LA FIDUCIA DEI FARMACI GENERICI SI COSTRUISCE CON LA CORRETTA INFORMAZIONE

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

Il prezzo è inferiore e poi cambia il nome: per i farmaci così detti “generici”, che possono essere immessi sul mercato una volta decaduto il brevetto, basta quello del principio attivo. Il potere terapeutico rimane immutato, perché resta invariata la composizione, la quantità di principio attivo, la formulazione farmaceutica. Lo dicono i test che comunque vengono effettuati prima dell’immissione sul mercato. Ma ci credono anche i medici sull’immutata efficacia dei farmaci generici? E di conseguenza, prescrivono questi farmaci nell’interesse del paziente e del sistema sanitario nazionale?

La domanda se la sono posta negli Stati Uniti, dove è stata condotta un’analisi nazionale il cui risultato è stato riportato su JAMA (1). Oltreoceano oggi l’85% delle prescrizioni ha per oggetto farmaci generici. Però i risultati della precedente ricerca, effettuata nel 2009 (2), non erano così incoraggianti riguardo alla percezione dei medici: più di un quarto degli appartenenti alla categoria non la raccomandava come prima terapia. Oggi l’89% dei medici considera efficaci i farmaci generici.  Il 91% ritiene che offrano al paziente lo stesso grado di sicurezza dei farmaci di marca, ma solo il 73% non pensa che provochino più effetti avversi rispetto ai medicinali protetti da brevetto industriale.  La percentuale di coloro che li ritiene meno efficaci dei farmaci di marca è dunque scesa di 12 punti percentuali rispetto al 2009 (2).

I medici ancora diffidenti nei confronti dei farmaci generici, per oltre la metà dei casi sono anche coloro che hanno appreso dell’esistenza dei medicinali equivalenti dai rappresentanti di case farmaceutiche. A ciò si potrebbe ascrivere la mancanza di un giudizio oggettivo a riguardo.

Il 35% dei medici che prescrivono farmaci di marca in più del 5% del totale delle proprie prescrizioni,  benché sia disponibile sul mercato il farmaco equivalente, sono più di frequente laureati nelle università non statunitensi e sono in genere specialisti piuttosto che internisti (anche se il campione sottoposto all’indagine era sproporzionato, essendo costituito da 300 internisti e 900 specialisti tra endocrinologi, ematologi e esperti in malattie infettive). I medici più scettici sono anche quelli che passano l’80% del loro tempo a contatto con i pazienti e che quindi potrebbero avere meno tempo per aggiornarsi.

E in Italia quale posizione si tiene nei confronti dei farmaci generici? Sfogliando il documento redatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) “Medicinali equivalenti. Qualità, sicurezza ed efficacia” (3) scopriamo che i farmaci generici nel nostro Paese sono stati introdotti da una legge del 1995. Da quell’anno è stato possibile immettere sul mercato medicinali copia di farmaci di proprietà delle case farmaceutiche, con un prezzo almeno del 20% inferiori rispetto agli originali. Anche nel caso della normativa italiana il principio attivo rimane immutato e l’azione biologica è sempre controllata prima dell’immissione sul mercato e e deve essere del tutto sovrapponibile a quella del farmaco di marca. L’elenco completo dei farmaci venduti nel nostro Paese è costantemente aggiornata nella pagina web “Liste di trasparenza” redatta dall’AIFA. A oggi sono più di 6000 i farmaci generici commercializzati in Italia a un prezzo medio di 20 euro per il pubblico, con picchi di alcuni farmaci specifici che superano i 2000 euro e sostanze molte economiche vendute a 15 centesimi.

Malgrado il tentativo di rafforzare la diffusione dei farmaci generici, in Italia nel 2013 i farmaci equivalenti rappresentavano ancora solo il 30% dei medicinali rimborsati (4). Anche il prezzo è rimasto piuttosto alto nel nostro Paese, in media non scende oltre il 40% rispetto al costo del farmaco ancora sotto brevetto (5). Per rendere più chiara per i cittadini la disponibilità e le caratteristiche dei farmaci equivalenti presto verrà inaugurata la campagna, la app e il sito web ioequivalgo, nati con il patrocinio dell’AIFA.

Secondo l’indagine pubblicata su JAMA (1), nella maggior parte dei casi, i medici apprendono che un farmaco è stato rilasciato sul mercato come generico in farmacia oppure con un passaparola tra colleghi. Un dato ulteriore che conferma quanto sia necessaria l’informazione, tanto per gli operatori sanitari quanto per i pazienti riguardo all’efficacia dei farmaci generici.

I farmaci equivalenti sono, infatti, un’opportunità per rendere le cure più accessibili, anche per le  classi meno abbienti. L’uso di questi farmaci a livello del sistema  sanitario potrebbe portare a un risparmio sulla spesa sanitaria tale da permettere di destinare il denaro allo sviluppo di nuovi farmaci. I farmaci generici inoltre, se si diffondessero ampiamente sul mercato, potrebbero rendere i principi attivi più sicuri, perché testati su una popolazione più vasta dal punto di vista numerico.

 

Bibliografia

  1. Kesselheim AS, Gagne JJ, Franklin JM, Ross KM, Fulchino LA, Campbell EG, Prevalence and Predictors of Generic Drug Skepticism Among Physicians: Results of a National Survey. JAMA, published online on May 2016
  2. Shrank WH, Liberman JN, Fischer MA, Girdish C, Brennan TA, Choudhry NK. Physician perceptions about generic drugs. Ann Pharmacother, published on 2011
  3. Berghella C, Bernardini C, Pierattini L, Mannino F, Di Muzio A, Ercolani T. Medicinali Equivalenti Qualità, sicurezza ed efficacia. Redatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco, published on Dicembre 2015
  4. Agenzia Italiana del Farmaco. L’uso dei farmaci in Italia – Rapporto OsMed 2013, published on 2014
  5. Vogler S. How large are the differences between originator and generic prices? Analysis of five molecules in 16 European countries. Farmeconomia Health Econ Therapeut Pathways, published on 2012