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Agente 007, licenza di navigare… su internet

bandiera italia

 

Di Luca Mario Nejrotti

Dal 3 ottobre è on line (vedi) un video promozionale, promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, che sintetizza gli sforzi che si stanno facendo per garantire la protezione del cyberspazio da intrusioni e attacchi esterni e interni al Paese.

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La nuova frontiera della Sicurezza Nazionale

I film, in particolare quelli statunitensi, ci hanno già abituati a comprendere che un attacco cibernetico possa essere una seria minaccia alla sicurezza di una nazione: i sistemi di armamento, le forniture energetiche, il traffico, le comunicazioni e molto altro ancora sono interamente gestiti in quella regione virtuale definita cyberspazio (vedi).

Le intrusioni nel settore “pubblico” del cyberspazio sono già assodate come reali minacce, tratteggiate esemplarmente già in ‘vecchi’ film come Wargames (1983, vedi) o addirittura The Italian Job (vedi) che nel 1969 mostrava una rapina ai danni della FIAT resa possibile grazie all’intrusione nell’allora avveniristico sistema computerizzato di gestione dei semafori.

Ciò che, invece, fa per ora meno parte del senso comune è come gli attacchi cibernetici possano influire negativamente nella concreta vita quotidiana dei singoli.

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Il furto della privacy.

Non a caso per quanto riguarda la protezione dei nostri dati sensibili siamo più abituati a usare termini relativamente più rassicuranti, come “Tutela della Privacy” (vedi) piuttosto che parlarne in termini di Sicurezza Nazionale.

Il video, invece, in modo semplice e intuitivo mostra come “In un sistema democratico, il benessere e la prosperità dei cittadini dipendono anche dalla sicurezza del cyberspazio.”

Il vantaggio, e insieme la debolezza, dei nostri spazi virtuali è la loro facilità di accesso: se ci fermiamo a riflettere un momento, però, ci rendiamo conto di quanta parte della nostra vita passi nel “mondo virtuale”. Le transazioni economiche, i nostri dati finanziari, anagrafici e sanitari, ma anche la sfera più personale degli spostamenti (monitorati dai GPS che ormai sono presenti nei cellulari, nelle automobili, persino nelle macchine fotografiche), degli affetti, sempre più veicolati attraverso mail e SMS, del nostro ambiente domestico, sovente esposto nelle fotografie caricate sui social network e così via.

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Gli 007 del cyberspazio.

La difesa del cittadino, in un sistema democratico, passa quindi anche attraverso la protezione della sua sfera “virtuale”: “Difendere il paese dalla minaccia cibernetica è la vera sfida dell’era digitale” si legge sul portale del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica.

Dal video e dal sito apprendiamo che molto si sta facendo in questo senso e che il Governo si è fatto promotore di una vera strategia nazionale.

Utile e coinvolgente l’uso di video esplicativi, ad esempio il breve cortometraggio (vedi) che ci mostra, come un film di spionaggio, un esempio fittizio d’intervento dei nostri servizi d’intelligence.

La struttura del Sistema è interessante: essa non fa capo al Presidente della Repubblica, o all’autorità Giudiziaria, bensì al Presidente del Consiglio che, in sinergia con un coordinamento interministeriale, detta le linee guida e le priorità del servizio. Il tutto, ovviamente in “collaborazione tra gli Organismi d’intelligence – DIS, AISE e AISI – e le Forze armate e di polizia, le pubbliche amministrazioni, i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità e i Servizi esteri collegati”.

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“Prevenire, proteggere ma anche porre rimedio agli attacchi cibernetici, sono alcuni degli assi portanti per la sicurezza del nostro sistema democratico, delle sue istituzioni, della società civile”, insomma: per evitare scenari da film e difendere la democrazia, una difesa concreta dei nostri spazi virtuali.

Le immagini sono tratte dal portale del Sistema di Informazione per la sicurezza della Repubblica.

Fonti:

http://www.sicurezzanazionale.gov.it

http://www.diritto.it/articoli/informatica/leotta.html