Archivio della Categoria: Dedalo

STUDIARE L’AMBIENTE DA MEDICI PER CURARLO

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Di Nicola Ferraro.

La definizione di salute adottata dall’Oms/Who nel 1948 (…uno stato di completo benessere fisico, psichico, e sociale) ha allargato a dismisura le competenze scientifico culturali della Medicina e gli ambiti professionali dei medici.  La consapevolezza che l’ambiente è un fattore determinante per la salute accompagna la Medicina in modo più o meno coerente sin dalla notte dei tempi: se Jenner non avesse conosciuto i problemi dell’allevamento dei bovini e della produzione lattiero-casearia, ad esempio, non avrebbe mai saputo che i mungitori inglesi contraevano il vaiolo dalle mammelle delle vacche infette e il vaccino (inventato da lui) non ci sarebbe (vedi).

È invece una novità relativamente recente l’impegno multifattoriale finalizzato alla tutela dell’ambiente. Nato agli albori degli anni ‘70 sulla scorta di una consapevolezza nuova e diffusa che ebbe come primo momento istituzionale la stagione effervescente dei “pretori d’assalto” (vedi) e (vedi), questo impegno assume anno dopo anno carature medico-sanitarie proprie e specializzate. Dopo la nascita dell’Isde (l’Associazione Medici per l’Ambiente, vedi) di cui più volte abbiamo parlato da questo spazio della Rete, oggi si propone all’attenzione una nuova organizzazione medico-sanitaria: l’Assimas (vedi) e (vedi).

Compito istituzionale di questa nuova organizzazione lo studio delle patologie legate ad agenti ambientali (siano essi di tipo fisico, chimico, biologico) che, come viene detto sull’homepage del suo portale, “sono in continuo aumento, soprattutto nelle civiltà cosiddette industrializzate”. Questo dato epidemiologico, che potrebbe anche essere (almeno in parte) determinato da quella nuova sensibilità culturale nata negli anni ’70, viene valutato alla luce delle conoscenze della Medicina Ambientale Clinica.

Da un punto di vista medico nell’ambiente si trova infatti…  soltanto quello che si cerca: si potrebbe dire con tono lapalissiano. Analizzando l’acqua dei fiumi e dei laghi si scopre ad esempio che i residui di psicofarmaci prodotti per sollevarci da ansia e depressione sui pesci hanno un effetto esattamente contrario: diventano aggressivi invece che sedati (vedi su Nature).

Come avrebbe potuto dire Dino Buzzati (vedi) che riusciva a far parlare cani, auto, deserti… magari non è l’effetto paradosso dei cataboliti urinari delle benzodiapezine: forse i pesci sono arrabbiati con noi per come trattiamo l’acqua in cui sopravvivono.

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IL REGISTRO OPERATORIO ELETTRONICO: FACILE, SICURO, ECONOMICO

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Di Nicola Ferraro.

All’Istituto Besta di Milano, il centro di eccellenza per la ricerca e la cura in ambito neurologico (Vedi), è stato messo a punto un sistema per la registrazione informatica del Registro Operatorio che comprende tutti i Verbali Operatori redatti in una struttura sanitaria dotata di sale operatorie.
Il Verbale operatorio documenta le modalità di esecuzione degli interventi chirurgici e di qualunque procedura invasiva eseguita in sala operatoria; per tale ragione, esso è parte integrante e assolutamente rilevante della documentazione clinica di ciascun paziente. Un documento medico-legale di fondamentale importanza per garantire il diritto alla salute e la sua tutela anche (e soprattutto, in questo caso) da parte della Magistratura.
Come da lunga tradizione, nella maggioranza degli ospedali italiani i Verbali Operatori vengono ancora dettati e firmati a mano dal primo chirurgo operatore.

Ma è possibile fare entrare l’informatica in questo ambito delicato della professione medico-chirurgica: la modalità operativa in uso al Besta si candida come praticabile con successo, sicurezza ed economicità: una caratteristica da non sottovalutare in tempi di spending review. L’esperienza descritta riporta come, a volte, si possano ottenere ottimi risultati anche senza esborsi economici, puntando sulla qualità delle idee e delle competenze. Non si segnala tanto la complessità tecnologica dello strumento elaborato (di per sé, relativamente semplice), quanto la capacità di costruire, dal nulla, uno strumento adeguato alle esigenze espresse, fortemente personalizzabile e, soprattutto, a costo zero.
Di seguito l’articolo originale inviato in redazione dall’ingegner Paolo Ranieri, della Direzione Sanitaria della  Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta (clicca qui).

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LE TECNOLOGIE “WEB BASED”

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Di Rosa Revellino

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 60% circa della popolazione è classificato come inattivo o non sufficientemente attivo. È quindi necessario attuare dei programmi di cambiamento del comportamento che coinvolgano, a basso costo, un alto numero di persone: in questo senso, Internet sembra essere il mezzo più adatto a stimolare comportamenti salutari.

Un’analisi presenta i risultati di alcune ricerche svolte sul web (web-based) per incrementare l’attività fisica negli adulti, definendo web-based gli interventi che hanno utilizzato come mezzo di divulgazione dei programmi la consegna via internet o via e-mail.

La revisione ha inizialmente comportato una fase di ricerca nella letteratura scientifica e una selezione degli studi che soddisfacevano tutti i requisiti necessari, arrivando a sceglierne 34. I risultati mostrano che i principali interventi web-based sono stati efficaci nel produrre piccoli ma significativi aumenti della pratica dell’attività fisica: tali cambiamenti di comportamento, seppur di lieve entità, possono avere importanti implicazioni positive su un’ampia fascia di popolazione. Gli studi futuri dovranno però tener conto anche del rapporto costo-efficacia degli interventi web-based, oltre a valutarne l’efficacia complessiva a distanza di tempo.

Considerando che i programmi sono in continua evoluzione, l’uso delle tecnologie web-based per il cambiamento del comportamento sembra destinato a proseguire nel tempo; in futuro, le attività di ricerca permetteranno di realizzare programmi web-based più efficienti, in grado cioè di incrementare l’impegno dei partecipanti e migliorare i risultati ottenuti.

Fonte:

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

La technologie « web based »

Selon les estimations de l’Organisation mondiale de la Santé, le 60% environ de la population est classé comme inactive ou insuffisamment actifs. Il est donc nécessaire de mettre en œuvre les programmes de changement du comportement impliquant, à faible coût, un nombre élevé de personnes : en ce sens, Internet semble être le média le plus approprié pour stimuler des comportements sains.

Analyse présente les résultats de quelques recherches sur le web (web based) pour augmenter l’activité physique chez les adultes, la définition web based est pour des interventions qui utilisent le Web comme un moyen de diffusion de programmes offerts par l’Internet ou par e-mail.

L’examen a abouti à une première phase de recherche documentaire et de sélection des études qui remplissaient toutes les conditions requises, en arrivant à en choir 34. Les résultats montrent que les principales web based interventions ont été efficaces dans la production des augmentations faibles mais significatives de l’activité physique : ces changements de comportement, quoique mineurs, peuvent avoir d’importantes implications positives pour une grande partie de la population.

Cependant, les études futures devraient aussi prendre en compte le rapport coût-efficacité des interventions web based, ainsi que l’évaluation de l’efficacité globale après un certain temps.

Considérant que les programmes sont en constante évolution, l’utilisation de technologies web based pour le changement de comportement est susceptible de continuer au fil du temps ; à l’avenir, la recherche fournira sur le Web des programmes plus efficaces, capables d’accroître l’engagement des participants et améliorer leurs performances.

Source :

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

“WEB BASED” TECHNOLOGIES

According to WHO estimates (see: Organizzazione Mondiale della Sanità), about 60% of the population is inactive or not enough active. It is therefore necessary to start programs in order to change this behaviour, including the highest number of people at the lowest cost. In this sense, Internet seems to be the most useful means that can stimulate healthy behaviours.

A study presents the results of some web-based researches in order to increase physical activity in adults, defining as web-based actions that have used Internet or e-mails as a means of popularization.

The review has started with an examination of scientific literature and a selection of the researches showing all the necessary requirements. 34 of them have been selected.

The results show that the main web-based actions have been effective in causing little but significant increases in physical activity practice: these changes, even if moderate, can have important positive consequences in a big number of people. Nevertheless, future studies should also consider the cost-benefit ratio of the web-based actions in addition to evaluating their effectiveness in the long term.

Considering that programs are continuously evolving, the use of web-based technologies to a behaviour change seems to be intended to continue. In the future, research activities will allow to realize more efficient web-based programs capable to increase participants commitment as well as improving their results.

Source:

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

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VA IN SCENA LA DISABILITA’

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Di Rosa Revellino

Disabled Theater, il progetto creato dal coreografo francese Jérôme Bel insieme agli attori disabili del Theater HORA di Zurigo, tutti affetti da sindrome di Down e disabilità mentali anche gravi, è giunto in Italia, lo scorso 20 marzo, per aprire l’undicesima edizione milanese di Uovo Performing Arts, dopo i successi ottenuti al Festival d’Avignon, al Centre Pompidou di Parigi e al dOCUMENTA (13) di Kassel.

La scena di Disabled Theater è minimalista, con la sola presenza di dieci sedie sul palco; a lato, un alter-ego multilingue di Bel impartisce le indicazioni agli attori. Lo spettacolo inizia con la presentazione muta degli interpreti, mentre, a seguire, c’è l’invito a svelare nome, età e professione; per ultima arriva la richiesta di descrivere il proprio handicap, e le risposte sono, a seconda dei casi, più o meno dettagliate.

Dopo le confessioni, l’alter-ego di Bel dichiara di aver scelto sei degli assoli proposti dai performer; i disabili stessi hanno scelto le musiche, e Michael Jackson e gli Abba sono tra i preferiti. Dopo le coreografie, i disabili giudicano le loro stesse performance, ma non solo: riportano anche i giudizi di alcuni dei genitori, rivelando che spesso questi attori non sono compresi e supportati dai loro stessi familiari. Infine, anche gli assoli precedentemente scartati da Bel vengono messi in scena, rivelandosi molto significativi: una danza con il velo, una scatenata breakdance con head spin e salti e, per finire, un malinconico jazz-boogie.  Disabled Theater è uno spettacolo non convenzionale che ha una qualità comune a tutti gli spettacoli del coreografo francese, quella, cioè, di intrattenere il pubblico e obbligarlo allo stesso tempo a riflettere sulla cosiddetta “anormalità”.

(Fonte: PRESS-IN)

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AUTISMO: UN MISTERO DI DOLORE, DISAGIO, DISINFORMAZIONE, IGNORANZA

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Di Nicola Ferraro

Il 2 aprile è una giornata dedicata all’autismo che nel nostro Paese si celebra soltanto dal 2007, quasi vent’anni dopo l’epopea cinematografica di “Rain Man” che aveva portato all’attenzione del mondo, anche se non in forma rigorosa dal punto di vista medico-scientifico, il dramma di questa malattia mentale (vedi). Questo ritardo è una delle spie del fatto che la società italiana non riesce a fare i conti con questa patologia della mente particolarmente misteriosa e in apparenza  persino sfuggente, come afferma l’attacco di un articolo messo in Rete dal “Il Fatto Quotidiano” (vedi).  Computo difficile da noi persino per l’Epidemiologia: il sospetto che molte diagnosi siano tardive è stato avanzato addirittura dal Ministro Balduzzi a Quotidianosanità.it (vedi).

In ogni caso quella del 2 aprile è una Giornata utile, perché ha aiutato a focalizzare gli ambiti molto sfaccettati di questa patologia. Da quelli della ricerca (vedi), a quelli della diagnosi e del trattamento che come al solito appare a “macchia di leopardo”, afflitta da gravi diseguaglianze territoriali, in Italia (vedi).

Importante anche il lavoro fatto da esperti e associazioni per programmare un modo possibile con cui far aumentare il livello di consapevolezza, individuale e collettivo, sull’autismo (vedi) e contribuire a smantellare i luoghi comuni che circolano su questa patologia: una delle credenze più diffuse riguarda il suo rapporto (inesistente!!!) con le vaccinazioni (vedi).

Una sintesi efficace di tutti questi stimoli all’azione responsabile per gestire questo problema medico, scientifico, sociale, assistenziale, culturale… è arrivata anche quest’anno dalla rassegna cinematografica “Cinemautismo” (vedi) e (vedi).

AUTISME : UN MYSTÈRE DE douleur, inconfort, tromperie, ignorance.

Le 2 Avril est une journée dédiée à l’autisme qui n’est célébrée dans notre pays qu’à partir du 2007, près de vingt ans après le film « Rain Man » qu’il avait porté à l’attention du monde, même si pas dans la forme stricte scientifique et médicale, le drame de cette maladie mentale (voir). Ce retard est l’une des indices du fait que la société italienne n’est pas en mesure de faire face à cette maladie de l’esprit particulièrement mystérieuse et apparemment même insaisissable, comme indiqué par l’attaque d’un article publié sur Internet par « Il fatto quotidiano » (voir). Calcul difficile chez nous, même pour l’Epidémiologie : le soupçon que de nombreux diagnostics sont tardifs a été avancé par le même ministre Balduzzi à Quotidianosanità.it (voir).

Dans tous les cas, le 2 Avril est une journée utile, car elle contribue à mettre l’accent sur les domaines d’intervention très compliqués de cette maladie. De ceux de la recherche (voir), à ceux-là du diagnostic et du traitement qui, comme d’habitude, semble inégale, et proie de graves inégalités territoriales en Italie (voir).

Il est également important le travail effectué par des experts et des associations pour planifier une manière possible d’augmenter le niveau de prise de conscience, individuelle et collective, de l’autisme (voir) et aider à démanteler les stéréotypes qui circulent sur cette maladie : l’une des croyances les plus répandues est celle sur son rapport (inexistant!!) avec les vaccinations (voir).

Une synthèse de toutes ces stimuli à l’action responsable pour gérer ce problème médical, scientifique, social, bien-être, culturel… arrive cette année aussi du festival du film « Cinemautismo » (voir) et (voir).

AUTISM: A MISTERY OF SORROW, DISCOMFORT, MISINFORMATION AND IGNORANCE.

In Italy the 2nd of April is the day dedicated to autism since 2007, nearly twenty years after the masterpiece “Rain Main”, the movie that has called to the world attention the tragedy of this mental disease, even if not in a rigorous way from a scientific point of view (see: vedi). This delay shows that Italian society is not able to deal with this mental disease that is particularly mysterious and apparently even elusive. This is also shown by and article uploaded by “Il fatto quotidiano” (see: vedi). Even Epidemiology finds its reckoning difficult and the Minister of Health himself has expressed to Quotidianosanità.it (see: vedi)  the suspicion that many diagnosis of autism are tardive.

In any case, the 2nd of April is a beneficial Day because it helps in identifying the so multifaceted aspects of this pathology: from those of research (see: vedi) to those of diagnosis and treatment that, in Italy, is peppered as usual  being afflicted as it is by serious territorial differences (see: vedi).

Experts’ and associations’ work is also important in order to think about a possible way to increase the individual and collective awareness about autism (see: vedi) thus helping in dismantling all clichès about this pathology: for instance, one of the most widespread clichè about autism is its (non-existent!!!) connection to vaccinations (see: vedi).

Again this year, the film festival “Cinemautismo” (see: vedi) and (see: vedi) has given an effective summary of all the above mentioned calls to action in order to act in a responsible way toward this medical, scientific, social and cultural issue.

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