MEDICINA DI PRECISIONE: L’ESPERIENZA DI UN MEDICO IN UN BLOG

Di Sara Boggio

Dopo anni di risultati insoddisfacenti, un medico racconta il modo in cui è riuscito a perdere peso con un programma ritagliato intorno alle sue specifiche esigenze e caratteristiche psicofisiche, dando tutti i dettagli del caso nel blog dedicato. Per dimostrare come medicina di precisione, storytelling e tecnologia possano essere un valido aiuto, se applicate con rigore.

L’iniziativa è di Larry Chu, medico e professore associato di anestesiologia presso la Stanford University School of Medicine, nonché direttore esecutivo di Stanford Medicine X, un progetto dedicato all’applicazione delle nuove tecnologie in ambito sanitario (http://medicinex.stanford.edu/about/). Ma nel blog il medico veste i panni di paziente: racconta i primi novanta giorni del programma che ha seguìto per perdere peso e tenere sotto controllo una serie di valori alterati (fattori di rischio per l’insorgenza di cardiopatie e diabete).

“Obesità e riduzione del peso sono obiettivi molto adatti a un approccio di precisione. È noto che non esiste un singolo metodo valido per tutti”, spiega Chu nell’articolo che la Stanford University ha dedicato all’esperimento (https://med.stanford.edu/news/all-news/2016/04/one-physicians-personalized-quest-for-better-health.html).

Il programma è stato messo a punto insieme a Rami Bailony, medico specializzato nel trattamento dell’obesità e dei disturbi correlati, e direttore scientifico della start up di servizi per la telemedicina Enara Health (http://www.enarahealth.com/about).

Il blog si chiama Precision:me (http://www.precisionme.org) e riporta nel dettaglio tutti i dati del medico-paziente e la loro evoluzione nel corso del tempo: peso, valori dei test di controllo, medicinali assunti, regime alimentare, piano di attività sportiva, disturbi. Sono inclusi anche i costi sostenuti, suddivisi per giornata a partire dal primo giorno di programma (https://docs.google.com/spreadsheets/d/14yaARyr5uvJ2KW-crsci8zLNGCdcg07i88uAJajHYVY/pubhtml?gid=1349164301&single=true).

Lo scopo del blog non è la presentazione di un regime “ideale” per rimettersi in forma: nelle intenzioni di Chu, è la dimostrazione di come possa configurarsi una nuova relazione tra medico e paziente (tutta orientata verso quest’ultimo, che è anche attivamente cooperante), e di quanta importanza possa assumere, in prospettiva, la condivisione dei dati, sia per il confronto dei casi sia per comporre una visione sempre più articolata del disturbo (in questo caso dell’obesità). Secondo Chu saranno questo tipo di relazione (fondata su empowerment e partecipazione attiva del paziente), con questo tipo di approccio (medicina di precisione), a segnare la direzione della medicina del futuro. Certamente gli strumenti, tecnici e culturali, del medico blogger non sono alla portata di tutti. L’amministrazione Obama, però, ha di recente stanziato oltre duecento milioni di dollari per il progetto di ricerca Medicine Precision Initiative, annunciandone ufficialmente il lancio in occasione del discorso alla Nazione del 20 gennaio (https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2015/01/30/fact-sheet-president-obama-s-precision-medicine-initiative).

Il contenitore deputato alla condivisione dei dati – un blog – rileva un orientamento altrettanto programmatico: la scelta di contestualizzare numeri e percentuali all’interno di una storia. Senza espliciti riferimenti alla medicina narrativa, Chu si limita a rilevare le potenzialità dello storytelling. Precision:me include post e podcast in cui luoghi comuni e concezioni errate sull’obesità vengono messi in discussione attraverso il racconto, semplice e reale, della propria esperienza, in prima persona.

Ma il metodo intrapreso funziona?

I novanta giorni di programma hanno portato a una riduzione complessiva di peso di oltre 20 chili (48 pounds). Al sessantesimo giorno i livelli di emoglobina A1C risultavano nella norma e i livelli di trigliceridi nel sangue sensibilmente ridotti. Da tenere ancora sotto controllo, invece, il livello di colesterolo LDL. Per il medico blogger un buon risultato, rispetto all’epoca in cui seguiva diete da 800 calorie al giorno senza perdere peso.

E se il racconto, sul blog, si interrompe al novantesimo giorno, il programma prosegue e con lo stesso approccio. In previsione di abbandonare il regime ipocalorico e introdurre nuovi cibi, Chu sta sviluppando un indice glicemico personalizzato. Quali siano i risultati a lungo termine non si sa. A meno che il medico non decida di condividere e raccontare anche questi.