“A parole spiegate”: Allettamento / Allettato

Allettato
Apriamo il dizionario Zingarelli alla parola allettare: ha due significati:
(1)
Attirare, invitare con prospettive piacevoli, lusinghe e simili. Accogliere, albergare: “Perchè tanta viltà nel cuore allette?” (Dante, Inferno II). Deriva dal latino adlectare (incitare) e allìcere (composto di ad e lacere: adescare, prendere al laccio). Cicerone (De Senectute) scrive “Ad agrum fruendum adlectat senectus” = la vecchiaia invita a godere della campagna…

 

L’allettamento

–        Dottore, come sta oggi la mia mamma?
–        E’ stazionaria, Signora. Solo che stamattina, a colazione, ha avuto una lipotimia e l’abbiamo allettata fino a mezzogiorno.
–        Bene, sono contenta.  Sa, Dottore, mia mamma è sovrappeso, ma sapesse come mangia a colazione! E voi le avete dato quella cosa lì, la lipo …, la lipotimina. Penso per non farla ingrassare …

–        No, Signora. La lipotimia è una ipotensione arteriosa.
–        Ho capito! Mi scusi; sa, faccio un po’ di confusione. Certo, è per la pressione alta. E così, avete dovuto allettarla fino a mezzogiorno? Scommetto che la mamma non voleva prenderla la pastiglia per la pressione.
–        No, Signora. L’abbiamo allettata perchè non manteneva la stazione eretta.
–        Sì, sì: bisogna sempre allettarla promettendole qualcosa. La conosco. Lei però non le mantiene mai le promesse. Ma perchè doveva mantenere la cosa … la stazione. Lei odia i treni.
–        No, Signora. Allettare significa tenere supini.
–        E voi siete riusciti a convincerla a stare sui pini del cortile?
–        No, Signora. Adesso mi scusi, ma devo andare. Stia tranquilla. Mezz’ora fa, sua mamma si è alzata dal letto e ha pranzato al tavolino. Buongiorno.
–        Grazie Dottore. Lei è così bravo a spiegare le cose!

 

 

Allettato
Apriamo il dizionario Zingarelli alla parola allettare: ha due significati.
(1) Attirare, invitare con prospettive piacevoli, lusinghe e simili. Accogliere, albergare: “Perchè tanta viltà nel cuore allette?” (Dante, Inferno II). Deriva dal latino adlectare (incitare) e allìcere (composto di ad e lacere: adescare, prendere al laccio). Cicerone (De Senectute) scrive “Ad agrum fruendum adlectat senectus” = la vecchiaia invita a godere della campagna. E ancora (De Oratore) “Dicendo mentes allicere” = attrarre gli animi per mezzo della parola.
L’allettato dunque è una persona lusingata, accolta, albergata, incitata, adescata, presa al laccio. Il malato “allettato” dovrebbe essere bene accolto, albergato e incitato; non preso al laccio dalla routine ospedaliera. Ecco che “allettato” sarebbe un termine gradevolissimo, per qualunque malato.
(2) Costringere a stare a letto (composto di a- e letto): esempio “la paralisi lo ha allettato”. Se è intransitivo significa “Piegarsi verso terra di molte piante erbacee, dovuto all’azione del vento e della pioggia e facilitato da scarsa resistenza meccanica.” Questo “allettamento” lo conosciamo tutti benissimo. Lo ritroviamo, ogni mese di giugno, nei campi di grano e, ogni inverno, nei reparti di medicina, dove gli anziani si piegano e “si sentono a terra” sotto l’azione del freddo e dei germi, facilitati da scarsa resistenza alle infezioni.
Il malato “allettato” è dunque come una pianta piegata dalla forza della natura. Il contadino assiste impotente. Il medico assiste, ma a volte è impotente.
Letto a una o a due piazze, a castello; letto operatorio; letto del fiume; letto di dolore; morire nel proprio letto (oggi sempre più difficile). Letto di Procuste: “quello su cui un leggendario ladrone e assassino poneva i viandanti che catturava, stirando le loro membra se risultavano corte, o mozzandole se erano lunghe”. In senso figurato: “situazione tormentosa, di assoluta costrizione”. Talvolta, qualche collega “alletta” i suoi assistiti e li stira o li mozza a seconda di quello che ritiene giusto lui, lui soltanto. Anche una pre-scrizione può essere una co-strizione “procustiana”.
“Se volete fare un buon lavoro dovete avere prima di tutto l’amore, e poi la tecnologia, l’abilità.” (Antoni Gaudì)

( a cura di Lucia Fontanella e Gian Maria Bianchi)