Giornata mondiale contro l’AIDS: farmaci antiretrovirali troppo cari

Di Luca Mario Nejrotti

Il 1 dicembre passato è stata la Giornata Mondiale contro l’AIDS ed è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione: dopo 29 anni i progressi sono entusiasmanti, ma le terapie risultano ancora troppo care.

Quasi la metà.

Ad oggi, quasi la metà delle persone affette da immunodeficienza (HIV, vedi), non ha ancora avuto accesso ai farmaci antiretrovirali (vedi): si tratta di circa 20,9 milioni di terapizzati su circa 36,7 milioni di malati in tutto il mondo.

I farmaci antiretrovirali intervengono inibendo la replicazione e la diffusione del virus, fino a rendere la viremia (quantità del virus nel sangue) nulla. L’assunzione, però, deve essere regolare e costante.

Secondo un rapporto dell’UNAIDS (vedi), però 15,8 milioni di malati non avrebbero accesso alle cure.

90-90-90.

Da quando la malattia è stata identificata, nel 1981, ha causato 36 milioni di morti.

Oggi, dati i risultati incoraggianti, ci si propone per il 2020 un obiettivo ambizioso, sintetizzato nella tripletta 90-90-90.

Si intende arrivare, infatti, a far sì che il 90% di tutte le persone affette da HIV sia consapevole del proprio stato infettivo. Questo risultato è doppiamente importante per garantire da un lato cure tempestive, dall’altro per ridurre il contagio.

Inoltre, il 90% delle persone malate, dovrà avere accesso alle terapie antiretrovirali (come si è detto ad oggi siamo al 57%).

Infine, nel 90% dei casi trattati si dovrà arrivare alla soppressione virale (viremia nulla).

Soppressione virale.

L’assenza di virus nel sangue significa il blocco della sua riproduzione, il che rallenta la riduzione delle difese immunitarie e ne favorisce il rinforzo con conseguente eliminazione del rischio di infezioni opportunistiche. Non si tratta, purtroppo, di una condizione stabile: anche quando la viremia sia negativa, il virus è presente nelle cellule. Si possono sviluppare resistenze ed è quindi fondamentale aderire alla terapia con costanza e continuità, fatti salvi eventuali effetti collaterali da monitorare costantemente con supporto medico.

Costi proibitivi per i farmaci di ultima generazione.

L’obiettivo dei 3 “90” è stato raggiunto in sette Paesi: Botswana, Cambogia, Danimarca, Islanda, Singapore, Svezia, Regno Unito. Abbastanza vicini, sono anche Australia, Belgio, Francia, Germania, Italia, Kuwait, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.

Inoltre, l’obiettivo è già stato conseguito da quattro città: Amsterdam, Melbourne, New York City e Parigi. In Asia e Est Europa sono aumentati i casi e i decessi, ma si stanno diffondendo anche i trattamenti farmacologici, grazie alla riduzione del costo dei farmaci di prima e seconda linea. I farmaci di ultima generazione, invece, arrivano a costare 18 volte tanto.

Dal brevetto al generico.

I farmaci sono protetti per vent’anni dalla legge sulla proprietà intellettuale, dopo di che possono essere “copiati” e venduti come generici. Chiaramente ciò crea problemi, soprattutto nei paesi meno sviluppati, che comunque sono stati protetti grazie all’esenzione dalla protezione dei brevetti farmaceutici fino al 2033.

Il costo di un trattamento annuale è così sceso a 106 dollari per la prima linea e a 286 per la seconda. Una riduzione  così significativa è stata dovuta al fatto che in alcuni grandi paesi produttori di farmaci generici, in primis India, Brasile e Thailandia, i farmaci antiretrovirali non sono assoggettati ad alcun brevetto. In queste nazioni si è cominciato a produrre versioni generiche di Arv per esportarle verso i paesi in via di sviluppo, esentati dal regime dei brevetti.

Il problema è che a lungo andare questi trattamenti hanno sempre più probabilità di creare resistenza, e che i farmaci di terza linea sono ancora troppo cari: il trattamento più economico ha un costo annuo di 1.859 dollari a persona.

Mentre si aspetta che il mercato si autoregoli, i malati continuano a morire.

Fonti.

https://www.osservatoriodiritti.it/2017/12/01/giornata-mondiale-aids-farmaci-antiretrovirali-hiv/

http://www.unaids.org/en