SALUTE E PROFITTO: UN BINOMIO DA GOVERNARE CON TRASPARENZA E RESPONSABILITÀ

di Mario Nejrotti
Vogliamo dare diffusione all’articolo di Luca Pani, Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Editoriale pubblicato sul sito web dell’Aifa), comparso su Quotidiano Sanità del 26 gennaio dal titolo: “Epatite C. La sfida dei prezzi per i nuovi farmaci continua.”
L’articolo pone l’accento sul problema dei limiti etici che dovrebbe avere il profitto su farmaci innovativi, che ottengono risultati importanti, con scarsi rischi e facilità di assunzione, per malattie gravi e socialmente diffuse, come l’epatite C in questo caso, ma anche il diabete, l’Alzeimer, il cancro e così via nel prossimo futuro.
Un parametro dovrebbe essere riconosciuto come fondamentale in tutto il mondo: un farmaco è veramente utile ai malati, solo se, oltre a efficacia e tollerabilità, è usufruibile da tutti per costo, altrimenti il farmaco diviene inutile e come tale non andrebbe approvato da sistemi di controllo pubblici.
Quindi il parametro etico dovrebbe essere considerato una discriminante fondamentale.
Molte volte da queste pagine abbiamo discusso se sia giusto il profitto senza limiti nel campo della salute e molte volte ci siamo detti preoccupati dell’ingerenza eccessiva di criteri dI “mercato” nel mondo medico e in particolare sulla distribuzione e diffusione di prodotti farmaceutici e dispositivi. Abbiamo più volte affermato che in questo campo il metro che deve guidare medici e organi di controllo è esclusivamente la salute dei pazienti.
Quindi il prezzo eccessivo dei farmaci come in questo caso il Sovaldi – nome commerciale del sofosbuvir – fissato negli USA al suo lancio dalla Gilead Sciences in 84.000 $ per 12 settimane di trattamento, esclude dai benefici una larghissima fascia di pazienti.
In Italia, per fortuna, la situazione è differente, anche grazie alla presenza della concorrenza. L’Aifa, insieme alle società scientifiche e alle associazioni dei consumatori, tiene alto il livello di attenzione per evitare che le eccessive richieste al nostro SSN per l’acquisizione di farmaci innovativi mettano in crisi il sistema dal punto di vista finanziario.
Pani per l’andamento della situazione italiana nelle cure dell’Epatite C, conclude con un quesito il suo articolo, ma anche con una nota di ferma speranza: “…che cosa farà l’Azienda che si è arricchita più di qualunque altra nella storia della farmaceutica dal lancio globale nei primi anni di un suo farmaco? Terrà fermi gli sconti per consentirci di trattare il numero massimo di pazienti italiani o inizierà una nuova negoziazione cercando di riaumentare ancora una volta il proprio profitto? Staremo a vedere e ve lo faremo sapere. Le luci sono accese e si chiamano appunto Trasparenza e Responsabilità, da parte di tutti.”
Vi invitiamo a proseguire la lettura su questo fondamentale argomento  cliccando qui per andare all’articolo di Quotidiano Sanità.
Inoltre, per chi fosse interessato sullo stato di avanzamento dei trattamenti per l’HCV in Italia, dal 22 dicembre scorso sul sito istituzionale dell’AIFA è stata avviato un canale di informazione settimanale (vedi)