Una mela al giorno toglie il medico di torno

Di Mario Nejrotti

 

Saggezza popolare e diffusa avversione per i medici ciarlatani dell’era prescientifica hanno radicato nel mondo occidentale credenze e pratiche naturali e di buon senso, certo meno pericolose e forse di pari efficacia, degli antichi rimedi di cerusici da strada o di corte, che ostentavano grande prosopopea, per nascondere abissi di ignoranza e malafede.

Molte di queste credenze sono ancora presenti nell’ era della cultura scientifica e ipertecnologica del nostro contemporaneo. Riferite come battute o seguite un po’ di nascosto, prima di rivolgersi prudentemente alla medicina scientifica, negli ultimi anni hanno incominciato a destare la curiosità dei ricercatori per eventualmente scoprire le ragioni scientifiche, che hanno fatto sopravvivere nel popolo certe pratiche, mai dimostrate.

Un capitolo interessante, e non potrebbe essere altrimenti data la sua basilare importanza per la sopravvivenza del genere umano, è quello delle indagini sul cibo che consumiamo, sulle sue proprietà nutritive, rischi e capacità protettive e terapeutiche.

Ultima in ordine di tempo è quella pubblicata all’inizio delle ultime festività, da Science Daily Science Daily   , su un lavoro della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora ,uscito su di Dicembre 2017 European Respiratory Journal , che si è occupato, in un periodo di osservazione di ben dieci anni, dell’effetto positivo esercitato sull’uomo da diete ricche di verdura e frutta e in particolare di mele.

L’affermazione dell’antico adagio, tanto caro ai produttori del Trentino, che “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, parrebbe ora avere la sua giustificazione scientifica.

La valutazione, naturalmente più affidabile del proverbio, ha dimostrato che i soggetti adulti, in particolare ex fumatori, che assumevano più di due pomodori o più di tre porzioni di frutta al giorno avevano un declino del tessuto e della funzionalità polmonare significativamente più lento di chi mangiava meno di una porzione di entrambi.

Un altro dato importante osservato è stato che il rallentamento del declino era presente solo nei consumatori di frutta fresca, mentre l’assunzione di prodotti elaborati, artigianalmente o industrialmente, come la salsa di pomodoro, non otteneva gli stessi risultati.

Il lavoro dei ricercatori di Baltimora, parte dello studio Aging Lungs in European Cohorts (ALEC), finanziato dalla Commissione europea e guidato dall’Imperial College di Londra, ha anche osservato che le diete con più alto consumo di pomodori, rallentavano il declino polmonare  nella totalità dei soggetti adulti e perfino in soggetti che non avevano mai smesso di fumare.

Dell’efficacia della dieta, contenente buone quantità di frutta, soprattutto mele, e di pomodori sia sulla popolazione generale, sia su quella dei fumatori e in particolare degli ex fumatori, si dice convinta Vanessa Garcia-Larsen, assistant professor in the Bloomberg School’s Department of International Health e coordinatrice della ricerca. La ricercatrice ribadisce quindi l’efficacia degli antiossidanti naturali, presenti nei vegetali. Concetto importante, se pure non nuovo, ribadito molte volte negli studi sulla dieta mediterranea e riportati su queste pagine .

La scarsa funzionalità polmonare e il suo declino naturale sono collegati ad un incremento delle morti per tutte le cause, ma principalmente per BPCO, malattia cardiaca e cancro del polmone.

Lo studio ha esaminato un gruppo ragguardevole di 680 adulti, provenienti da tre nazioni europee (Germania, Norvegia e Regno Unito). Sono state esaminate, tramite questionari, le loro abitudini alimentari e la composizione abituale dell’apporto calorico e misurata la funzionalità respiratoria con spirometria al basale e dieci anni dopo.

I risultati dello studio sono stati corretti, analizzando vari fattori quali età, altezza, sesso, indice di massa corporea, stato socio-economico, attività fisica e apporto energetico totale.

Il dato di una valutazione annuale del declino della capacità respiratoria negli ex fumatori è il più rilevante. Infatti, coloro che hanno introdotto la maggior  quantità di antiossidanti con una dieta ricca di vegetali hanno avuto un declino minore di 80 ml su tutto il decennio di osservazione.

Questo risultato, dicono i ricercatori,  suggerisce che sia utile potenziare i consigli dietetici a tutta la popolazione adulta per la diffusione di una dieta ad alto contenuto di vegetali freschi, soprattutto pomodori e frutta, e le mele sono la più diffusa e facilmente reperibile e conservabile in modo semplice.  Questo potrebbe essere uno strumento efficace, concludono, per contrastare il dilagare della BPCO nei soggetti adulti.

Probabilmente si potrebbe suggerire,  per ottenere lo stesso scopo, di valutare e raffrontare quali risultati  si avrebbero in dieci anni sul decadimento dei polmoni della stessa popolazione, abbattendo tutte le fonti di inquinamento metropolitano da combustione.

Con buona pace dell’industria internazionale del fossile, sembra pericoloso affidare la salute e la giovinezza dei nostri polmoni solo ad una mela.