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STATISTICA: IL PUGNO DI FERRO È UN ESERCIZIO POLITICO-ECONOMICO IRRAZIONALE

bandiera italia


Di Nicola Ferraro

Le ragioni politiche dei progressisti sono state sempre giocate sul piano dell’etica. Da oggi i progressisti possono vantare un arma in più, la Statistica. Un valore culturale aggiunto di grande rilievo perché la Statistica è strettamente imparentata con la Scienza attraverso la matematica. L’ingresso della valutazione scientifica delle decisioni assunte dalla “faccia buona” della Politica non poteva non nascere nella patria dello scetticismo, del pragmatismo e dello humor: l’Inghilterra. Auspicabile (o forse inevitabile) che questo filone di studio della realtà coinvolgesse in qualche modo l’Italia, Paese dalle mille contraddizioni e dall’imprevedibilità diventata sistema. A Giovanni Mastrobuoni, brillante “cervello italiano in fuga” (vedi) l’Università di Essex ha affidato infatti il compito di procedere in questi studi e primi risultati sono esaltanti per chi crede in valori come la solidarietà, l’apertura, la convivenza, la valorizzazione culturale della diversità… Due ricerche hanno valutato la criminalità causata dagli immigrati legali e illegali e gli effetti nel tempo dei provvedimenti carcerari legati all’apertura e non alla repressione.

L’uscita dall’illegalità per gli immigrati porta ad una riduzione del 50 per cento di recidività dei reati e l’attuazione di provvedimenti più democratici nel governo di questo fenomeno sociale spiega le abissali differenze osservate nei tassi di criminalità tra gli immigrati legali e illegali: gli illegali delinquono fino al 66% in più (vedi).

Il dotarsi di carceri più “aperte”, votate senza tentennamenti al recupero individuale e sociale dei detenuti è poi una scelta strategica per la società che vede aumentare il proprio tasso di legalità e addirittura la crescita economica. Diminuiscono infatti le carcerazioni di ritorno (le recidive) e questo libera risorse per l’economia (vedi). Significativo che questa notizia sia stata data soltanto dal Sole 24 Ore: il quotidiano forse più “coraggioso” nel non allinearsi all’incontenibile clima depressivo e distruttivo che contribuisce a non farci uscire dalla crisi.