27-idrossicolesterolo: la scoperta torinese contro la COVID-19

Di Luca Mario Nejrotti

È stata scoperta all’Università di Torino una molecola, naturalmente presente nel corpo umano, che può ostacolare la replicazione del virus COV2.

Un prodotto del nostro metabolismo.

La ricerca è stata condotta dalla Panoxyvir, start-up di ricerca, spin-off dell’Università di Torino, nell’ambito di un progetto in collaborazione con il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia di Trieste e l’Università Milano Bicocca (vedi).

La molecola individuata è la 27OHC, la molecola 27-idrossicolesterolo, presente nel corpo umano, come prodotto fisiologico del metabolismo ossidativo del colesterolo, che era in corso di studio come base per spray nasali per combattere i virus del raffreddore. Il nuovo studio (vedi), dimostra però che “in colture cellulari infettate con il Sars-CoV-2, il virus responsabile dell’attuale pandemia, il 27OHC è risultato essere un forte inibitore della replicazione virale del SARS-CoV-2 interferendo con il suo ingresso nelle cellule bersaglio”.

L’elevata biocompatibilità della molecola, dovuta alla sua origine fisiologica, e l’estrema varietà di virus ad ampia diffusione che è in grado di inibire, come un antibiotico ad ampio spettro nel caso delle infezioni batteriche, secondo gli autori dello studio “candidano il 27OHC ad un rapido sviluppo pre-clinico per giungere al più presto ai primi studi clinici sull’uomo e proporsi come strategia antivirale complementare ai vaccini nel far fronte a pandemie attuali ma anche future”.

Possibile ampio spettro d’azione.

L’attività antivirale ad ampio spettro del 27OHC, a questo stadio della ricerca, sembrerebbe spaziare dalla capacità di bloccare i Rhinovirus, i principali agenti del raffreddore comune, ai Rotavirus, la causa più comune di gastroenterite virale nei primi anni di vita, “con un meccanismo che non bersaglia direttamente le particelle virali, bensì modifica in modo transiente fattori della cellula ospite necessari ai virus per replicarsi”. Ora però la ricerca si muove sui diversi coronavirus, con risultati promettenti.

A possibile conferma del ruolo della molecola di 270HC vi è il fatto che i suoi livelli ematici erano più bassi negli individui osservati, infetti da SARS-CoV-2, specialmente nei pazienti con COVID-19 grave.

Trattamento antivirale.

I ricercatori sono entusiasti e speranzosi, per l’elevata biocompatibilità della molecola, dovuta alla sua origine fisiologica, per l’estrema varietà di virus ad ampia diffusione che è in grado di inibire e che la candidano anche come strategia terapeutica complementare al futuro vaccino anti COV2.

Fonti.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213231720308879

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/08/20/news/scoperta_all_universita_di_torino_una_molecola_del_corpo_umano_in_grado_di_bloccare_il_covid-19-265041627/?ref=RHPPTP-BH-I264856218-C12-P2-S1.8-T2