Se fosse stato un referendum avrebbero stravinto i Sì per l’obbligatorietà dei vaccini

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di Mario Nejrotti

La democrazia è il potere della maggioranza.

Ma la democrazia matura tiene conto delle minoranze e dei loro bisogni in un’aspirazione virtuosa all’equilibrio.

Negli ultimi anni la politica ci ha abituato ad un percorso che, pur salvaguardando le istituzioni democratiche, desse alla maggioranza quel potere utile ad un governo “più facile, veloce e più autorevole”, riducendo discussioni, concertazioni e mediazioni.

Naturalmente la preoccupazione di osservatori e persone comuni, che sono nate nella libertà, o l’hanno riconquistata a caro prezzo, è di vedere istaurarsi una sorta di dittatura di una “pseudo maggioranza”. Oggi, infatti, tra astensionismo e leggi elettorali simili a ricette di cucina: un po’ di maggioritario, un pizzico di proporzionale e un bella grattata di premio di maggioranza, si rischia che si possa governare con il consenso del 25/30% degli aventi diritto al voto.

Ma tant’è, questo momento storico porta con sé rischi di grave decadenza e aspirazioni a novità attese da decenni. Staremo a vedere.

L’ Italia, però, non cessa, almeno a parole, di essere il Paese del Diritto, che tutela tutto e tutti e dà largo spazio a giuristi, costituzionalisti, bioetici, libertari.

La questione delle vaccinazioni ha tenuto l’opinione pubblica con il fiato sospeso: prima per l’approvazione del Decreto Lorenzin e poi per le feroci polemiche legate alla sua applicazione, spesso strumentalizzate ad arte, da esponenti politici  che dell’antipolitica hanno fatto una bandiera acritica e ottusa.

L’impressione, amplificata dai media, era che la strada del convincimento dei genitori ad acconsentire alle  molte vaccinazione, ritenute dalla scienza indispensabili per salvaguardare i bambini da malattie che in passato hanno avuto una grave morbilità e mortalità, fosse tutta in salita e che tanti genitori fossero schierati con le associazioni di Novax.

Invece, un sondaggio di pochi giorni fa, comparso su  Repubblica.it, Scienze, sembra descrivere una realtà diversa. Il questionario è stato elaborato dall’Osservatorio di Scienza, Tecnologia e Società, coordinato da Barbara Saracino per Observa Science in Society, che ha intervistato telefonicamente un campione di 997 individui, rappresentativi della popolazione generale.

I risultati hanno riportato nella prospettiva delle “impressioni” l’idea che gli italiani e soprattutto i genitori siano contrari ai dati scientifici e in particolari ai vaccini obbligatori per i loro figli. (vedi)

Infatti i numeri dei “favorevoli ad una qualche obbligatorietà delle vaccinazioni” rappresentano percentuali che rasentano maggioranze bulgare.

In particolare, si legge sul portale di Observa:

“I dati evidenziano un cambiamento significativo negli atteggiamenti, rispetto alle precedenti rilevazioni. In precedenza più della metà degli italiani riteneva che solo un numero limitato di vaccinazioni dovesse essere obbligatorio, lasciando al singolo di decidere sulle altre, e quasi un italiano su cinque era contrario ad ogni tipo di vaccinazione. A seguito dell’ampio dibattito pubblico di questi mesi e del decreto legislativo dello scorso luglio che ha reso obbligatoria una serie di vaccinazioni tra i minori, la quota di quanti ritengono che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie è cresciuta di 24 punti percentuali, attestandosi al 47%. Resta contrario ad ogni tipo di vaccinazione l’8% degli italiani, una quota più che dimezzata rispetto al passato (19%). Il 44% degli italiani ritiene che l’obbligo debba essere limitato solo ad alcune vaccinazioni, lasciando al singolo cittadino di decidere sulle altre; anche in questo caso c’è stata una diminuzione significativa rispetto al precedente 57%.”

Quindi sommando il 47% degli “entusiasti” della obbligatorietà totale con coloro i quali sono favorevoli all’obbligatorietà di alcune vaccinazioni, la percentuale raggiunge il 91% del campione, relegando la minoranza di coloro che non vedono di buon occhio i vaccini ad un 8,1%.

L’80% poi degli intervistati sono convinti che i rischi siano di molto inferiori rispetto ai benefici delle vaccinazioni e l’87% è persuaso che vaccinare i propri figli favorisca la salute di tutti gli altri.

Gli scettici, risulta dai dati dello studio, sono meno istruiti. Infatti, tra di loro il 12% è contrario ai vaccini, mentre solo il 4% dei laureati lo è.

Coloro che hanno una elevata istruzione scientifica sono molto più favorevoli ai vaccini, raggiungendo il 90%. Per converso tra i più colti prevale, come è prevedibile, un certo desiderio di autodeterminazione, almeno parziale.

La “vox populi” sembrava incolpare della ridotta fiducia nei vaccini la scarsa credibilità di istituzioni e professionisti della salute, ma i dati anche in questo caso sembrano essere molto diversi e tutto sommato, molto più confortanti.

Infatti, si legge ancora sul portale: ” Al primo posto tra le fonti più credibili vi sono medici di base e pediatri, indicati da un italiano su due; al secondo opuscoli informativi e campagne istituzionali. Sul tema dei vaccini, forum web e social sono ritenuti credibili da poco più del 4%”

Così su questo argomento il “rumore” della rete è stato meno incisivo di quanto ci si poteva aspettare e prodotto da una “minoranza” molto attiva e visibile, ma che poggia le sue convinzioni su basi poco scientifiche.

Il cambiamento di opinione di massa si basa, per gli esperti di Observa, sulla mutata linea comunicativa delle istituzioni, che è diventata più chiara e trasparente e sul diffondersi delle notizie di casi di infezione e di morte di piccoli non vaccinati.

Per una volta l’opinione della maggioranza è indiscutibile, con buona pace della parte minoritaria, i cui diritti terminano là dove incomincia la salute di tutti gli altri bambini.

Un sano ripensamento del residuo 8% degli italiani, eviterà molto dolore e permetterà una vita sana ai loro e ai nostri figli e nipoti.

 

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