Signori, a tavola: l’insetto è servito

Condividi sui Social

di Mario Nejrotti

Nonostante il ribrezzo che può destare in noi occidentali, l’uso alimentare degli insetti è abbastanza diffuso nel mondo. Anche nelle nostre tradizioni cibi all’apparenza disgustosi non mancano: dal classico “garum” degli antichi romani (salsa liquida di interiora macerate di pesce e pesce salato), al Brus con i vermi, formaggio di antica tradizione Piemontese, al Cazu Marzu   letteralmente formaggio marcio, cremoso pecorino sardo, colonizzato dalle larve di mosca casearia, messo al bando dalla UE tra le proteste locali.

Nonostante questo, desta stupore apprendere che sono 1.400 le specie di insetti considerati commestibili e quasi cento i Paesi in cui si mangiano abitualmente: 36 in Africa, 23 nelle Americhe, 29 in Asia e 11 in Europa ( dall’Olanda, alla Svizzera, alla Danimarca) secondo la National Geographic Society; e sono almeno 3.000 nel mondo i gruppi etnici che considerano gli insetti una risorsa alimentare tradizionale. risorsa alimentare tradizionale

In Europa questo nuovo mercato alimentare (vedi)  si sta diffondendo e già oggi si trovano derivati commestibili di insetti,oltre che nei supermercati dei Paesi apripista, su diversi portali di libera vendita in rete.

Dal primo gennaio 2018, poi, si applicherà il nuovo regolamento UE sui “novel food” che permetterà di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti, sia come prodotti tradizionali da paesi terzi, aprendo di fatto alla loro produzione e vendita anche in Italia.

Lo rende noto la  Coldiretti  al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione   Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione   che si è tenuto dal 20 al 21 Ottobre 2017, a Cernobbio .

In base a un’indagine svolta con Ixé   mangiare insetti interi costituisce una nuova abitudine che vede contrari il 54% degli Italiani. I consumatori nostrani li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale. E’ indifferente il 24%, almeno a parole, mentre è favorevole il 16% e non risponde il 6%.

Maggiore disponibilità mostrano gli italiani al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve).

I prodotti che verranno introdotti sul mercato europeo e quindi nazionale sono stati mostrati in anteprima dalla Coldiretti: dalla pasta all’uovo artigianale ai grilli, ai millepiedi cinesi arrostiti al forno e poi affumicati, dalle tarantole al naturale, arrostite del Laos, ai vermi giganti della farina dalla Tailandia, che si arrostiscono e pare abbiano un gusto simile alle patatine, con una leggera nuance di aroma di pollo.

Ma hanno fatto ancora bella mostra di sé, nello stand allestito dalla Coldiretti al Forum, il baco da seta all’americana, le farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite, le cimici d’acqua sempre dalla Thailandia, ricche di fibre, proteine e vitamine, fino agli “aperinsetti”: vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino, “made in Belgio”, magari da mandare giù con un sorso di Vodka. 
E per i palati più temerari a Cernobbio sono stati esposti anche scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, scarabei, consigliati come aperitivo, serviti in spiedini, anch’essi thailandesi. 
Vastissima la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti al gusto barbecue, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti made in Thailandia.

Si stima che gli insetti siano parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone.

La loro raccolta ed il loro allevamento potrebbe offrire occupazione e reddito a livello commerciale, sottolinea lo studio presentato dalla  FAO già nel 2013  e periodicamente aggiornato  fino all’estate scorsa 
Con circa un milione di specie conosciute, gli insetti rappresentano più della metà di tutti gli organismi viventi classificati sul pianeta.

A livello globale i più consumati sono: coleotteri (31 per cento); bruchi (18), api, vespe e formiche (14); cavallette, locuste e grilli (13).

Ma attenzione, ammonisce la Coldiretti pur avendo lanciato l’iniziativa, “una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale, nei Paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati e a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, anche se iperproteici, sono molto lontani dalla realtà culinaria nazionale.” 
“Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura alimentare, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico, ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità degli insetti”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo nel ricordare che “la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari”.

Quindi, sarà importante uno strettissimo controllo da parte delle autorità sanitarie di tutta la filiera , dai ceppi di allevamento, alle sue modalità, dalle possibili infestazioni da parte di batteri e virus, ai contaminanti ambientali, eventualmente assorbiti dagli insetti in allevamento, dalle regole di sicurezza degli allevamenti stessi, per evitare invasioni di enormi quantità monotipo di infestanti con conseguenze solo immaginabili sull’equilibrio ambientale, alle modalità di lavorazione del prodotto, al suo stoccaggio e conservazione, infine alla garanzia di una distribuzione che ne assicuri la freschezza e la non deteriorabilità. Uno di questi passi disattesi o trascurati per motivi di profitto potrebbe nuocere grandemente indirettamente o direttamente all    a salute pubblica.

Detto tutto questo, e se per sfamarci continuassimo a mangiare un buon piatto di pastasciutta nostrana, magari integrale, con il pomodoro e il nostro olio extravergine di oliva?

 

 

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF