Cannabis: il punto sugli effetti benefici e dannosi

Di Luca Mario Nejrotti
Un nuovo, esaustivo, rapporto del National Academies of Sciences, Engineering and Medicine (vedi) sugli effetti della marijuana e dei prodotti derivati dalla cannabis, è stato presentato a inizio anno: riporta quasi 100 conclusioni, basandosi su circa 10.000 studi pubblicati dal 1999.
Dato il cambiamento globale nel rapporto tra cannabinoidi e società, si è resa necessaria una valutazione complessiva e scientifica degli effetti reali che queste sostanze possono avere sulla salute: ad esempio, la cannabis è la sostanza d’abuso più impiegata negli Stati Uniti (si parla di almeno 22.2 milioni di consumatori, anche occasionali, dall’età di 12 anni in poi).

Lo studio.
Un numeroso comitato di esperti, presieduto da Marie McCormick, professore di salute materno-infantile, dipartimento di scienze sociali e comportamentali presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health e professore di pediatria presso la Harvard Medical School (USA), ha prodotto un rapporto (vedi) che è pubblicato sul sito della National Academies Press, ove è consultabile gratuitamente.
Effetti terapeutici.
Alcuni di questi prodotti secondo gli autori del report sono utilizzati efficacemente nel trattamento del dolore cronico, negli spasmi da sclerosi multipla e nelle nausee da chemioterapia negli adulti: le evidenze scientifiche disponibili confermano che gli utilizzatori presentano una significativa riduzione dei sintomi.
Incidenti e morte.
Trattandosi di sostanze che alterano la coscienza, è logico attendersi che le evidenze epidemiologiche confermino un aumentato rischio di rimanere coinvolti in incidenti stradali da parte di chi fa uso di cannabis prima di mettersi alla guida. Inoltre, bisogna tenere conto delle assunzioni accidentali: negli Stati Usa dove la cannabis è legale sono aumentate le segnalazioni di overdose accidentali nei bambini, soprattutto per ingestione (78% dei casi).
Cancro.
Per quanto concerne i rapporti tra marijuana e cancro, gli esperti non sembrano avere identificato fattori che suggeriscano un incremento nello sviluppo di tumori al polmone, alla testa o al cervello, dovuti all’associazione con il consumo di tabacco. Sono anche limitate le prove di un legame con una tipologia di cancro al testicolo. L’esposizione del feto a fumo di cannabis non sembra condurre a un maggiore rischio di sviluppo di cancro nel bambino.
Infarti, ictus e diabete.
Lo studio ha anche la finalità di individuare i campi di ricerca che maggiormente necessitino di approfondimenti: tra questi senz’altro vi sono i legami con le patologie cardiovascolari e il diabete. Gli esperti segnalano soltanto che l’uso di cannabis potrebbe scatenare in alcuni casi l’infarto.
Patologie respiratorie.
L’assunzione, attraverso il fumo, di cannabinoidi faciliterebbe lo sviluppo di patologie respiratorie, dalle bronchiti croniche alle patologie occlusive (Broncopneumopatia cronica ostruttiva)
Sistema immunitario.
Gli effetti sul sistema immunitario non sono ancora stati studiati in modo esaustivo, ma alcune piccole ricerche sembra suggerire la presenza di una blanda azione antinfiammatoria.
Salute mentale.
La revisione degli studi suggerisce che il consumo di cannabis possa aumentare il rischio di sviluppare schizofrenia, psicosi diverse, e, in minore misura, depressione. D’altro canto, in soggetti affetti da schizofrenia, l’uso della cannabis potrebbe essere connesso a migliori prestazioni mnemoniche e d’apprendimento.
Abuso e dipendenza.
Lo studio sembra smorzare leggermente il senso comune che vede l’uso della cannabis come incentivo allo sviluppo di ulteriori dipendenze. Certo è che l’uso dei cannabinoidi aumenta la possibilità di sviluppare dipendenza e tendenza a consumo problematico degli stessi.
Effetti psicosociali.
L’uso di cannabis potrebbe modificare i processi cognitivi e di apprendimento, soprattutto in giovane età, quando la maggior parte dei consumatori si avvicina a queste sostanze.
Effetti neonatali.
L’uso di cannabis durante la gravidanza potrebbe essere collegato a un minor peso del neonato, ma in generale gli studi sugli effetti neonatali sono ancora insufficienti.
Il rapporto evidenzia le molte lacune ancora presenti nello studio dei diversi effetti dei cannabis derivati: una volta di più le leggi di mercato e sociali stanno anticipando i tempi della ricerca scientifica.
Ora è importante proseguire con le indagini per consentire un uso consapevole e responsabile di queste sostanze.

Fonti.
http://www8.nationalacademies.org/onpinews/newsitem.aspx?RecordID=24625
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=46851&fr=n
https://www.nap.edu/catalog/24625/the-health-effects-of-cannabis-and-cannabinoids-the-current-state