

I nostri media crescono. Cresce il numero delle rubriche, crescono la quantità e la qualità dei contenuti, crescono i mezzi e i supporti della comunicazione, cresce il numero di chi ci segue.
Sul nostro giornale di carta è presente tradizionalmente una rubrica, “Spazio a chi scrive”, che è usata spesso dai nostri lettori per esprimere pareri, critiche e suggerimenti sui contenuti della nostra testata o per esporre proprie idee o lavori personali.
Anche sul nostro portale c’è sempre spazio per i commenti, che giungono numerosi, specie per la sezione filmati.
Torino Medica ha volentieri dato voce a tutti i contenuti ritenuti pubblicabili dalla Redazione, senza porre filtri di nessun tipo, convinti come siamo che la differenza di prospettive e punti di vista faccia comprendere meglio i problemi e permetta una crescita collettiva.
Per questo ci è sembrato il momento giusto per aprire un classico spazio editoriale.
La rubrica “Lettere al Direttore”.
Essa tende a personalizzare il rapporto con il lettore o il navigante su argomenti di ordine generale e su problematiche che possano sollevare un dibattito e un confronto di opinioni.
Contemporaneamente sul giornale di carta e sulla rete, potrete porre al Direttore quesiti, critiche, raccontare storie, esporre preoccupazioni: le lettere di maggiore interesse saranno pubblicate e potranno dar vita a discussioni e altri commenti, contribuendo alla crescita dei nostri mezzi di comunicazione, che vivono di notizie, ma anche e soprattutto dell’interesse e della partecipazione che sanno creare.
Il giornale Torino Medica e i media collegati negli anni, senza perdere la propria identità di organi di informazione medica dell’Omceo di Torino, hanno allargato i loro orizzonti e si sono interessati di temi politici, sociali e culturali, che solo in apparenza non hanno attinenza con la salute dei cittadini.
Infatti, a ben guardare, è compito fondamentale della Sanità comprendere che la “Salute”non è un patrimonio esclusivo della Medicina, se pur intesa in senso più vasto della fondamentale cura delle malattie.
La medicina e la sanità più in generale hanno dilatato nel corso degli ultimi decenni i loro orizzonti. Non più una esclusiva attesa dei malati da diagnosticare e curare, ma uno sforzo sempre maggiore nello studio e nella ricerca della eziologia delle malattie, nella loro diagnosi precoce e nella prevenzione, insistendo sempre di più sulla modificazione degli stili di vita del singolo individuo: tassello fondamentale e insostituibile per il mantenimento e il potenziamento della salute.
Le malattie sono una drammatica realtà dell’uomo e bisogna continuare a combatterle con armi sempre nuove e con un rapporto antico di fiducia e di competenza tra malato e medico.
I confini e la consapevolezza del significato di benessere però si sono ampliati oltre la prevenzione attuata sul singolo.
I motivi sono resi evidenti dalla realtà che ci circonda.
A che è valso a Casale Monferrato insegnare a smettere di fumare ai cittadini, se poi da decenni sono stati ammorbati dall’amianto che “galleggiava” nell’aria?
A che vale insegnare a mangiare con attenzione e consapevolezza ai singoli individui, se l’agricoltura e l’allevamento sono orientati principalmente verso una produzione che privilegia sempre di più criteri quantitativi, fatalmente contrapposti a quelli qualitativi?
Che vale prevenire con buoni stili di vita malattie cardiovascolari e tumori, se l’economia imperante genera sempre nuovi inquinanti e cancerogeni, specie nelle società a più rapido sviluppo?
A che vale cercare di salvaguardare l’equilibrio psichico dei cittadini nel chiuso degli studi medici, quando sono travolti da sommovimenti sociali ed economici che ne sconvolgono ideali, aspettative e la stessa identità personale?
A che vale intervenire su singole realtà molto progredite e più fortunate, mentre per mantenere questo stato di grazia per pochi, miliardi di persone vivono e lavorano in condizioni disumane.
Ecco allora che il medico del terzo millennio deve porsi il problema di uscire dalla propria tradizionale prospettiva, pur non trascurando il suo ruolo fondamentale.
Certo è complesso e defatigante.
La medicina non può più essere sola nella battaglia per una vera salute. Diverse responsabilità sarebbe bene che convergessero su questa presa di coscienza.
Non c’è vera salute senza cibo sano, ambiente accogliente e pulito, lavoro gratificante, città a misura d’uomo, stabilità sociale e speranza nel futuro.
I percorsi su cui si può sviluppare la salute dell’uomo possono partire da una buona medicina, ma passano attraverso una cultura diffusa e profonda, per giungere fino alla buona politica che attraverso le proprie decisioni influenza in modo molto incisivo il benessere o il malessere dei cittadini.
Siamo incamminati da pochi anni su una strada che ha portato alla luce le contraddizioni, le molte negatività e i pochi fondanti valori del sistema socio politico del novecento, basato sulle grandi democrazie e la situazione, specie nel nostro paese, ma certamente non solo, è particolarmente intricata, anche per la confusione spesso generata da un eccesso di informazione, che diviene inevitabilmente e rischiosamente disinformazione.
La salute globale del singolo cittadino è minacciata da questa situazione e tutti i medici si accorgono nei colloqui con i loro pazienti, quanto il disagio sociale è entrato prepotentemente nelle patologie e nel quotidiano.
La circolazione delle idee, la denuncia delle criticità, la segnalazione delle soluzioni può aiutare a superare questo difficile momento.
Con tutta umiltà il nostro giornale, da sempre voce dei medici e della medicina, vuole, anche attraverso questa nuova iniziativa per i nostri lettori, contribuire a questo sforzo volto a creare nuove opportunità per salvaguardare e potenziare il benessere dei cittadini.
Mario Nejrotti

« MEDIA », le NOUVEAU PORTAIL DE JOURNALISME AUDIOVISUEL de Fnomceo
L’expérience d’engager dans un projet commun médecins et journalistes médical est une façon intelligente de résoudre les malentendus, les contradictions, les soupçons et les censures… La vraie nature de « Media-MEDici In Azione » (http://media.fnomceo.it) le nouveau journal multimédia en ligne créé par FNOMCeO par médecins et journalistes, semble n’être que cela.
« L’objectif – a déclaré le président de Fnomceo, Amedeo Bianco à quotidiano sanita.it – est de construire un pont entre deux mondes et entre les deux professions. Assurer- il explique- un nouveau modèle de communication sanitaire, pour arriver au citoyen d’une manière claire, efficace, accessible ».
« Dans cette ère de communication 2.0 – ajoute comme une déclaration au même journal Cosimo Nume, responsable de la Fédération pour la Communication et Directeur politique de MEDIA – nous a paru intéressant de créer des itinéraires pour se rencontrer, même si virtuels, entre ces deux mondes, en renforçant au énième degré le rôle des Relations Presse, qui est précisément un rôle de MEDIAtion ».
« Ce sera un véritable melting-pot où les disciplines et les horizons culturels différents se mélangeront pour créer – ceci c’est du moins notre désir – une manière plus cohérente et plus efficace de communiquer en domaine sanitaire ». explique le directeur général Simona Dainotto.
Une expérience, celle-là qui, toutefois, aura une fin. « Ça commence aujourd’hui, Avril 2, et va terminer en mai », a déclaré Simona Dainotto. « MEDIA est une sorte de ‘temporary store’ de l’information, une expérience qui, pour l’instant, a cette durée. En mai, nous verrons d’où recommencer. »
Ce serait bien (peut-être aussi intéressant et peut-être utile pour les personnes du Net) d’intégrer les compétences de MEDIA avec celles de Videomedica.org journal audiovisuel de l’ Ordre des médecins et dentistes de la province de Turin qui recueille plus de cinq ans de travail, 500 services, information, culture, curiosité, enthousiasme…
A Simona Dainotto et à ses collègues romains qui l’aident dans ce procès, qui commence déjà, dans les heures qui ont suivi le lancement, et montre une véritable âme vont nos compliments et notre « Bonne chance ».

“MEDIA” IS THE NEW FNOMCEO AUDIOVIDEO JOURNALISTIC WEBSITE.
The experiment of committing medical doctors and journalists in a common project is an intelligent way to try to overcome misunderstandings, distrust and censorship…
This seems to be the real nature of “MedIa-Medici in azione” (“Media-Doctors in action”) (http://media.fnomceo.it/), the new multimedia website made by FNOMCeO, doctors and journalists together.
Quoting Fnomceo President, Amedeo Bianco in an interview by quotidiano sanità.it: “Building a bridge between the two worlds and the two professions is the aim of the website. Realizing a new way of communicating health which can reach citizens in a clear, effective and accessible way is its consequence”.
Quoting Cosime Nume, in charge of the communication of the Federation and political director of MedIa: “In the 2.0 age, we have thought that building meeting though virtual paths between these two worlds could have been interesting. The means has been the strengthening to the nth power of the role played by the press office, especially its role of MEDIA and action.”
Quoting its executive director, Simona Dainotto: “It is going to be hopefully an out-and-out melting pot where different knowledge and cultural background will mix together in order to communicate health and health care system in a more coherent and effective way”.
This experiment will have an end soon. Quoting again Dainotto: “MedIa is a sort of a “Temporary store” of information: the beginning is today, on the 2nd of April, and the end will be the month of May. This experience will have this length for the moment. In May we will consider how and if getting along”.
It would be nice (and maybe also interesting and useful for the web users) to complement MedIa expertise with Videomedica.org, the audio video webzine of the Association of Medical Doctors and Dentist of Torino, which has five of years of work, 500 reports, information, culture, curiosity and enthusiasm…
Our compliments and “break a leg” to Simona Dainotto and her colleagues in Rome who are helping her in this experiment that seems to be successful and to have a real soul.
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