Scienza e Politica: relazioni pericolose

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di Mario Nejrotti

A fine maggio 2017 sono stati resi noti i primi  dati del Registro Tumori Infantili, Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon, della Regione Campania, che riporta le diagnosi di tumore 2008 – 2012 dei residenti in Campania tra 0 e 19 anni.

Si legge sul sito dell’Ospedale Infantile Santobono

“Il registro Tumori Infantili della Regione Campania (RTIC) è un registro di popolazione specializzato, che raccoglie, codifica, registra e analizza i dati relativi a tutti i nuovi casi di tumore insorti nei residenti campani di età inferiore ai 20 anni. La popolazione coperta dal registro è di circa 1.250.000 abitanti, il 22% della popolazione residente in Campania e l’11% dell’intera popolazione pediatrica italiana di età 0-19 anni.”

E ancora si evidenzia che gli obiettivi del Registro sono i seguenti:

“elaborazione e divulgazione dei dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza oncologica e dei trend temporali e spaziali nella popolazione infantile campana;

studio della frequenza di secondi tumori;

raccolta e registrazione di dati individuali di alta risoluzione, finalizzata alla realizzazione di studi clinici ed epidemiologici.”

L’esistenza di un Registro Tumori è un dato positivo per la serietà dello strumento a disposizione della sanità pubblica e per la pianificazione degli interventi in campo preventivo, diagnostico e terapeutico, che da esso possono derivare.

Infatti, i Registri Tumori sono adatti a sviluppare conoscenza e contrasto dei fattori di rischio legati a comportamenti e stili di vita, alla situazione sociale, abitativa e ambientale della popolazione. Inoltre, offrono dati indispensabili sull’efficacia delle terapie più accreditate, innovative e sperimentali.

Attraverso le informazioni raccolte con questo sistema si possono anche focalizzare punti di forza o debolezze organizzative e socioeconomiche; attraverso la valutazione statistica dei dati, che debbono provenire da tutte le fonti possibili e verificabili, si possono impostare programmi di valutazione e monitoraggio sull’utilizzo delle linee-guida e sull’appropriatezza della gestione dei pazienti, dalla prevenzione alla diagnosi, ai percorsi terapeutico-assistenziali.

Come scrive il 30 maggio Paolo Siani, direttore Uoc Pediatria Ospedale Santobono di Napoli, in Sanità24, de Il Sole24ore, Sanità24, de Il Sole24ore,  quello campano è “un Registro serio, coordinato da persone serie e competenti e del tutto indipendenti, perché lavorano esclusivamente nel Servizio Sanitario Nazionale e da oltre 20 anni al servizio dei bambini. È un Registro che rispetta le rigorose regole stabilite dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e certificato da organismi scientifici esterni (Associazione italiana Registro tumori – Airtum, per l’Italia).”

Dal Registro (consultabile a questo indirizzo  ) si evince che in Campania i bambini e gli adolescenti si ammalano di tumore con la stessa frequenza che nel resto dell’Italia, senza differenze geografiche significative tra le province, compresa l’area conosciuta come “Terra dei fuochi”.

Ma come dice il titolo dell’articolo: “Terra dei fuochi, nessun s’illuda che tutto vada bene” il Siani chiarisce che “gli stessi responsabili del Registro dichiarano, però che bisogna continuare a raccogliere i dati degli anni 2013 e 2014 e realizzare analisi di maggiore dettaglio e con tecniche statistiche specifiche per lo studio di fenomeni rari, caratterizzati da bassa numerosità della casistica per poter confermare i risultati resi noti.”

Anche sui numeri assoluti non sembra esserci accordo, anche se non vi è polemica tra i ricercatori che sanno di aver usato metodi diversi di rilevazione.

Infatti, praticamente negli stessi giorni, su Adnkronos Salute è comparso un articolo che sottolinea la discrepanza tra i 1.324 casi complessivi di tumore, nella popolazione 0-19 anni, dal 2008 al 2012, segnalati dal Registro e dalla Regione Campania,  e quelli riportate dagli autori di uno studio pubblicato l’11 maggio sull”International Journal of Environmental Research and Public Health.

Per  questi ultimi,  sulla base dell’analisi delle Sdo, le schede di dimissione ospedaliera: “Nel periodo 2007-2011 – riferisce Prisco Piscitelli, ricercatore dell’Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo (Isbem) – i nuovi casi di tumori fra i campani da 0 a 19 anni risultano 3.465″.

Oltre 2 mila in più.

Lo studio italiano sui tumori in età pediatrica e nei giovani adulti è frutto del lavoro Epikit (Epidemiologia del cancro in Italia), nato nell’ambito del progetto Coheirs sotto l’egida del programma Europa per i cittadini.

Queste discrepanze non debbono stupire più di tanto, perché come afferma Piscitelli, le fonti dei dati sono differenti. Pur essendo i Registri Tumori il goal standard per la raccolta dati, risentono spesso e ancora della parzialità di diffusione e di copertura della popolazione generale e non solo in Campania.

Nel lavoro Epikit, continua ancora il ricercatore, si è attinto ad “un vasto database con oltre 4 milioni di primi ricoveri ospedalieri da 0 a 100 anni di età, registrati nel decennio 2001-2011 per ogni tipo di diagnosi di tumore. Il lungo e laborioso lavoro di ripulitura e scrematura del dataset ministeriale ci ha permesso di minimizzare qualsiasi sovrapposizione tra casi incidenti e casi prevalenti, arrivando a presentare per l’ultimo quinquennio (2007-2011) dati caratterizzati da un’elevata affidabilità per quanto attiene l’incidenza di primi ricoveri per tumori pediatrici e nei giovani adulti”.

Sicuramente occorrerà potenziare i Registri e giungere ad una copertura totale della popolazione, problema che riguarda anche molte altre regioni italiane, ma anche ad esempio, gli Stati Uniti.

Quello che invece continua a disturbare è la polemica politica che troppo spesso sta dietro al lavoro impegnativo e meticoloso dei ricercatori.

Politici che cercano, sul lavoro di medici e ricercatori, la ribalta per ottenere consenso, come in questi giorni ha fatto il presidente della Regione Campania, proprio sui dati del neo Registro Tumori infantili vedi intervista su YouTube e minoranze, come il M5S (vedi commenti) ,  che sfruttano le discrepanze, spesso presenti nella scienza, che pur lavora senza contrapposizioni, per scalzare un potere che vorrebbero fare loro.

Il grado di inquinamento della “Terra dei Fuochi” e la sua capacità di generare mutazioni genetiche e malattie tumorali, specie nei bambini, necessitano di approfondimenti che dovranno coinvolgere anche un attento e duro lavoro della magistratura, superando infiltrazioni e pressioni camorristiche, ma un dato resta certo che 1.324 o 3.465 diagnosi di tumore, in età tra 0 e 19 anni, in un quinquennio, in una regione del nostro Paese, restano sempre troppe.

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