LA LUNGA STRADA VERSO L’ECCELLENZA SANITARIA SI CHIAMA CONTINUITÀ

Il calcio non insegna alcunché soltanto ai distratti e agli spocchiosi. Il modo con cui si raggiungono i risultati (e spesso il livello della qualità di gioco con cui i risultati si acquisiscono) ha invece molto in comune con la sanità. In entrambi i casi occorre mettere a punto una squadra, lasciarla crescere dandole fiducia, opportunità e risorse. A volte, in un caso e nell’altro, la volontà di cambiare provoca però ripensamenti, ripartenze, azzeramento del lavoro già fatto. Si agisce sempre in buona fede: per accorciare i tempi della riuscita, per sanare errori veri o presunti, per il gusto o la necessità di cambiare… Questo però corre il rischio di avere un impatto distruttivo sul destino di qualsiasi possibile progetto.

Nel calcio l’incapacità di dar vita ad un progetto si concretizza visivamente come “valzer delle panchine” su cui siedono gli allenatori; in sanità ha un nome esotico: “Spoil system”. Il termine identifica l’azzeramento degli organigrammi statali negli Stati Uniti, in seguito alla vittoria di un politico destinato ad occupare un ruolo pubblico nell’amministrazione, assegnato come carica elettiva: dallo sceriffo al presidente degli Usa.

Anche da noi si sta diffondendo quest’abitudine che ha risvolti positivi ma a anche intuibili aspetti negativi quando si caratterizza come una specie di “sindrome di Penelope”: si disfa la notte quello che si è tessuto durante il giorno. La Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, http://www.fiaso.it/) ha redatto una mappa dei cambianti negli organigrammi regionali della sanità ad un anno dalle ultime elezioni regionali: http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&t=2843

La notizia è stata diffusa quasi simultaneamente a quella relativa al riconoscimento all’Ospedale Molinette di Torino come miglior Centro italiano per i trapianti.

È evidente il possibile e insanabile contrasto di contenuto nei due fatti: non si acquisisce dal Ministero il riconoscimento citato senza una continuità di eccellenza delle prestazioni lungo gli anni che a volte lo spoil system, usato in maniera troppo disinvolta, può cancellare. Il Piemonte, anche in questa prospettiva, costituisce per fortuna (e qualche merito) una positiva eccezione.

<< COMUNICATO STAMPA

Molinette riconosciuto come il miglior Centro italiano per trapianti di organi dal Ministero della Salute

Giovedì mattina 26 maggio 2011, il Ministro della Salute professor Ferruccio Fazio consegnerà all’Azienda Ospedaliero – Universitaria San Giovanni Battista – Molinette di Torino un prestigioso riconoscimento nazionale “Per l’attività del Centro Trapianti, risultato il primo Centro italiano per trapianti di organi con oltre 2400 interventi eseguiti dal 2002, grazie alla qualità ed alla dedizione del personale sanitario, alla validità dei programmi regionali di procurement ed alla efficacia dell’azione di coordinamento”. Il Premio verrà consegnato a Roma in occasione della presentazione della Giornata Nazionale per la Donazione e Trapianto di Organi.

Il 2010 è stato caratterizzato da un incremento delle attività di donazione di organi e tessuti. La Regione Piemonte – nel panorama italiano – si colloca al primo posto tra le grandi Regioni, ben al di sopra della media nazionale. Con 29 donatori per milione di abitanti per anno il Piemonte è stata la prima delle grandi regioni italiane nello scorso anno. Ed ancor più significativa è la presenza costante da anni della Regione Piemonte tra le prime.

Questo importante aumento di donazioni ha ovviamente incrementato anche il numero dei trapianti. Nel 2010 in Piemonte ne sono stati eseguiti 400 (di cui 13 da donatore vivente), con un incremento – rispetto al 2009 – pari al 13%. La maggior parte dell’attività di trapianto ha riguardato organi addominali: 213 trapianti di rene (di cui 13 da vivente) e 142 trapianti di fegato. Comunque importante è stata l’attività dei trapianti di organi toracici, quali il cuore (26 trapianti) e polmone (15 trapianti). Il numero complessivo di trapianti eseguiti dai centri del Piemonte dall’inizio della loro attività era – al 31 dicembre 2010 – pari a 6.138.

Al di là dei volumi di attività, che comunque pongono i Centri di trapianto della nostra Regione in posizioni leader in Italia, rilevante è anche la qualità di questi Centri: per la maggior parte dei programmi di trapianto della nostra Regione l’efficacia è pari o superiore a quella dei migliori Centri europei. E’ da notare che per molti programmi il trapianto rappresenta una terapia salvavita (come nel caso del fegato, cuore e polmoni), mentre per altri programmi il trapianto costituisce comunque un miglioramento della qualità di vita (come nel caso del rene o delle cornee).

Purtroppo coloro che non riescono ad ottenere un organo in tempo hanno una riduzione delle prospettive di vita: nel caso del trapianto di cuore nel 2010 circa un candidato ogni 16 in attesa di trapianto è morto prima di riceverlo, nel caso del trapianto di polmone la mortalità in lista raggiunge valori ancora più critici, di circa 7%. L’aumento dell’attività dei trapianti ha però permesso nel 2010 di contenere la mortalità in lista (che nel 2009 era 10% per il cuore e 25% per il polmone). Sempre grazie all’incremento dei trapianti, le liste di attesa non sono sostanzialmente aumentate: al 31 dicembre 2010 erano 750 i pazienti in attesa di un trapianto di rene; 63 pazienti erano in attesa di un trapianto di fegato; 57 in attesa di un cuore; 22 di un polmone. E’ da sottolineare come la buona capacità della nostra Regione di rispondere alle necessità di trapianto dei propri cittadini consente anche a cittadini di altre Regioni di poterne beneficiare: i pazienti non residenti in Piemonte sono il 28% dei candidati in attesa di trapianto renale, il 41% di quelli in attesa di trapianto epatico, l’11% di coloro in attesa di trapianto di cuore e 25% di polmone. Senz’altro è positivo il risultato del programma di trapianto di cornee, che ha visto progressivamente ridursi sia il numero dei candidati in lista (da alcune centinaia nei primi anni 2000, a 161 alla fine del 2010) sia il tempo medio di attesa (oramai solo di un paio di mesi).

Per quanto riguarda i trapianti di tessuto, per tutte le banche istituite in Regione la lettura di questo resoconto offre interessanti informazioni. Il sistema dei trapianti di cornea offre buone garanzie, con un incremento di trapianti nel 2010 pari al 6% (470 nel 2010 e 441 nel 2009). L’attività della banca della cute è lievemente aumentata rispetto all’anno precedente, con un incremento dei prelievi (63 nel 2010 rispetto ai 59 del 2009) e dei trapianti eseguiti (148 nel 2010 rispetto a 136 nel 2009). La banca delle valvole e dei segmenti vascolari ha incrementato la raccolta e la distribuzione delle valvole cardiache (27  valvole raccolte nel 2010 ed 11 trapianti effettuati), ma ancora deve consolidare un programma di raccolta e distribuzione dei segmenti vascolari.

Questo riconoscimento è frutto di un decennio di impegno non solo delle Molinette, ma di molti altri attori. La Rete dei coordinamenti locali dei prelievi, i medici di tutte le rianimazioni piemontesi, le équipe di prelievo, le équipe di trapianto, gli specialisti che seguono i pazienti prima e dopo il trapianto ed anche, e prima di tutto, della Regione Piemonte che ha scelto, messo in atto e finanziato un modello organizzativo efficace ed efficiente.

Il sistema trapianti piemontese si fonda su due coordinamenti sinergici, quello dei prelievi di organi, diretto dal dottor Pier Paolo Donadio, e quello dei trapianti, diretto dal professor Antonio Amoroso. Questo modello, frutto di un’idea del compianto professor Emilio Sergio Curtoni, ha dimostrato di essere vincente sia in termini di risultati che in termini di costi ed è stato proposto dal Centro Nazionale Trapianti anche ad altre Regioni italiane.

La Rete trapianti del Piemonte è composta dai coordinamenti locali dei prelievi presenti in ogni ospedale, dai centri di trapianto delle Molinette (cuore, polmone, rene, fegato e pancreas), di Novara (rene) e del Regina Margherita (rene e cuore), dalle banche di cellule e tessuti (cornee, cute, osso, membrane amniotiche e sangue di cordone) e dai numerosi centri chirurgici di innesto dei tessuti stessi.

Elemento indispensabile del funzionamento del sistema sono i donatori. Compito della rete è individuarli, mantenerne gli organi in buone condizioni, eseguire il prelievo ed il trapianto e poter dare conto di un uso corretto, trasparente ed equo, degli organi. Ma senza il gesto di solidarietà dei donatori o dei loro famigliari nulla sarebbe possibile. L’alto grado di consenso alla donazione che si registra in Piemonte testimonia una diffusa cultura di solidarietà ed una buona percezione qualitativa del Sistema Sanitario Regionale, senza la quale, come dimostrano altre Regioni, non si hanno donatori.

Con 29 donatori per milione di abitanti per anno il Piemonte è stata la prima delle grandi Regioni italiane nello scorso anno. Ed ancor più significativa è la presenza costante da anni della nostra Regione tra le prime.

Il grande numero di trapianti eseguiti e la loro qualità, con risultati pari o migliori a quelli dei maggiori Centri europei, rappresenta un fattore di crescita di tutto il Sistema Sanitario. Solo ospedali bene organizzati e funzionanti possono procurare donatori, eseguire i prelievi, fare i trapianti e seguire i pazienti trapiantati.

Nonostante questi ottimi risultati la quantità di organi disponibili per il trapianto resta inferiore alle necessità. Si tratta di un problema universale, che può essere contenuto migliorando la performance del sistema con un aumento dei donatori ed una riduzione delle opposizioni, ma che non può essere eliminato perché proprio gli ottimi risultati dei trapianti ne estendono l’indicazione ad un sempre maggiore numero di pazienti. Complessivamente il 2010 ha confermato che la Rete di donazione e trapianto di organi tessuti e cellule è una delle attività di eccellenza della Regione Piemonte. Prova ne è che per volumi di attività e qualità dei programmi, la nostra Regione occupa una posizione di primissimo piano a livello nazionale, come documentabile dal sito del Centro Nazionale Trapianti – CNT- (http://www.trapianti.salute.gov.it/) o da quello del Centro Regionale Trapianti – CRT- della Regione Piemonte (http://www.piemonte.airt.it/).

Si allegano i dati completi di attività ed un fascicolo con la selezione dei più significativi. (clicca qui)

L’addetto stampa Pierpaolo Berra >>

LA LONGUE VOIE VERS L’EXCELLENCE SANITAIRE S’APPELLE CONTINUITÉ

30 mai 2011

Le football n’enseigne rien seulement aux distraits et aux arrogants. La manière avec on atteigne les résultats (et souvent le niveau de la qualité du jeu avec les résultats sont acquis) a par contre beaucoup en commun avec la santé. Dans les deux cas il faut mettre au point une équipe, la faire grandir en lui donnant confiance, opportunités et ressources. Parfois cependant, dans un cas et dans l’autre, la volonté de changer provoque revirements, faux départs, remises à zéro du travail déjà fait. On agit toujours en bonne foi : pour raccourcir les temps de la réussite, pour guérir fautes vraies ou présumées, pour le goût ou la nécessité de changer… Cela pourtant risque d’avoir un impact destructif sur le destin de tous projets possibles.

Dans le football l’incapacité de donner vie à un projet se concrétise visuellement comme « valse » des bancs où les entraîneurs s’asseyent ; en santé il a un nom exotique : « Spoil system ». Le terme identifie la remise à zéro des organigrammes nationaux aux États-Unis, à la suite de la victoire d’un homme politique destiné à occuper un rôle public dans l’administration, assigné comme charge élective : du shérif au président des USA.

Même chez nous elle est en train de se répandre cette habitude qui a des aspects positifs mais qui a aussi des évidents aspects négatifs quand se caractérise comme une espèce de « syndrome de Pénélope » : on défait la nuit ce qui a été tissu pendant le jour. Le FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, http://www.fiaso.it) a rédigé une carte des changements dans les organigrammes régionaux de la santé il y à un an des dernières élections régionales : http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&t=2843.

La nouvelle a presque simultanément été répandue avec celle relative à la reconnaissance à l’hôpital Molinette de Turin comme meilleur Centre italien pour les greffes.

Le possible et incurable contraste de contenu est évident dans les deux faits : on n’acquiert pas la reconnaissance citée par le Ministère sans une continuité d’excellence des performances le long des ans qui parfois le spoil system, utilisé de manière trop désinvolte, il peut effacer.

Le Piémont, aussi dans cette perspective, constitue heureusement (et avec quelques mérites) une exception positive.

THE LONG WAY TOWARDS EXCELLENCE IS CONSISTENCY.

Soccer does not teach anything only to careless and stand-offish people.

The way results are achieved (and often the quality of the game with which these results are achieved) has many things in common with the health care system.

In both cases, it is necessary to get together a team, let it grow trusting in it and giving it opportunities and resources.

Sometimes, in both cases, the will to change causes rethink, new starts and the setting at zero of the work made until then.

There is always the presumption of good faith: in order to shorten the way to success, in order to heal mistakes, to the taste or necessity to change…

Nevertheless, this could be very dangerous for every kind of project.

In soccer the so called “bench waltz” represents concretely the incapability to give life to a project.

In the health care system it has an exotic name that is “Spoil system”.

The word identifies the setting at zero of the State organization chart in the United States after the landslide victory of a politician designed for a public place: from sheriff to President of the United States.

This habit is taking place also in Italy: it has positive implications but also clear negative aspects when it becomes a sort of “Syndrome of Penelope”: unmaking in the night what is has already been done during the day.

Fiaso (Italian Federation of Health Care Structures and Hospitals, http://www.fiaso.it/) issued a map of the changes in the regional organization chart one year after the last regional elections.

http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&t=2843

The news has been issued nearly together with the coincident acknowledgement of Hospital Molinette as the best Italian Centre for Organ Transplantation.

The possible and not remediable contrast of content inside the two news is clear: it is not possible to achieve  that ministerial acknowledgement without a continuity in the excellence of treatments along the years that sometimes a cheeky spoil system can erase.

Regione Piemonte is luckily and with merit a positive exception also from this point of view.

PRESS AGENCY