TRIBUNALI CONTRO IL CINISMO DEL POTERE?

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Di Nicola Ferraro

Il cinismo del potere una volta si manifestava mandando a morire in massa i giovani in guerra e negando senza vergogna il diritto alla dignità a chi rimaneva fortunosamente in vita. I milioni di ragazzi morti cento anni fa in trincea, in una guerra di posizione assurda e crudele, rappresentano una testimonianza di quel cinismo, come lo rappresentò la mancanza di assistenza sanitaria per milioni di cittadini di questo Paese: una ferita in ambito sociale sanata in maniera visibile soltanto recentemente, con l’introduzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Il progresso civile, sociale e culturale non permette oggi di continuare in quei modi l’esercizio del potere. Ma il cinismo, che è l’anima nera di quel potere, cambia pelle ma non natura individuando nuovi soggetti sociali sui quali manifestarsi. Oggi al centro delle sue non certo commendevoli mire ci sono i soggetti fragili, i disabili, gli invalidi, i malati di malattie degenerative che uccidono in silenzio e in tempi lunghi, i vecchi senza memoria che si aggirano per le nostre strade accompagnati spesso da vecchi soltanto un po’ meno vecchi di loro…

Spesso questi accompagnatori arrivano da Stati del mondo che nella loro storia sono passati dal passato al futuro senza mai frequentare il presente. Spesso accompagnano questi vecchi dall’identità perduta i loro figli: meno vecchi di una generazione, angosciati, prostrati, impoveriti fino alla miseria da uno Stato che fa finta che il problema socio-assistenziale del loro accudimento non esista.

Un tempo lo Stato mostrava la sua faccia feroce con autoritarismo, ora lo fa con distrazione calcolata: dai boiardi di Stato, dagli economisti senz’anima, dai manager che guadagnano al mese 500 volte lo stipendio di un loro dipendente, anche quando portano le aziende al massacro… Gli stessi personaggi che hanno rubato il futuro ai nostri figli irridendoli pure in prima serata in televisione.

Eppure, la dignità che nemmeno Auschwitz è riuscita ad uccidere, trova sempre un sussulto, un’occasione, anche apparentemente impossibile, di riscatto, come sta accadendo in questi giorni a Milano dove alcuni “caregiver” di quella massa sempre più indistinta e interclassista di poveri e nuovi poveri cercano una possibilità di giustizia collettiva nelle aule del Tribunale di Milano… (vedi).