Art32

IL GRAN CALDO: PARLARNE MENO, PARLARNE MEGLIO

Di Mario Nejrotti
“Temperatura 37°! Percepita 39°! Umidità all’80%. Ventilazione assente! Attenzione: forte concentrazione di Ozono (O3) al suolo!”
E allora? L’O3 fa male, perché e a chi? A che concentrazione? Come si genera e che cosa c’entrano gli altri inquinanti con lui?
Oltre ai soliti consigli della nonna, tacciati per pareri di esperti (bere molto, mangiare frutta e verdura, vestirsi leggeri, non esporsi nelle ore più calde), quest’anno, a parte la giornalistica moda dei portali di previsione metereologica che chiamano con nomi terrifici veloci perturbazioni e anticicloni del tutto normali nella stagione estiva, si parla meno del caldo e delle ondate “assassine” di varia pericolosità provenienti dall’Africa o dal Nord Est.
Questo credo sia un bene: un equilibrio maggiore nelle notizie aiuta la popolazione a non vivere in un impotente terrore.
Persino grandi TG generalisti, come il TG de La7 diretto dal superattivo Enrico Mentana, ironizzano sull’impossibilità per motivi di spazio di parlare del “gran caldo”.
Ma, anche se di minore impatto mediatico, è opportuna una maggiore informazione del rischio intrinseco dell’inquinamento, di quali sostanze possono generare malessere e danno alla salute, specie durante il periodo estivo, quando è più attiva l’azione dei raggi UV.
Ogni portale meteorologico che si rispetti non può fare a meno di segnalare oltre i parametri più classici, ad esempio se pioverà o no, se l’umidità renderà la percezione del caldo maggiore o minore, anche la qualità dell’aria e la concentrazione degli inquinanti più diffusi nelle varie località, nelle diverse ore della giornata.
Potrebbe essere utile per i nostri naviganti approfondire attraverso i tre link che vi segnaliamo, l’argomento inquinamento generale e in particolare il suo maggiore effetto sulla salute, ma anche sull’ambiente vegetale nei mesi estivi.
Il primo vi porta ad un corposo, ma interessante articolo della Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) che documenta sull’andamento e danni legati a tutti i maggiori inquinanti atmosferici e sulla situazione nel nostro Continente, non trascurando la quella planetaria e dei Paesi in via di sviluppo, che in un ambiente piccolo e chiuso, come quello del pianeta Terra, non può non influenzarci. (vedi)
Il secondo risponde in modo chiaro alle domande sull’Ozono in particolare, con cui abbiamo incominciato questo scritto.(vedi)
Il terzo dà un esempio di come viene gestita l’informazione sulle previsioni del tempo e sulla composizione dell’aria in uno dei maggiori portali di meteorologia della rete. (vedi)
Contrariamente alle immagini di bambini e anziani boccheggianti, che impressionano solo l’emotività e poi lasciano il tempo che trovano, una maggiore ed equilibrata informazione sull’inquinamento potrebbe portare ad una consapevolezza e ad un coinvolgimento individuale nel ridurre personalmente quelle fonti di inquinamento che sono alla portata dei cittadini: ad esempio scegliere nelle grandi città il trasporto pubblico, lo spostamento a piedi o in bicicletta, invece dell’uso dell’automobile e ancora la riduzione nei mesi invernali del riscaldamento negli ambienti domestici a livelli non superiori ai 19/20°