CELLULE STAMINALI: PROTAGONISTE IN LABORATORIO E NEI PALAZZI DI GIUSTIZIA

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Di Nicola Ferraro

Sulla “vicenda Stamina” sembra che si sia detto tutto. Eppure i fiumi d’inchiostro, alla cui portata ha contribuito non poco anche la nostra redazione (vedi), non hanno ancora chiarito definitivamente la natura, nello stesso tempo semplice sino alla banalità e complessa sino all’inverosimile, di una vicenda che ha toccato tutte le tipologie della narrazione: dalla tragedia alla commedia dell’assurdo.

Questo completo esercizio di stile si è configurato, da un punto di vista giornalistico, più che altro come inseguimento delle novità proposte alla cronaca. È mancato il tempo (o forse non si sono verificate le circostanze) per approfondire un materiale d’indagine composito, sfaccettato e determinante per accrescere la consapevolezza di tutti: cittadini e “addetti ai lavori”.

E così si continua a scrivere e a parlare di staminali come panacea, e sulla vicenda scientifico-politico-giudiziaria torinese non si sono focalizzati i passaggi più importanti: la tutela della dignità umana dei malati terminali, la corretta definizione di terapie palliative, la libertà dell’atto medico, la ragione delle contradditorie sentenze della Magistratura, il rischio di contrapporre in modo assurdo il rigore scientifico di una Medicina basata sulle evidenze all’umanità dell’atto medico. Su questo ultimo punto è intervenuto autorevolmente il Presidente Amedeo Bianco nel corso della relazione pronunciata in occasione dell’ultima Assemblea Generale degli iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Torino (OMCeO-TO). Le sue poche ma lapidarie parole sono state riprese con rilievo dalla stampa nazionale (vedi).

L’OMCeO-TO ha quindi sentito il bisogno di fare chiarezza su quei punti focali e l’ha fatto dedicandogli un recente evento ECM (vedi) che ha alternato la descrizione dello stato dell’arte sulle potenzialità delle cellule staminali nella ricerca e nella clinica con il confronto aperto sulla “deriva pseudoterapeutica” nata a Torino. Ecco la cronaca puntuale di questo evento, a cura del collega Ernesto Bodini (VEDI).