Salute. Lo spinello sicuro non esiste: la ricerca può renderlo meno dannoso.

 di Mario Nejrotti

Demonizzare la Cannabis, legalizzarla, essere permissivi, essere proibizionisti?

Discorsi per politici o religiosi, da un punto di vista medico, assodato che la cannabis ad uso terapeutico va trattata metodologicamente come qualunque altro farmaco, ciò che è indispensabile è stabilire con chiarezza se la cannabis può essere dannosa alla salute, se assunta a scopo ludico, e come fare, dal momento che essa circola ormai abbondantemente specie tra i giovani, a far sì che si riesca ad consumarla in relativa sicurezza.

I medici debbono valutare gli effetti dell’ ”erba”eventualmente dannosi sul sistema nervoso centrale, sull’apparato respiratorio e sull’organismo in generale.

È inconfutabile che “fumare” qualsiasi cosa espone ai danni della combustione chi lo fa e costringe i polmoni a inalare sostanze inquinanti, tossiche o cancerogene per faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni e una lunga lista di altri organi per assorbimento indiretto.

Quindi, come per i fumatori di tabacco,  ogni difesa dell’abitudine di fumare cannabis o qualunque altra cosa, serve a giustificare una scelta personale, ma non può escludere un danno più o meno grave al proprio corpo: e non si tratta di una divergenza di opinioni tra proibizionisti e non proibizionisti.

Oltre la doverosa prevenzione fondata su spiegazioni e convincimento, è utile studiare da medici gli strumenti e le soluzioni per esporre la popolazione dei consumatori ad un danno minore, come per decenni è stato fatto per i fumatori di tabacco.

Questa strategia oltre a consigli sul modo di fumare, comporta anche azioni per ridurre nella cannabis in commercio le concentrazioni di THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), potenzialmente più dannoso del Cbd (cannabidiolo).

Questi sono gli obiettivi di un lavoro di esperti del King’s College di Londra, pubblicato su Lancet Psichiatria a fine febbraio. (vedi)

Per loro, considerato che la legislazione di controllo sulla Cannabis per uso ludico e l’opinione comune su questa droga si stanno rapidamente modificando in tutto il mondo, è più che mai opportuno trovare delle modalità che la rendano potenzialmente meno dannosa. (Lancet)

Il pericolo deriva dal fatto che, negli ultimi 40 anni, la potenza della cannabis è in media raddoppiata, fino a raggiungere, nelle ultime sostanze in circolazione, un’elevatissima concentrazione di THC, come nello skunk.
Un’altra osservazione del gruppo di studio è che, nonostante le leggi restrittive sul possesso e l’uso di cannabis introdotte fin dal 1960, il suo consumo è aumentato nella maggior parte del mondo.

Da qualche anno ormai si è avuta un’inversione di tendenza nelle leggi.  

Uruguay e alcuni stati del Nord America, tra cui California, Oregon, Alaska, Maine, Massachusetts, Washington, Nevada, Colorado permettono l’uso ricreativo dell’”erba”. Il Canada sta esaminando una legge permissiva già da quest’anno. Molti Paesi europei, tra cui il Portogallo, la Spagna, Paesi Bassi, hanno diminuito o abolito le sanzioni sul possesso e l’uso.

Il consumo in Europa, secondo il rapporto UE 2016, coinvolge ormai 17,8 milioni di persone. (Vedi il Rapporto)

Consci di questa imponente diffusione i ricercatori, per limitare il danno da fumo, suggeriscono di usare vaporizzatori e limitare l’abitudine di mischiare la droga al tabacco, che ne potenzierebbe gli effetti nocivi.

Oltre a queste soluzioni pratiche il Dottor Amir Englund, senior dello studio, osserva che generalmente le nuove indicazioni di legge non regolamentano il contenuto di THC nella cannabis. In commercio si trovano prodotti estremamente attivi sul SNC,  perché contengono fino al 75 per cento di THC e proprio questi sono i più richiesti.

È vero, continua, che alcuni Stati hanno suggerito modifiche per introdurre un tetto del 15% nella concentrazione del THC e altri, come l’Uruguay, hanno in programma di tassare progressivamente la cannabis a contenuto crescente della sostanza, ma, per comprendere se queste soluzioni avranno un effetto positivo, occorreranno tempo e ulteriori ricerche.

Gli esperti del King s’ College sostengono che, aumentando i livelli di Cbd si potrebbero ridurre alcuni degli effetti nocivi, senza compromettere quelli che gli utenti cercano.

Comunque è indispensabile più ricerca indipendente e obiettiva, libera da motivazioni politiche o morali, sui danni alla salute derivanti da diverse concentrazioni di THC e Cbd.

Più conoscenza  potrebbe contribuire a strutturare linee guida per l’uso più sicuro della cannabis a scopo ludico, nello stesso modo in cui sono state elaborate per il consumo di alcol.

Una seria e autorevole informazione potrebbe infine convincere meglio a limitare l’uso del fumo di cannabis di quanto lo possano fare inutili “grida” di manzoniana memoria, che nei decenni non hanno raggiunto lo scopo.

Fonti: https://www.kcl.ac.uk/ioppn/news/records/2017/March/Kings-experts-ask-can-cannabis-be-made-safer.aspx