Lo stato di salute dei centri antifumo italiani

In esclusiva per Torinomedica.com l’anteprima dei risultati della prima survey italiana sui centri antifumo a gestione pneumologica che sarà presentata in occasione del Congresso europeo di salute respiratoria che si terrà a Milano dal 9 al 13 settembre prossimi: risorse ancora insufficienti e poco contatto con i medici di medicina generale. La campagna Healthy Lungs for Life propone attività e incontri pubblici per sensibilizzare i cittadini sui danni dell’esposizione al fumo e all’aria inquinata.

I centri antifumo a conduzione pneumologica – organizzati per la maggior parte all’interno di strutture ospedaliere – rappresentano circa un terzo delle strutture del Sistema sanitario nazionale dedicate al trattamento di pazienti affetti da tabagismo. Tuttavia, nonostante siano circa un centinaio da nord a sud della penisola isole comprese, le risorse su cui possono contare in termini di personale e ore disponibile da parte dei pneumologi, che spesso non lavorano esclusivamente presso il centro antifumo, sono ancora insufficienti. Così come è ancora troppo debole la collaborazione con i medici di medicina generale, che dovrebbero rappresentare il primo anello della catena nella lotta contro il tabagismo e indirizzare i pazienti nei centri di II livello.

È quello che emerge da un recente progetto elaborato dal GdS Educazionale, Prevenzione ed Epidemiologia dell’AIPO (Associazione italiana pneumologi ospedalieri) del quale Paola Martucci, Pneumologa del Dipartimento Oncopneumoematologico dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, è responsabile, e che verrà presentato in occasione dell’imminente Congresso europeo di Salute Respiratoria (ERS Congress). La ricerca è frutto di una survey elaborata nel corso del 2015, che ha coinvolto 97 centri antifumo a conduzione pneumologica italiani con l’obiettivo di confrontare le varie situazioni e individuare difficoltà comuni al fine di mettere in campo politiche in grado di rendere la lotta contro il tabagismo sempre di più uno dei gradini necessari nell’ambito della prevenzione dalle malattie respiratorie.

La ricerca ha messo in luce che in media l’offerta al momento è al di sotto delle aspettative. La media nazionale delle ore dedicate dai pneumologi ospedalieri ai pazienti dei centri antifumo è di 3,2 ore, contro le 5,8 settimanali minime considerate necessarie. In media inoltre si hanno 1,4 pneumologi per centro, quando la media auspicata sarebbe di 1,7. E ancora: nel 58% delle strutture non è presente alcuna forma di sostegno psicologico, e solo il 47% dei centri antifumo ha un suo spazio fisico dedicato. Nella rimanente metà dei casi i pazienti vengono accolti e trattati  negli stessi ambienti pneumologici come gli ambulatori quando liberi dall’attività di reparto. Solo nel 58% dei casi ci sono spirometri dedicati o di facile reperibilità. Infine, solo il 60% dei centri è dotato di una linea telefonica dedicata per fornire informazioni, ma anche per la gestione degli accessi e delle prenotazioni. “La linea dedicata è un elemento importantissimo per il contatto con la cittadinanza” spiega Martucci. “Da quando è stato attivato il numero verde dell’Istituto Superiore di Sanità, stampato su tutti i pacchetti di sigarette, abbiamo osservato un crescendo di telefonate, e arrivano grazie a questo più persone rispetto alle segnalazioni tramite il proprio medico.”

Nulla però può sostituire il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale – continua Martucci – che dovrebbero di prassi indirizzare i pazienti a rischio di sviluppare malattie correlate al fumo presso i nostri centri. Tuttavia meno della metà delle strutture ha attivato dei percorsi ben definiti di collaborazione con i medici del territorio. In questa direzione, nell’ambito del progetto sono stati prodotti dei pieghevoli da inviare a tutti i medici di medicina generale delle aree limitrofe ai centri antifumo, per sensibilizzarli sul tema e far loro conoscere i servizi forniti. Dobbiamo potenziare i centri esistenti e metterli in relazione con il Sistema Sanitario, per esempio inserendoli nei PDTA (percorsi diagnostico terapeutici assistenziali) per malattie respiratorie come la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)”, conclude Martucci.

“I centri antifumo sono sicuramente importanti come presidi di secondo livello, ma tutti i medici andrebbero responsabilizzati nella lotta al fumo, partire da medici di medicina generale, pneumologia e cardiologi” spiega Stefano Centanni direttore della pneumologia degli ospedali San Paolo e san Carlo di Milano.

“Non esiste una sola ‘cura per il fumo’, quanto un insieme di farmaci e tecniche per svezzarsi da una abitudine dura a morire. La maggior parte delle persone affronta cicli di interruzione e ripresa dell’abitudine al fumo, il che riflette l’entità della loro dipendenza da nicotina” spiega Francesco Blasi, direttore dell’Ospedale Policlinico Ca’ Granda e chairman del Congresso insieme a Centanni. “Ci sono tuttavia delle buone notizie: ogni volta che si prova a smettere, si ha più probabilità di riuscirci, tanto più se combinando counselling e farmaci”.

I danni a lungo termine provocati ai polmoni si interrompono nel momento in cui si smette di fumare. Polmoni gravemente danneggiati non possono tornare normali, ma se si smette prima di arrivare a tale stadio, si può prevenire l’aggravamento di patologie come la BPCO e il cancro polmonare. Dopo 15-20 anni, il rischio di tumore al polmone si riduce infatti del 90% rispetto alle persone che continuano a fumare.

La campagna Healthy Lungs for Life propone attività e incontri pubblici per sensibilizzare sull’importanza dell’aria pulita per la nostra salute. Nella centralissima via Luca Beltrami, davanti al Castello Sforzesco, l’8 e il 9 settembre medici ed operatori sanitari della European Respiratory Society misureranno la salute dei polmoni di chi si presenterà nella struttura Healthy Lungs for Life. L’evento culminante della campagna sarà un incontro pubblico l’11 settembre (dalle 18:30 alle 20:30) con gli esperti sul tema “Respirare aria pulita e smettere di fumare” nella Sala Conferenze di Palazzo Reale di Milano. Risponderanno alle domande di associazioni e cittadini, vari specialisti della materia

 

Maggiori informazioni

– L’elenco completo dei Centri Antifumo è disponibile sul sito di 6elle – Percorso d’intervento clinico sul paziente tabagista: http://www.6elle.net/caf/

– Il documento di sintesi del progetto e i risultati della survey sono disponibili, previa registrazione, sul sito dell’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri): http://www.aiponet.it/

– Il Telefono verde contro il fumo (TVF) 800 554 088 dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS è un servizio nazionale anonimo e gratuito che svolge attività di consulenza sulle problematiche legate al fenomeno tabagismo. http://www.iss.it/index.php?