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L’Italia del riciclo: dati incoraggianti

Di Luca Mario Nejrotti

È uscito da poco il rapporto delle aziende impiegate nel riciclo dei rifiuti in Italia: “L’Italia del Riciclo 2017” mostra risultati molto incoraggianti per un settore industriale in costante crescita.

Vent’anni di riciclo.

Il D.Lgs. del 5 febbraio 1997, n. 22 sui rifiuti, conosciuto anche come “Decreto Ronchi”, ha compiuto 20 anni nel 2017. Il decreto ha cambiato i modelli di gestione dei rifiuti, assegnando una netta priorità al riciclo rispetto allo smaltimento in discarica e all’incenerimento e ha favorito il decollo dell’industria verde del riciclo dei rifiuti.

Percentuali positive.

I dati sono del 2016 e raccontano un’evoluzione costante e una rivoluzione capillare della gestione delle risorse: nell’ultimo anno riportato (2014) la media europea dei rifiuti recuperati era il 51% contro il 49% dei rifiuti smaltiti. In Italia e Germania, però, si arriva a punte del 79%.

Il Rapporto, promosso e realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE Unire (vedi), mostra una realtà che esula dalla semplice igiene ambientale per divenire un vero e proprio settore industriale, con numerose imprese impegnate e fatturati di tutto rispetto.

La ricerca mostra che nel 2015, rispetto al 1999, la quantità di rifiuti complessivamente gestiti in Italia, esclusi quelli da bonifica e gli inerti da costruzioni e demolizioni, è cresciuta del 50%: di tale quantitativo, il 55% viene avviato a recupero, il 16% a smaltimento e il 29% a pretrattamenti, a fronte di percentuali che nel 1999 erano, rispettivamente, del 38%, 46% e 17%.

Crescita generale.

Tutti i settori merceologici crescono, con punte significative nella filiera dell’alluminio e dell’acciaio. Il riciclo della carta raggiunge l’80% mentre l’eccellenza arriva con gli oli minerali usati su cui si ha il 99% di rigenerazione sul complessivo trattato.

Andrea Fluttero, Presidente di FISE Unire, dichiara: “La crescita continua dell’industria italiana del riciclo unita alla prossima approvazione del Pacchetto europeo sull’Economia Circolare offre l’opportunità al nostro Paese e al sistema delle imprese del recupero e del riciclo di passare da sistema ausiliario alla gestione dei rifiuti ad anello strutturale del modello di economia circolare, con effetti positivi per l’ambiente, l’economia e l’occupazione.”

Inoltre, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha aggiunto: “L’ industria italiana del riciclo ha raggiunto un buon livello e vede nel futuro prospettive di crescita consistenti. Ma per affrontare le sfide poste dalla circular economy deve fare un salto di qualità per migliorare le sue capacità di attivare e di usufruire di politiche di sistema con progetti di diffusione di migliori tecniche di filiera, per mobilitare le risorse finanziarie necessarie alla nuova fase di sviluppo e per trovare maggiori sbocchi di mercato per i prodotti del riciclo. Solo così sarà possibile raggiungere gli obiettivi previsti dal Pacchetto europeo sull’Economia Circolare.”

Fonti.

http://www.associazione-unire.org/index.php/unire/entry_p/Pubblicazioni/pubblicazioni/18081/

http://www.vita.it/it/article/2017/12/14/la-gestione-dei-rifiuti-vale-oltre-23-miliardi-di-euro/145456/