LEA e fecondazione assistita: situazione di stallo

Di Luca Mario Nejrotti

Dopo l’approvazione dei LEA (vedi) la scorsa primavera ci si aspettava una crescita della fecondazione assistita, ma la situazione resta in stallo sul piano operativo.

Applicazione dei LEA.

L’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ossia delle prestazioni e servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket) aveva come intenzione (vedi) quella di rendere omogenea la fecondazione assistita sul territorio nazionale, ma il mancato accordo sulla tariffa di rimborso mette a dura prova la sopravvivenza dei centri pubblici.

1000 euro sono pochi.

La cifra proposta di rimborso è pari a 1000 euro per PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), mentre inizialmente la Società italiana di fertilità, sterilità e medicina della riproduzione (Sifes-Mr) aveva suggerito almeno 3000 euro (vedi) per le fecondazioni omologhe e 5000 euro per le eterologhe.

I 1000 euro di cui si vocifera non sarebbero sufficienti a garantire da un lato la qualità del servizio (rendendo così necessari ulteriori interventi, secondo la Sifes-Mr, sempre a carico del contribuente), dall’altro il pareggio di bilancio delle strutture eroganti.

Dopo una concertazione allargata a più Regioni si è arrivati a un’ulteriore proposta di € 2300 per un ciclo standard di PMA. Una cifra che sarebbe sufficiente al pareggio di bilancio.

Si tratta di un aspetto fondamentale dato che, nel nostro sistema, ai direttori generali che non raggiungono il pareggio di bilancio non viene rinnovato l’incarico. Di conseguenza molti centri potrebbero chiudere, secondo Francesco Tomei, responsabile del reparto S.S. di Fisiopatologia della Riproduzione umana e banca del seme e degli ovociti dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, mentre quelli che resisteranno saranno intasati dalle richieste; le liste di attesa si allungheranno arrivando anche a 4-5 anni (oggi sono circa di un anno), il calo demografico si aggraverà, si faranno sempre più fecondazioni eterologhe, soprattutto nel privato, perché le donne invecchieranno in attesa di poter provare ad avere un figlio.

Età più avanzata, maggior numero di cicli.

Forse proprio in ragione di questi problemi e probabili ritardi, nei LEA è stato alzato il limite di età della donna per l’accesso alla Pma, da 43 a 46 anni, con un tetto di 6 cicli invece di 3, e altrettanti per l’eterologa oltre un numero non definito di cicli da ovociti/embrioni congelati.

Fonti.

http://www.milleunadonna.it/salute/articoli/fecondazione-pma-nei-lea-proposto-rimborso-minimo-3000-euro-00001/

http://www.responsabilecivile.it/fecondazione-assistita-grazie-ai-lea-situazione-al-palo-perche/