Enrico Bucci, CATTIVI SCIENZIATI. La frode nella ricerca scientifica

bucci_cattivi_scienziatiadd Editore, 2015

Pagine 157 – Euro 14,00

«La grande tragedia della Scienza: il massacro di una bella ipotesi da parte di un brutto dato di fatto». Con queste parole del filosofo e biologo inglese Huxley si apre, molto appropriatamente, il libro di Stefano Bucci Cattivi Scienziati: la dimensione tragica, e quindi umana, che fa vacillare l’uomo di scienza è tutta raccolta nella verità cristallina della citazione. Dopodiché l’autore dà inizio alla sua opera di smascheramento: che cos’è, esattamente, la frode scientifica? Come e dove possiamo rintracciarla? Si distingue, e se sì perché, da altri tipi di condotta fraudolenta?

Dedicato il primo capitolo alla “fiducia sociale” accordata alla ricerca – una conquista recente e pagata cara, ricorda l’autore in memoria di Giordano Bruno e delle sue ceneri – il libro procede quindi a indagare “il peccato, senza trascurare la descrizione di qualche peccatore”. A partire dalla prima trattazione sistematica della frode scientifica (un testo inglese della prima metà dell’Ottocento) fino al processo per la falsificazione degli studi su un vaccino contro l’AIDS (nell’Iowa State University, per avere 12 milioni di dollari di finanziamento), passando in rassegna una scoraggiante quantità di casi intermedi, che naturalmente includono anche l’Italia. Dove esistono le frodi scientifiche ma non esiste il reato che le qualifichi come tali.

Ma il testo non è soltanto una denuncia, ampiamente argomentata, da parte di un brillante addetto ai lavori (ricercatore presso il CNR di Napoli dal 2001 al 2014, oggi Bucci si dedica a tempo pieno all’analisi delle frodi scientifiche per Biodigitalvalley, l’azienda da lui fondata nel 2008). La semplicità accurata con la quale, della scienza, vengono svelate verità e menzogne, fa del libro una “dichiarazione d’amore per assurdo” (rileva Elena Cattaneo nella prefazione). Perché la scienza, al netto dei suoi cattivi maestri, è un sapere universale “a disposizione di tutti, patrimonio comune e utile all’umanità nel suo complesso”. Che come tale va difeso.

Letto da Sara Boggio