Medici, giornalisti e iniziative di collaborazione

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Di Sara Boggio

Tra le tante iniziative che quest’anno hanno cercato di contribuire alla collaborazione tra il mondo medico-sanitario e quello dell’informazione, con lo scopo di recuperare la fiducia di lettori e pazienti sempre più scettici e disorientati, segnaliamo un progetto dell’Unamsi (vedi), stimolato e sottoscritto da Cipomo (vedi), che ha preso avvio qualche mese fa.

L’Unamsi (Associazione nazionale medico-scientifica di informazione) è un’associazione senza fini di lucro che dal 1957 riunisce giornalisti e pubblicisti che si occupano di temi biomedici e sanitari. Quest’anno, in occasione del suo sessantesimo anniversario, è intervenuta su uno dei temi più dibattuti del momento: Internet e fake news nell’ambito della salute.

“Negli ultimi anni è cambiata la tipologia dei lettori – ha osservato il presidente Unamsi – una volta era un lettore passivo (legge sul quotidiano quello che i giornalisti scrivono); oggi va a cercare le notizie su Internet (e trova di tutto)”. Ed è cambiato anche, incrinandosi, il rapporto di fiducia tra medico e paziente. “Ho sfiducia, non mi fido, non mi dicono la verità. Dobbiamo accettare questa realtà e lavorare insieme”, ha detto il presidente di Cipomo, il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri. Proprio dal confronto su questi temi tra Cipomo e Unamsi, quindi tra medici e giornalisti, è nata la volontà di elaborare uno strumento dedicato a lettori e pazienti ‘non addetti ai lavori’: un decalogo di regole per stimolare la lettura critica online. Un supporto all’orientamento rivolto a chi, a volte “tra mille ansie, cerca una risposta”. I suggerimenti sono noti (verificare sempre i proprietari del sito, l’autorevolezza delle fonti, le date delle pubblicazioni, fare attenzione alle pubblicità mascherate, evitare il fai-da-te e rivolgersi sempre al proprio medico), ma repetita iuvant, e in ogni caso le iniziative congiunte sembrano l’unica strada per tentare di ridurre le distanze (la presentazione completa dell’iniziativa e del decalogo si possono leggere qui).

Il documento era stato presentato anche in occasione del XII congresso nazionale di Cipomo, concluso con una tavola rotonda specificatamente dedicata al tema (“Mala informazione: una piaga per la sanità online”). Tra le tante sfaccettature del discorso, la presidenza del collegio di medici oncologi aveva allora ricordato che uno degli ambiti in cui gli effetti della cattiva informazione sono più devastanti è quello oncologico. Da cui lo stimolo a Unamsi per l’elaborazione del testo (composto “da consigli molto semplici da seguire e allo stesso tempo fondamentali”).

Per Unamsi il decalogo “è solo il primo step”; in seconda battuta, l’obiettivo di coinvolgere altri enti, quindi le istituzioni (“Ministero della Salute, AIFA e Istituto Superiore di Sanità”), e naturalmente i cittadini, cui principalmente l’azione è rivolta, con le opportune campagne di sensibilizzazione. Nel frattempo hanno aderito varie associazioni di medici e società scientifiche, dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) alla AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica: L’elenco completo è qui).

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