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Autismo: nuove possibilità di impiego nel mondo dell’Information Technology

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Di Luca Mario Nejrotti

Il mondo del lavoro offre veramente poche occasioni per le persone affette da disturbi dello spettro dell’autismo. L’Auticon, che impiega solo persone neurodiverse (vedi), ribalta la prospettiva.

Diagnosi in età adulta.
Mentre le diagnosi di bambini autistici migliorano sempre più, c’è ancora molto da fare per l’età adulta. Si calcola (vedi) che l’1% della popolazione del Regno Unito sia affetta da disturbi dello spettro autistico, vale a dire circa 700.000 persone; 3,5 milioni negli Stati Uniti. Tra costoro, nell’UK solo il 16% ha un lavoro a tempo pieno, mentre 4 persone su 10 non hanno mai lavorato.
Tra coloro che hanno o hanno avuto un impiego la metà ha sofferto di problemi sul lavoro nel rapporto con i colleghi o con i superiori e più di un terzo non ha ottenuto nessun aiuto.
 
Lenti cambiamenti.
Lentamente, forse troppo, le cose stanno cambiando: se fino a venti o trent’anni fa l’autismo era un problema mal compreso e mal stimato, oggi c’è maggiore consapevolezza delle infinite declinazioni dello “spettro autistico” e anche del fatto che possa portare con sé punti di forza oltre a difficoltà.
Libri e trasmissioni televisive hanno ormai “sdoganato” questi concetti verso il grande pubblico e l’Auticon ne è la prova.

Auticon
L’Auticon nasce in Germania e si occupa di consulenze sulla gestione dei dati informatici. Il fondatore è Dirk Müller-Remus, ex programmatore al cui figlio è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.
Nel rendersi conto di quanto poche occasioni di lavoro ci fossero per le persone neurodiverse, Dirk ha anche maturato la consapevolezza che alcuni tipici tratti dello spettro autistico (vedi) potessero costituire un vantaggio in determinati ambiti lavorativi: la capacità di concentrarsi per lunghi periodi su un singolo scopo, l’abilità di individuare schemi e modelli in dati grezzi, la facilità nell’uso delle tecnologie informatiche permettono a queste persone, opportunamente istruite, di superare nel lavoro i cosiddetti “neurotipici”. E l’Auticon ha aperto filiali a Londra e a Parigi e punta ad assumere fino a cento nuovi consulenti solo nel Regno Unito.

C’è ancora molto da fare, in particolare nell’includere le donne, che sono molto più difficili da diagnosticare (vedi), in questo genere di programmi, ma il percorso sembra promettente.

Fonti.
https://www.theguardian.com/society/2017/oct/09/autism-working-spectrum-capable-employees-talent?CMP=twt_gu
http://www.computerweekly.com/news/450409910/Auticon-the-IT-consultancy-that-employs-only-autistic-IT-professionals
https://www.apc.it/disturbi/disturbi-eta-evolutiva/disturbi-dello-spettro-autistico/autismo/
https://www.theguardian.com/tmi/2016/apr/01/10-startling-statistics-about-autism
https://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-1-3-anni/salute/autismo-nelle-bambine-la-diagnosi-arriva-piu-tardi

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