Art32

È LA POVERTÀ L’ALLEATO MIGLIORE DELL’HIV

bandiera italia

 

Di Nicola Ferraro

Gli organi sanitari internazionali sono giustamente preoccupati per l’epidemia silenziosa e senza fine dell’Aids in Africa (vedi): una patologia che colpisce milioni d’individui, che è un altro riflesso, tragico e mortale, degli spaventosi problemi di povertà che attanagliano quel continente in forma assolutamente vergognosa. L’Africa è infatti uno scrigno di materie prime indispensabili e nobili, predate più che acquistate, dal mondo dello sviluppo, dell’industria, degli affari; un mondo ricco, potente e senza scrupoli. Un mondo esclusivo che però accetta con grande diffidenza nuovi soci (vedi la Cina) che non a caso ha nel continente africano sempre più interessi: economici e ovviamente politici (vedi), (vedi).

Ma non esiste soltanto la povertà materiale, l’indigenza mortale che intercetta in maniera perfetta malattie mortali. C’è anche la povertà culturale, quella che nel mondo sviluppato si accompagna magari non alla fame ma a disagi sociali che fanno in fretta ad imparentarsi con la morte. Sono situazioni, che la crisi ha reso spesso aberranti, definite dai sociologi “Nuove povertà”(vedi). Situazioni che nascono da asimmetrie della conoscenza, oltre che del reddito, che producono esclusione, espulsione, rifiuto, invisibilità molto spesso conosciuta soltanto dal mondo del volontariato, dalle parrocchie e dai Carabinieri.

Realtà che nel Primo Mondo (il nostro) producono effetti epidemiologicamente vistosi proprio nei luoghi, soltanto in apparenza, più inattesi: le realtà urbane degli Usa, ad esempio. Non deve quindi stupire che negli Stati Uniti d’America circa la metà degli uomini Hiv positivi che hanno rapporti sessuali con altri uomini non sono seguiti in modo continuo né da centri specialistici né da operatori sanitari, secondo uno studio pubblicato su Morbidity and Mortality Weekly Report (vedi),

coordinato da Sonia Singh, della Divisione di prevenzione Hiv/Aids dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) (vedi).

Una situazione esplosiva di cui la Sanità pubblica degli Usa (Obama o non Obama) deve farsi carico in modo proficuo se quella società non vuole fare un poderoso balzo indietro di trent’anni.