Immigrazione negli Stati Uniti: storie di ordinaria paura

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Di Luca Mario Nejrotti

L’iniziativa dell’artista Nora Litz usa i fumetti per aiutare i figli dei migranti a superare la paura della repressione e della deportazione.


L’iniziativa.
L’artista Nora Litz ha avuto modo di toccare con mano, nelle proprie classi di scrittura creativa, la paura con cui i bambini vivevano l’immigrazione. Ha così deciso di offrire laboratori specifici ai figli di immigrati messicani illegali in Filadelfia (vedi).

Fumetti contro la paura.
Si è trattato di un laboratorio di fumetti, due ore gratuite nei fine settimana, intitolato Illustrated Stories of Immigration: le lezioni sono state tenute da artisti e scrittori. Durante il laboratorio i bambini hanno creato storie sull’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement, vedi) che porta via membri delle loro famiglie, sul millantato muro al confine col Messico, sull’incertezza con cui quotidianamente convivono.
Raccontare e “mettere su carta” queste storie ha una funzione terapeutica: molti bambini possono immaginare dei “lieto fine” e in generale hanno riportato di essersi sentiti meno angosciati e di dormire meglio (vedi). È stato molto significativo, all’interno di una comunità che per necessità deve mantenere un “basso profilo” e risultare “invisibile” alle autorità, avere la possibilità di esprimersi, di dire la propria su una condizione che, in particolare da parte dei bambini, è fatalmente subita e sofferta.
Il progetto, sostenuto dall’Associazione “Mighty Writers” (vedi), è durato due mesi, ma i sostenitori vorrebbero riproporlo al più presto.

U.S. Immigration and Customs Enforcement.
L’ICE è la seconda agenzia si sicurezza degli Stati Uniti: le sue azioni contro l’immigrazione clandestina implicano rastrellamenti di tipo paramilitare, con assalti e retate, o interventi più “discreti” a carico di singoli individui, “spariti” nella burocrazia giudiziaria (vedi).
Si potrebbe pensare che iniziative come quella di Nora Litz rispondano a una situazione esacerbata dall’ascesa al potere di Trump, ma in realtà “l’amministrazione Obama ha deportato 2.7milioni di persone, un numero maggiore di tutte le deportazioni avvenute negli USA durante l’intero XX° secolo.”
Inoltre, sotto Obama, gli interventi dell’ICE sembrano essere stati finalizzati ad un indebolimento politico, sociale e sindacale delle comunità di migranti senza puntare alla sua completa sparizione onde preservare un utile bacino di manodopera a basso costo.
Chiaramente, però, se l’amministrazione Trump dovesse mantenere le promesse elettorali, di deportazioni di massa e di muri di confine, la situazione peggiorerebbe.
Le proteste negli USA si moltiplicano (vedi), anche se, al momento, non sembrano essere coordinate in un’effettiva resistenza.

Fonti.
http://www.npr.org/sections/ed/2017/05/28/527059265/watch-kids-craft-comics-to-explore-immigration-fears?utm_source=twitter.com&utm_medium=social&utm_campaign=nprpresents&utm_term=aboutnpr&utm_content=20170603
https://youtu.be/MBFG5460fWI
https://hurriya.noblogs.org/post/2017/02/21/usa-cosa-sarebbe-necessario-per-fermare-rastrellamenti/

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