Perché durante le vacanze si muore di più in Ospedale?

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di Mario Nejrotti

Ci stiamo avvicinando alle vacanze del mese di agosto e ci prepariamo alle solite notizie di giornalisti accaldati e a corto di scoop, che grideranno all’intasamento dei Pronto Soccorso di tutta Italia, alle code dei malati, alle ore di attesa nel caldo soffocante che “ha messo in ginocchio l’intero Paese”.

Altre frasi fatte pronte a riempire pagine e minuti, diventati, con la Politica in vacanza, troppo grandi o troppo lunghi, saranno : “Medici di famiglia tutti in vacanza, farmacie chiuse”, “Solo l’ospedale a rispondere ai bisogni, soprattutto di anziani soli e abbandonati, ma è una bolgia infernale”.

E i cittadini, già depressi per aver dovuto accorciare o rinunciare del tutto alle vacanze, barricati nelle loro case in città con il condizionatore o il ventilatore al massimo, diventeranno più ansiosi, pensando che potrebbe toccare anche a loro di trovarsi nella” bolgia infernale”.

Anche  il Dottor Benjamin D Bray del  Farr Institute of Health Informatics Research, dell’ University College di Londra,  e il suo Collega Steventon, avevano presente il problema dell’assistenza nei periodi festivi e in particolare nei fine settimana, quando hanno commentato per Lancet il lavoro di A Sarah Walker e dei suoi colleghi, che hanno rivalutato i dati di molti lavori, che parevano indicare una maggiore mortalità nel fine settimana negli ospedali della capitale del UK.

In un articolo comparso di recente su The Lancet, gli autori della ricerca sostengono che, se pure è vero che la mortalità per tutte le cause è maggiore nei fine settimana, piuttosto che nei giorni feriali, è anche vero che, se si esaminano le caratteristiche dei pazienti ammessi in ospedale, li si troverà affetti da più patologie e in una situazione generale più grave.

Questo è intuitivo, in quanto pochi amano passare la domenica o il sabato in un pronto soccorso , se non è proprio necessario e quindi se non sono proprio malati.

La valutazione degli esami di laboratorio immessi in questa vasta ricerca, ha permesso di rilevare una maggiore quantità di alterazioni, rispetto ai pazienti accolti durante la settimana.

Quindi il rischio medio di morte dei pazienti del fine settimana poteva ritenersi a priori più alto, a prescindere dalla qualità dell’intervento sanitario.

I commentatori, invece, sono critici sulle cause segnalate dal lavoro della Walker, che metterebbe in correlazione  l’eccesso di mortalità con il carico di lavoro.

Infatti, il personale sanitario, secondo Bray, parrebbe essere già al 95% del necessario, in conformità al numero di letti ospedalieri e per l’urgenza.

Occorre essere molto cauti nei giudizi, per evitare una rincorsa agli investimenti in settori già ben posizionati, da un lato, e per non concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica  sull’effetto Weekend, per non incrementare un’ansia, che potrebbe essere essa stessa fattore di rischio nei pazienti obbligati a ricevere assistenza nei giorni festivi.

Anche in Italia potrebbe essere più utile evitare di spendere denaro pubblico per potenziare strutture di emergenza ospedaliere, dimenticando che una rete territoriale ben organizzata, anche durante i giorni festivi e nelle vacanze, potrebbe evitare molti disagi ai cittadini e obbligare i giornalisti a trovare altri argomenti durante le ferie di Ferragosto.

Fonti:

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)31195-9/fulltext 

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)31195-9/fulltext 

 

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