MALATTIE PROFESSIONALI: DENUNCIA OBBLIGATORIA

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2014 è stato pubblicato il decreto 10 giugno 2014 recante (vedi) “Approvazione dell’aggiornamento dell’elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 139 del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124 e successive modificazioni e integrazioni” (vedi); (vedi)

L’art. 2 del provvedimento prevede che l’aggiornamento dell’elenco riguardi esclusivamente il gruppo 6 (tumori professionali) e il gruppo 2 (malattie da agenti fisici) con riferimento alle sole patologie muscolo scheletriche. in tutte le tre liste rappresentate, ovverosia:
LISTA I – MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA È DI ELEVATA PROBABILITÀ;
LISTA II – MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA É DI LIMITATA PROBABILITÁ;
LISTA III – MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA É POSSIBILE.

L’art. 139 del DPR 1124/1965 e s.m.i (vedi) dispone che è obbligatoria per ogni medico, che ne riconosca l’esistenza, la denuncia delle malattie professionali che saranno indicate in un elenco da approvarsi con decreto del Ministro per il Lavoro e la Previdenza sociale di concerto con quello per la Sanità, sentito il Consiglio Superiore di Sanità.
La denuncia deve essere fatta all’Ispettorato del lavoro competente per territorio che ne trasmette copia all’Ufficio del medico provinciale. (vedi)
Vedi la comunicazione della FNOMCeO

Nell’ambito di questa importante discussione medico-legale l’OMCeO di Torino organizzerà il prossimo 7 novembre un corso di formazione (accreditato ECM):
I tumori occupazionali: vecchie conoscenze e nuove acquisizioni
Aspetti diagnostici, epidemiologici e medico legali occupazionali

In Piemonte vengono poste, ogni anno, circa 14.000 (diconsi quattordicimila) nuove diagnosi di tumore all’anno – ricorda il responsabile scientifico Dr. Riccardo Falcetta, Coordinatore Commissione Salute e Sicurezza ambienti di lavoro e di vita- OMCeO Torino. Si stima che il 4-5 % (circa 700 casi di tumore all’anno) sul totale abbia una origine di possibile/probabile origine occupazionale. Il panorama formativo vede la presenza di incontri su specifiche tipologie tumorali, spesso dettate da situazioni locali, ma non vede un ragionamento sulla gestione del problema nel suo complesso. Si tratta di fare il punto sugli iter diagnostici, sulla collaborazione tra oncologi e specialisti delle varie discipline, che sono in grado di porre diagnosi corrette di patologia tumorale, ma, spesso, non sono in grado di effettuare il ragionamento sul nesso tra causa ed effetto che porta a definire una patologia tumorale come possibile/probabile origine occupazionale. Per effettuare questo passo è necessario sviluppare un sistema di collaborazione coordinata e continuativa tra oncologi e medici del lavoro ospedalieri nella consapevolezza che solo questa collaborazione può portare ad una gestione efficiente, efficace ed appropriata di una problematica che investe il campo dei diritti e delle responsabilità delle persone sulla delicata materia della patologia tumorale occupazionale.Il Seminario si propone di porre le basi per raccogliere le idee e sviluppare un possibile modello organizzativo all’interno di un grande ospedale generalista sede del triennio clinico formativo universitario. (vedi il programma)