Sifilide, Gonorrea, Aids…un milione di nuovi contagi al giorno

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Le malattie sessualmente trasmissibili potrebbero ben presto costituire un’emergenza sanitaria mondiale. È questa la non rosea prospettiva emersa dal 56° Congresso dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi) tenutosi a Roma nell’ottobre scorso (vedi) . Un’emergenza che sarebbe tuttavia molto ridimensionabile se si usassero i presidi medici per proteggere la salute durante l’attività sessuale. Se ci limitiamo all’Italia i dati epidemiologici evidenziano per la sola sifilide un aumento del 400% dei casi d’infezione dal 2000 ad oggi; un’accelerazione confermata dall’Istituto Superiore di Sanità che rileva (per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili nel loro complesso) un balzo poderoso: 3.500 casi nel 2006, 6.500 nel 2013. E, sempre a cura dell’ISS che ha messo in Rete le notizie, apprendiamo che nel 2015 la situazione di monitoraggio per questo genere di malattie era in Italia questa: “In Italia, la gonorrea, la sifilide e la pediculosi del pube sono le uniche Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) a notifica obbligatoria per le quali sono disponibili dati nazionali. Per sopperire alla mancanza di dati sulle altre Ist, nel 1991 è stato avviato un Sistema di sorveglianza sentinella basato su centri clinici. Questo sistema, coordinato dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità, prevede la collaborazione di una rete sentinella di 12 centri clinici pubblici altamente specializzati nella diagnosi e nella cura dei soggetti con Ist. I centri segnalano i pazienti con una diagnosi clinica di Ist confermata da appropriati test di laboratorio e raccolgono informazioni socio-demografiche e comportamentali, nonché il sierostato Hiv. In questi anni, questo sistema ha consentito di conoscere l’andamento delle diagnosi di Ist in Italia, nonché di valutare la diffusione dell’infezione da HIV nei soggetti con una nuova Ist, soprattutto in popolazioni più a rischio (es.: stranieri, giovani, maschi che fanno sesso con maschi, ecc.). Tuttavia, il Sistema ha fornito scarse informazioni su alcune Ist largamente diffuse nella popolazione generale, che sono spesso asintomatiche o non correttamente diagnosticate, come l’infezione da Chlamydia trachomatis (Ct), da Neisseria gonorrhoeae (Ng) e da Trichomonas vaginalis (Tv)”(vedi).

Negli ultimi dieci anni il contagio da gonorrea intanto è diventato una realtà sanitaria preoccupante a livello continentale: il numero delle persone infettate in Europa tra il 2008 e il 2013 risulta infatti raddoppiato. Come, nello stesso arco temporale, sono in ripresa i contagi da HIV sull’onda della diffusione della falsa credenza che l’Aids sia un problema sanitario superato e che i problemi da convivenza con il virus responsabile della malattia si riducano all’assunzione quotidiana di qualche pillola. Un’assurda convinzione che fa vittime soprattutto nella popolazione maschile sopra i 50 anni e, ovviamente, sui loro partner, ma che sembra colpire meno i giovani.

Un dato epidemiologico, questo, di difficile interpretazione perché la protezione sia dall’Aids che dalle altre malattie sessualmente trasmissibili avviene sempre soprattutto col preservativo. Il dato che a rischio di Aids siano però gli ultimi “baby boomers”, quelli nati sul finire degli anni ’60, e non i millenials” (quelli che hanno oggi tra 15 e i 35 anni), contribuisce a provare che la conoscenza del mondo giovanile attuale è di fatto una pseudo-conoscenza che si fonda soprattutto su luoghi comuni penalizzanti, quando non criminalizzanti: come l’indifferenza verso gli effetti sulla sicurezza personale e collettiva causati dall’etilismo e dalle tossicodipendenze… Non a caso, gli esponenti di più di una generazione giovanile vengono definiti dagli adulti (che li giudicano ma che contemporaneamente si infettano con l’HIV) di volta in volta “bamboccioni”, anaffettivi, …

In realtà i difetti che gli adulti maturi imputano agli adolescenti e ai giovani sono condivisi a livello globale: una sorta di globalizzazione dell’ignoranza presuntuosa, capace di focalizzare i buchi di conoscenza degli altri e mai i propri. Se Italia ed Europa non brillano nei dati epidemiologici delle malattie sessualmente trasmesse, la lettura di una classifica di valore mondiale per questa categoria di malattie fa infatti davvero impressione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima infatti che ogni anno si producano quasi 500 milioni di nuovi casi di malattia: come dire he ogni giorno più di un milione di persone si infetta. Che fare dunque?

Anche se può sembrare un approccio operativo abusato non si può che partire dall’informazione. Il disastro epidemiologico emerso dal convegno dermatologico romano è stato infatti ripreso in modo massiccio dalla stampa specializzata ma anche e forse soprattutto da quella generalista: in questo link i primi dieci risultati di una semplice ricerca effettuata con Google (vedi). Questo semplice dato è la prova che si può creare facilmente interesse verso questo genere di malattie che rappresenta una minaccia reale per la nostra specie.

Interesse non significa tuttavia conoscenza che un tempo si creava attraverso quella serie di attività didattiche definite “educazione” e che oggi (visto il cambiamento epocale dei modi e delle finalità dell’insegnamento) preferiamo chiamare “formazione”. La scuola, i media, e soprattutto quelli ad alta impronta tecnologica, possono svolgere un ruolo determinante nell’innalzare il livello di conoscenza sulla straordinaria complessità culturale che caratterizza il sesso. Ma si tratta, soprattutto quando in ballo ci sono contenuti di natura medico-scientifica, di mettere in Rete quelli affidabili offrendo gli strumenti per identificare il più possibile quelli inaffidabili. Una modalità operativa considerata ottimale è quella di muovere dall’identificazione dell’affidabilità delle fonti. Questo link (vedi) offre una panoramica essenziale e completa delle conoscenze di base sulle malattie sessualmente trasmissibili e non a caso è consultabile nello spazio Internet gestito dall’Istituto Superiore di Sanità.

Proprio su questi temi FNOMCeO e ISS stanno lavorando per produrre uno spot e un’intera campagna di informazione che diffonda notizie accreditate dal punto di vista scientifico ma allo stesso tempo accessibili a tutti.

 

 

 

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