Cafè Parkinson: in Veneto la prima esperienza italiana

Di Luca Mario Nejrotti

Uno dei problemi legati al Parkinson è l’isolamento dei malati e delle loro famiglie. È invece importante creare occasioni d’incontro e di confronto, possibilmente in spazi dove iniziative ed azioni possano tenere conto dei nuovi tempi e delle abilità dei malati.

L’esperienza olandese.
In Olanda, già due iniziative indipendenti di “Parkinson caffè”, nati agli inizi degli anni 2000, avevano mostrato il successo di questa formula. Sempre più persone con Parkinson desideravano incontrarsi tra loro in un contesto amichevole e intrattenersi  e scambiarsi esperienze e idee magari bevendo una tazza di caffè o giocando a carte. Inoltre, questi spazi, spesso collegati a case di cura o altri locali pubblici permettono di organizzare attività comuni come esercizi per la memoria, fisici o addirittura di canto che possano alleviare le difficoltà dei malati.
L’iniziativa ebbe un tale successo da generare un modello oggi diffuso in tutta l’Olanda.
In Italia, se per il Parkinson non vi sono realtà simili, stanno nascendo spazi dedicati ad un approccio più informale ai disagi e ai disturbi legati alle malattie, come l’Alzheimer Caffè di Torino (vedi), un luogo dove i familiari dei malati di Alzheimer possono “prendere distanza dai problemi, non sentirsi più soli, scambiare e condividere esperienze ed emozioni, incontrare esperti del settore… il tutto sorseggiando un buon caffè.”

La Fondazione Silvana e Bruno a Arzignano.
Su iniziativa della neonata Fondazione “Silvana e Bruno” (vedi) è stato creato ad Arzignano (VI) il primo Parkinson Cafè, un “luogo aperto di incontro, di condivisone e aggregazione per i malati, le famiglie e tutti coloro che vorranno contribuire e usufruire delle iniziative che saranno inizialmente pianificate grazie alle collaborazioni con professionisti del territorio e all’azione dei volontari: attività motorie prima di tutto, funzionali a favorire la capacità di movimento compromessa dalla malattia e attività ricreative, come la lettura di libri e quotidiani, incontri formativi su tematiche specifiche, per sostenere e facilitare la condivisione e la socialità.”
Il Parkinson Cafè di Arzignano è gestito da volontari ed è aperto tutti i martedì e i venerdì dalle ore 9 alle ore 12. A partire da aprile, poi, si aggiungerà un corso di “Attività motoria specifica” finalizzato a insegnare esercizi fisici specifici che aiutino a prevenire complicanze e difficoltà motorie associate alla malattia e che migliorino la capacità di svolgere le attività della vita quotidiana nei pazienti.

Nel processo di mantenimento della dignità nella malattia è importante evitare l’isolamento e ritrovare il piacere di stare insieme, di uscire e di socializzare.

Informazioni e contatti.
Fondazione Silvana e Bruno ©2016 – Parkinson Cafè, Via Arciso Mastrotto 107, Arzignano – info@fondazionesilvanaebruno.it

Fonti:
http://www.fondazionesilvanaebruno.it/
http://www.parkinson-italia.info/epda/parkinson_caffe.html
http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=36660&fr=n
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2016/20-febbraio-2016/condivisione-ritmi-lenti-apre-parkinson-cafe-24075054285.shtml?refresh_ce-cp