TECNOLOGIA E SBALLO: PREVENZIONE E ILLEGALITÀ UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO

di Mario Nejrotti
Le sostanze di sintesi e le nuove droghe invadono il mercato con sempre maggiore velocità. I più attratti dalle novità sono i più giovani che, a causa della loro immaturità, sono più esposti a curiosità acritica e gregarietà.
Infatti, sono proprio loro ad auto-sperimentare sostanze d’abuso di origine naturale, ma modificate in laboratorio, oppure nuove sostanze sintetiche contenenti prodotti psicoattivi quantitativamente e qualitativamente modificati. A fronte della devastante diffusione di ogni genere di droghe chimicamente manipolate, che ormai ha assunto dimensioni planetarie, scarsa è la capacità delle autorità a contrastarne gli effetti clinici, sociali ed economici.
La diffusione, poi, delle sigarette elettroniche ha contribuito ad alimentare una nuova possibilità di consumo di droga. Qualche giorno fa Carabinieri e Polizia hanno intercettato in una scuola di Torino una rete di spaccio che usava le sigarette elettroniche, opportunamente modificate nei loro vaporizzatori, per permettere di “svapare” l’hashish o la marijuana(vedi). In gergo, aspirare da una e-sigaretta non si chiama “fumare” ma “svapare” e quindi questa nuova categorie di consumatori tecnologici sono gli “svapatori”.
Proprio la diffusione di questi nuovi consumatori, che pensano di surrogare la dipendenza dalla nicotina sostituendo un vapore al fumo, ha messo a disposizione dello spaccio una tecnologia, “i vaporizzatori”, facilmente asportabile dalle e-cig e utilizzabili per scopi diversi da quelli per cui sono stati concepiti.
Anche l’universo delle e-cigarettes lecite non è del tutto privo di rischi. Carabinieri dei NAS hanno scoperto che quantità e qualità dichiarate delle essenze da inalare non corrispondono spesso alla realtà del prodotto venduto e alcune sostanze che si formano per il riscaldamento dei prodotti, cosiddetti naturali, sono potenzialmente pericolose per la salute, come glicerina o plastificanti, per esempio gli ftalati. (vedi approfondimento)
La pericolosità intrinseca delle sigarette elettroniche è poco nota e il loro contributo al mantenimento in larghe fasce di consumatori della dipendenza da nicotina è solo intuibile. Ora questa nuova frontiera di spaccio tecnologico impone una sorveglianza maggiore e l’incremento degli studi per comprenderne il danno sulla salute e le sindromi che l’assunzione di sostanze di sintesi possono provocare. In effetti la composizione e la percentuale della cannabis di sintesi disponibile è drammaticamente cambiata negli ultimi anni e le conoscenze sui suoi effetti sono molto limitate. (vedi)
Approfondisce l’argomento un interessante articolo messo in rete dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) (vai all’articolo)