottoressa Maria Grazia Revello, e dell’Università di Torino, coordinati dalla professoressa Tullia Todros e dalla dottoressa Cecilia Tibaldi, con la Fondazione Carlo Denegri di Torino.

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L’INVASIONE DELLA ZANZARA TIGRE: COME DIFENDERSI

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Di Mario Nejrotti
Il verso di Dante del canto XXVI dell’Inferno: “ come la mosca cede alla zanzara”, per indicare la notte come inizio del fastidioso dominio estivo della zanzara nostrana, non è più attuale, o per lo meno ha perso di assolutezza.
Infatti, la Zanzara Tigre diurna è ormai una realtà consolidata in Italia.
L’unica regione indenne è la Valle d’Aosta.
L’Aedes Albopticus, originaria dell’Asia Centrale, è entrata in Europa fin dagli anni 90 e si è bene adattata al clima del nostro Paese, che è diventato il suo habitat preferito in Europa. Il suo arrivo è stato favorito dal commercio di piante sviluppate in acqua e di copertoni usati.
Dal punto di vista epidemiologico, le zone più infestate sono quelle del Nord Est (Veneto e Friuli Venezia Giulia), ma anche la Lombardia e le aree costiere del Centro. Massiccia la presenza nel delta del fiume Po.
Vive bene, però, in tutti i territori fino a 500 metri di quota nel nord Italia, come è ben dimostrato dai dati che riguardano alcune regioni.

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6° GIORNATA DI BIOETICA E ASSISTENZA SANITARIA IL CONSENSO INFORMATO: LUCI E OMBRE NELLA PRATICA CLINICA

dedalo evidenza

Di Nicola Ferraro
Come sostiene il programma di questo convegno: “Si è detto che il consenso informato è l’analogo del voto in politica: come l’acquisizione del diritto di voto
ha assegnato la sovranità al cittadino circa il governo politico, l’avvento del consenso informato assegna la sovranità al paziente circa il controllo sul proprio corpo.
Come la democrazia incontra delle difficoltà, così anche la pratica del consenso informato sembra presentare delle ombre”. Che l’evento, previsto per il 10 ottobre 2015, nell’Aula Magna della Cavallerizza (VEDI IL PROGRAMMA) cercherà di fugare. Un obiettivo ambizioso perché su questo tema bioetico per eccellenza, si fonda il rapporto medico/paziente e quindi la pratica medica in tutte le sue declinazioni.
Ospitiamo volentieri un razionale su questa iniziativa a firma della professoressa Maria Teresa Busca

Il rapporto medico paziente è molto cambiato negli ultimi anni proprio in conseguenza all’introduzione del Consenso Informato che cede al paziente la titolarità delle decisioni da prendere per quanto riguarda il proprio corpo, le terapie e gli interventi da effettuare su di esso.
Questo non è stato e non è tuttora un passaggio semplice da effettuare. È un vero e proprio cambiamento di paradigma della professione medica. Oggi il professionista ha davanti a sé un cittadino che deve essere informato sulle sue reali condizioni di salute e messo al corrente delle possibilità che vi sono per agire sulle patologie constatate.
Le situazioni in cui questo avviene sono le più svariate, dal pronto soccorso alla rianimazione, in uno studio medico come in una stanza d’ospedale e possono riguardare patologie complesse o semplici.
La relazione medico-paziente presenta sempre lati oscuri, non è mai oggettivabile e non è mai basata esclusivamente su dati scientifici. Il medico è un prestatore d’opera altamente specializzato e il paziente è stato per molto tempo una persona tendenzialmente ubbidiente che ha sopportato tutto per la sua guarigione, l’evento per lui più importante in quel momento.
La scienza e la mentalità degli uomini, l’atteggiamento verso il proprio corpo sono in continua evoluzione, il cittadino malato, oggi, avverte maggiormente l’esigenza del rispetto da parte del medico. Il rapporto medico-paziente è il fil rouge che unisce medicina, etica, bioetica, ricerca scientifica, giurisprudenza, sociologia e psicologia. È difficile muoversi in questo labirinto, ogni medico ha un suo stile, ma deve imparare a riconoscere anche quello del paziente e rispettarlo.
Nella vita di tutti i giorni i medici si lamentano di scarsità di strutture, di troppi pazienti, di orari dei turni, faticano a rimanere aggiornati, hanno preoccupazioni di carriera, infine possono sbagliare od ottenere eccellenti risultati. Come qualunque altro professionista.
Ma un particolare carisma non riesce ad abbandonare questa figura e il paziente, spesso, si aspetta un qualcosa in più quando va da un medico, rispetto a quando va da un avvocato, che pure può avere grandi responsabilità nella vita di una persona.
Allora questo rapporto, che non si sa perché non si possa chiamare paziente-medico, deve essere reso paritario da un comune sforzo educativo, in cui il medico dovrà imparare a riconoscere nel paziente una persona con un progetto di vita che va rispettato e coadiuvato nella realizzazione, mentre il paziente pur seguendo prescrizioni e suggerimenti dovrà imparare ad avere coscienza di sé e del risultato che intende ottenere dal terapeuta. Nulla di semplice o di facile accade in questo campo, ma i tempi sono maturi per procedere.
Il consenso informato è un diritto del cittadino-paziente che ha fondamento anche su un principio di rilevanza costituzionale, lo stesso principio che concede il diritto di rifiutare le cure, perfino quando questa scelta esponga al rischio della propria esistenza.
Ma tutto questo non rende più semplice l’esercizio del Consenso Informato, che tante, troppe volte viene stigmatizzato in una firma da mettere alla fine di un colloquio sovente non chiarificatore.
Sapere informare è l’inizio della terapia.
Il rispetto del paziente, delle sue opinioni, delle sue debolezze è tra le prime prestazioni che il medico deve mettere in atto. Il pacchetto assistenziale manca troppo sovente di queste caratteristiche. Sicuramente il sistema ospedaliero dovrà rivedere la sua impostazione, ma sono necessari la volontà e l’impegno personale. In estrema sintesi, la consapevolezza di compiere un’azione che da sempre è richiesta in questo rapporto se pensiamo che già nel VI secolo a.c. il poeta Mimnermo scriveva: “la parola è medicina alle malattie degli uomini”.
Il Convegno del 10 ottobre 2015, con l’intervento di noti professionisti operanti nei vari settori della medicina, unitamente a filosofi, bioeticisti, giuristi e rappresentanti del modo del giornalismo, metterà in discussione il tema del Consenso Informato dibattendo esplicitamente su quanto già fatto e su quali e quante ombre ancora vadano affrontate.

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UN MASTER PER ATTUARE “CORRETTE” SCELTE POLITICHE ED ECONOMICHE IN SANITÀ

politica sanitaria evidenza

Di Nicola Ferraro
In sanità esiste un confine netto (ma si direbbe sempre più difficile da individuare) tra risparmio e gestione razionale delle risorse, superato il quale si erodono diritti individuali e collettivi. Lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è la conoscenza specifica di questo settore per ipotizzare in maniera quanto più possibile attendibile i riflessi delle decisioni amministrative attuate.
Una risposta concreta a questa esigenza è una proposta formativa, nuova per il nostro Paese, che arriva dall’Università di Torino, Dipartimento di Scienze economico-sociali e matematico-statistiche (vedi), organizzato e promosso dal CORIPE Piemonte (vedi),Consorzio per la Ricerca e l’Istruzione Permanente in Economia – Piemonte. Si tratta del “Master Universitario di primo livello in Economia e Politica Sanitaria” giunto alla XIII edizione, al quale si iscrivono studenti provenienti da tutta Italia: la segnalazione di questo evento formativo non a caso ci è giunta in redazione dall’Università di Pavia (Dipartimento di Medicina Legale, Scienze Forensi Farmaco-tossicologiche “Antonio Fornari”, vedi), attraverso una nostra qualificata fonte di notizie scientifiche: il prof. Antonello Tagliaferri Scotti.
Il docente ci ha girato una nota di Mirella Airaldi, Segreteria CORIPE PIEMONTE: “Il Master si propone di formare figure professionali in grado di affrontare le peculiarità e le difficoltà in cui opera il settore sanitario, soprattutto in questi anni di crisi, con competenze tecniche adeguate alla complessità del settore e con mentalità aperta al miglioramento dei servizi. I destinatari sono neolaureati e operatori che lavorano in ambito sanitario e socio-sanitario: dalle professioni cliniche a quelle di area amministrativa. Il Master dà infatti particolare valore alla multidisciplinarietà della composizione dell’aula: occasione preziosa di confronto continuo tra esperienze, competenze, visioni differenti e arricchenti dal punto di vista culturale, poiché aggiungono elementi di peer education al percorso formativo prestabilito. La proposta formativa coniuga contenuti teorici e applicazioni concrete, attraverso una periodica interazione con le istituzioni e le aziende del settore. Obiettivo è fornire una solida preparazione economica, dove l’economia è intesa come disciplina sociale che si propone di massimizzare il benessere della collettività e non come disciplina volta meramente a contenere i costi di produzione, a favore di figure professionali destinate a ricoprire ruoli dirigenziali nelle varie istituzioni che operano all’interno del settore della tutela della salute.
L’articolazione didattica prevede 15 settimane di lezione, suddivise in 3 moduli con lezioni d’aula concentrate in tre giorni (giovedì, venerdì e sabato), in modo da essere il più possibile compatibile con le esigenze degli operatori in servizio. L’attività è svolta con la collaborazione di docenti universitari, professionisti ed esperti nazionali ed internazionali.
In allegato alla presente inviamo locandina relativa al Master in Economia e Politica Sanitaria 2015/16 con preghiera di darne larga diffusione (VEDI).
Il modulo di iscrizione e tutte le informazioni relative al Master sono inoltre disponibili all’indirizzo http://www.coripe.unito.it oppure possono essere richieste alla Segreteria del CORIPE Piemonte, tel. 011/6705202 (orario 9-15), fax: 011/6705039, e-mail: coripe.airaldi@tin.it.

Mirella Airaldi
Segreteria CORIPE PIEMONTE
Via Real Collegio, 30
10024 Moncalieri Torino
Italy
Tel. 011/6705202 (dalle 9 alle 15)
Fax 011/6705039
www.coripe.unito.it”

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