RICERCA MEDICA: LE DOMANDE A CUI RISPONDERE NEL 2016

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

“Gli avanzamenti nella scienza e le regole che ne permettono l’applicazione spesso non vanno a braccetto. Nel 2016 sono numerose le sfide da cogliere per migliorare la ricerca e la pratica medica”. Se FasterCures, con il suo impegno a rendere i pazienti protagonisti, ha individuato alcune questioni che dovranno essere affrontate nel 2016 negli Stati Uniti (1), la vera sfida è capire la posizione dell’Italia o dell’Europa rispetto alle domande ancora aperte.

Ecco dunque i dieci nodi da affrontare nel 2016.

  1. Una prospettiva con al centro il paziente

Quanto contano le preferenze del paziente? E le sue osservazioni in seguito alla terapia per migliorare la vita di altri pazienti?
Da alcuni anni sono in atto tentativi di valutazione della prospettiva dei pazienti, per individuare gli elementi indispensabili per costruire una disciplina atta a migliorare la qualità della vita di chi deve sottoporsi a cure. Su questo tema la FDA ha formulato delle linee guida (2) e ci sono centri di ricerca che si sono dedicati propriamente ai metodi per coinvolgere pazienti e stakeholder: ad esempio il Patients-Cenetered Outcomes Research Institute (PCORI), come riportano Lori Frank e colleghi nel loro articolo sulla rivista Quality of Life Research (3).
Nel 2016 negli USA si riunirà la neo-formata Patient Engagement Advisory Commitee, per discutere tali questioni. In Italia è attiva la Società Italiana di Medicina Personalizzata e non mancano le riflessioni sul tema, come quello sul coinvolgimento del paziente affetto da malattie croniche (4).

  1. Il valore di un quadro valutativo che non escluda il paziente

Il primo simposio dell’International Society for Quality of Life Research, tenutosi nel 2013, reclamava linee guida solide e pratiche, un quadro valutativo per favorire il confronto e strumenti per coinvolgere al meglio i pazienti nel valutare cure e dispositivi medici (5). Nel 2015 sono sorti diversi contesti operativi per determinare il valore di nuovi prodotti usati in ambito medico. L’American Society of Clinical Oncology, l’Institute for Clinical and Economic Review, il Memorial Sloan Kettering Cancer Center e il National Comprehensive Cancer Network sono solo alcuni esempi. Quello che manca però è ancora il punto di vista del paziente. Un dettaglio che va a discapito del paziente e della fiducia dei finanziatori.
Una riflessione, per quanto riguarda la situazione italiana, proviene dall’Istituto Mario Negri con un articolo di Andrea Rizzi e Giuseppe Recchia (6), che ben individua i punti critici nel processo di coinvolgimento del paziente nel percorso di cura.

  1. La valutazione del reale costo dei farmaci

Il dibattito sul costo dei farmaci si è inasprito nel corso degli ultimi anni, come rivela la ricerca sui media americani pubblicata sulla rivista Value oh Health (7). Ora il tempo sarebbe maturo per un confronto serio: le industrie farmaceutiche dovrebbero tentare nuove campagne informative e nuovi sistemi di pagamento (8), promuovendo cambiamenti legislativi, in modo che ci sia un bilanciamento tra l’accesso ai farmaci e la necessità di fondi per il sostegno dell’innovazione.
Il problema dell’accesso egualitario ai farmaci oggi è sentito anche in Europa, dove ad esempio la European Association of Hospital Pharmacists (EAHP) ha preso una posizione (9).

  1. La rivoluzione della precision medicine

Il rispetto della variabilità e la conoscenza dell’influenza dell’ambiente o delle abitudini di vita sono punti imprescindibili per immaginare terapie del futuro sicure, meno costose e soprattutto più efficaci. La Precision Medicine Initiative, lanciata da Obama nel 2015, si propone proprio di raccogliere tale tipo di dati.
Dal 2016 inizierà il reclutamento degli americani. Ma ancora incerte sono le modalità, la disponibilità economica (i 200 milioni di dollari investiti basteranno?), la capacità di maneggiare una così grande mole di dati in modo sicuro.
Nel 2012 anche l’Europa ha inaugurato la European Alliance for Personalised Medicine, ma a proposito di tale innovazione, quello che si chiedono sul Lancet Victor Dzau e colleghi (10) è se il sistema di incentivi e sostegni economici tipici dell’Europa saranno in grado di far accadere la rivoluzione statunitense anche nel Vecchio Continente.

  1. Lavoratori qualificati

La FDA potrà affrontare tutte le sfide del 2016 solo se saprà risolvere un problema che sta a monte. L’agenda della FDA è fitta di impegni per il prossimo anno. L’unico modo per affrontarli è avere personale qualificato e competente. Sono ancora in ballo 600 posti di lavoro. Sono urgenti però nuove regole di reclutamento del personale.

  1. L’accademia e le nuove generazioni

A livello accademico invece i posti sono sempre meno. Gli anziani rimandano l’epoca del pensionamento. I giovani resistono nella posizione di post-doc. E Nature fotografa il fenomeno (11), dimostrando che i grants R01 elargiti dalla NIH sono conquistati da ricercatori sempre più anziani. L’età media si è alzata a 42 anni, e i giovani di età inferiore ai 35 rappresentano solo il 5% delle persone finanziate. Anche l’Italia non è da meno: secondo il documento elaborato da Paolo Rossi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, oggi i giovani diventano ricercatori in media intorno ai 41 anni (12).
Il nuovo anno dovrebbe portare a un ripensamento sul sistema universitario, per non lasciare al futuro una scomoda eredità.

  1. La scienza all’epoca dei big data

Le potenzialità dell’elettronica si affacciano anche nell’ambito medico-scientifico e le possibilità di raccogliere dati direttamente dai pazienti si ampliano (13). Dare alla pioggia di dati che ne deriva un ruolo appropriato e la giusta interpretazione, servirà per evitare che i dati falliscano nel fornire le informazioni che servono a prendere le giuste decisioni mediche.

  1. La riforma sanitaria americana

Ci vorrà ancora un anno prima che gli Stati uniti si lascino alle spalle la questione delle nuove elezioni presidenziali. Nel mentre rimane in balia degli eventi anche la riforma sanitaria voluta da Obama (14).

  1. La filantropia a suono di click

Quando a donare denaro in favore di ricerca e istruzione è Mark Zuckerberg, la somma diventa ingente e la formula nuova. L’inventore del social network più popolare ha scelto un modo flessibile e controllabile per donare i propri soldi, un metodo nuovo anche per l’America che si troverà a discutere sulla nuova figura del filantropo e sui nuovi strumenti a sua disposizione.

  1. Se il binomio industria e ricerca è stato creato

I punti precedenti parlano di una ricerca in ambito medico sempre più guidata da fattori esterni: la tecnologia, la medicina di precisione, i dati dei pazienti. Oggi tra gli attori principali non mancano nemmeno le grandi imprese. Ne sono un esempio Verily e Calico di Google che cercano di introdurre la tecnologia nell’ambito della sanità e di scoprire i segreti dell’invecchiamento. 23AndMe, che sta raccogliendo e studiando il genoma di molte persone per progettare i farmaci del futuro. Perfino Samsung sta proponendo al mercato dei biosimilari.

Per il 2016 occorre dunque auspicare una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti di quanto accade nella Sanità. Tanti sono i poli che la governano, limitata è la capacità di comprendere dei pazienti.

 

Bibliografia

  1. Anderson M. Top 10 Medical Research Issues and Trends to Watch in 2016. HuffingtonPost.com 06.01.2016.
  2. FDA. Draft Guidance for Industry, Food and Drug Administration Staff, and Other Stakeholders. 18.05.2015.
  3. Frank L, Forsythe L, Ellis L, et al. Conceptual and practical foundations of patient engagement in research at the patient-centered outcomes research institute Qual Life Res 2015; 24: 1033-41.
  4. Graffigna G, Barello S. Patient engagement come qualificatore dello scambio tra la domanda e l’offerta di salute: il caso della cronicità (Patient engagement as a qualifier of the exchange between demand and supply of health: the case of chronicity). Ricerche di Psicologia 2015; 3: 313-26-
  5. Haywood K, Brett J, Salek S, et al. Patient and public engagement in health-related quality of life and patient-reported outcomes research: what is important and why should we care? Findings from the first ISOQOL patient engagement symposium. Qual Life Res 2015; 24: 1069-76.
  6. Rizzi A, Recchia G. Medicines Adaptive Pathways to Patients (MAPPs). Ric & Pra 2015; 31: 215-7
  7. Leopold C, Chambers JD, Wagner AK. Thirty Years of Media Coverage on High Drug Prices in the United States—A Never-Ending Story or a Time for Change? Value in Health 2016; 19: 14–6.
  8. FasterCures. A closer look at alternative payment models, pubblicato nel 2015.
  9. Price R. Public debate required on the future of medicines pricing in Europe. Eur J Hosp Pharm 2015; 22: 312.
  10. Dzau VJ, Ginsburg GS, Van Nuys K, Agus D, Goldman D. Aligning incentives to fulfil the promise of personalised medicine The Lancet 2015; 385: 2118–9.
  11. Scudellari M. The retirement debate: Stay at the bench, or make way for the next generation. Nature.com 06.05.2015.
  12. Rossi P. Dinamiche e prospettive del reclutamento nel sistema universitario italiano. Sociologia Italiana, ottobre 2012
  13. Barello S, Triberti S, Graffigna G, et al. eHealth for Patient Engagement: A Systematic Review. Front Psychol 2015; 6: 2013.
  14. Upton F. How to Breathe New Life Into America’s Health Care System. Time 04.06.2015.