Di cancro si muore sempre di meno

 di Mario Nejrotti

La mortalità per cancro negli Stati Uniti si riduce ogni anno sempre di più. È ciò che emerge dal “Rapporto Annuale alla Nazione sullo Status del Cancro, 1975-2014” negli Stati Uniti.

A comunicarcelo sono gli esperti della North American Association of Central Cancer Registries (NAACCR), dell’American Cancer Society (ACS), dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e del National Cancer Institute (NCI) presso il National Institutes of Health.

Il rapporto è disponibile on line sul Journal of National Cancer Institute (JNCI), (vedi) , corredato di una sezione liberamente scaricabile, di domande e risposte sull’argomento (vedi) .

Come riportato dal CDC Newsroom (vedi) , l’incidenza dei casi di tumore, per anno e per 100.000 abitanti, tendono a diminuire rispettivamente dello 0,6% all’anno, nel periodo tra il 1999 e il 2008, mentre la discesa prende un’accelerazione notevole, pari al 2,3% in meno ogni anno, per i soli uomini, tra il 2009 e il 2013. Per le donne nei due intervalli considerati, invece, l’incidenza si è stabilizzata.

L’incidenza, se si osservano i tumori più presenti nella popolazione, per gli uomini è considerevolmente diminuita in sette dei diciassette più diffusi e sempre in sette dei diciotto più diffusi nel genere femminile.

In entrambi i gruppi rientrano quelli del polmone e del colon-retto.

Invece, vi è una preoccupante inversione di tendenza verso l’aumento, sempre nell’incidenza, rispettivamente in sette tumori negli uomini e in nove nelle donne: tra questi sono compresi per entrambi i sessi il mieloma multiplo, il melanoma, il cancro al fegato e quelli della  cavità orale, del pancreas e della tiroide. Nel rapporto si segnala anche l’aumento dello 0,4% annuo, negli ultimi 5 anni, dell’incidenza del cancro al seno, che si conferma il tumore più comune tra le donne.

In ambito pediatrico il tasso di incidenza è aumentato in ogni gruppo etnico osservato, dallo 0,4% all’1% all’anno nel periodo 2009-2013. Per contro, durante il quinquennio 2010-2014, si è verificata una diminuzione del tasso di mortalità tra l’1,5% e il 2,6 %.

Continuando ad esaminare il tasso di mortalità, il Rapporto rileva ancora che negli ultimi anni, periodo 2010-2014 complessivamente, esso è diminuito negli uomini per 11 dei 16 più comuni tipi di cancro e per 13 dei 18 più comuni nelle donne.

In entrambi i gruppi di genere la diminuzione della mortalità comprende il cancro del polmone, del colon-retto. Per le donne la diminuzione comprende anche quello della mammella, e ancora per i maschi quello della prostata.

Nello stesso periodo, però, è aumentato il tasso di mortalità per il tumore del fegato, del pancreas e dell’encefalo per quanto riguarda gli uomini. Ugualmente per il fegato e inoltre per l’utero si riscontra un aumento per le donne.

Nel Rapporto è stata inserita nuovamente dopo, il 2004, una sezione speciale che si occupa della sopravvivenza al tumore.

Il Rapporto fa rilevare che la valutazione del dato della mortalità è un ottimo parametro per comprendere i progressi in ambito oncologico, ma la sopravvivenza in un certo periodo e per gruppi con caratteristiche differenti per razza, etnia e condizione sociale, fa comprendere meglio quali esiti hanno gli interventi  e lo stato di efficienza ed efficacia del sistema.

Ahmedin Jemal, DVM, Ph.D., della American Cancer Society e Autore principale dello studio ha affermato che l’osservazione dei dati di sopravvivenza dal 2004 sono migliorati per tutti i tipi di cancro, ma in alcuni tipi restano ancora troppo bassi, soprattutto negli stadi più avanzati.

Nel periodo 2006-2012, per tutti la sopravvivenza a cinque anni è aumentata in modo significativo, tranne che per il tumore all’utero e alla cervice uterina. La maggiore percentuale di sopravvivenza si osserva nel cancro della prostata (99, 3%), in quello della tiroide (98,3%), nel melanoma (93,2%) e nel tumore della mammella (90,8%). Mentre al 2012 restavano ancora relativamente basse le percentuali di sopravvivenza per il tumore al pancreas (8,5%), al fegato (18,1%), al polmone (18,7%), all’esofago e stomaco, rispettivamente del 20,5% e del 31,1% e al cervello (35%).

Anche se i successi di sopravvivenza coinvolgono bianchi e neri, le differenze restano ancora rilevanti, soprattutto nei tumori diffusi, come quelli della prostata e della mammella, soggetti a  maggiore successo con una buona organizzazione e un uso corretto uso delle migliori terapie in qualità e durata.

Gli sforzi maggiori per il futuro, sostengono gli Autori del Rapporto, dovranno concentrarsi sulla migliore comprensione dei fattori di rischio di tumori come quello del colon-retto, mammella, prostata. Si dovrà continuare ad incidere sugli interventi mirati alla diminuzione di quelli noti, come il fumo e l’obesità. Inoltre, si dovranno comprendere meglio i fattori che continuano a portare ad un aumento dell’incidenza del tumore dell’utero, della mammella e del pancreas.

In conclusione, ha dichiarato Betsy A. Kohler, M.P.H., C.T.R., direttore esecutivo del NAACCR, visto il grande lavoro che resta da fare, si dovranno aumentare le risorse  per applicare nuove strategie per la prevenzione, la diagnosi precoce e sviluppare interventi collaudati, sicuri e distribuiti equamente per tutti.