La maggioranza dei genitori non ha dubbi sull’utilità dei vaccini

Mario Nejrotti

La diversità di opinioni e di convinzioni costituisce la ricchezza di un popolo.

La critica al pensiero dominante è sempre stata il sale del cambiamento, quando il tentativo da parte di un gruppo di mantenere posizioni di privilegio rischiava di essere un danno per la maggioranza della popolazione.

Nel campo scientifico, però, le regole del gioco sono diverse e, come da più parti è stato detto, la scienza non è democratica.

La meta della scienza è la conoscenza utile per tutti.

Coloro che si occupano di scienza e non di fede, sanno che la verità scientifica non è statica e immutabile, ma è un processo in continuo divenire.

Uno degli argomenti scientifici oggetto di recente polemica è la valutazione dell’utilità e innocuità delle vaccinazioni in generale e in particolare in età pediatrica.

Il disinteresse politico e la poca capacità comunicativa del mondo scientifico, hanno contribuito prima ad una caduta di attenzione sul problema, poi al dilagare, con la complicità della rete, di teorie ingiustificate, sostenute da una filosofia pseudo libertaria, dove il diritto di scelta del singolo è sacro e inviolabile, anche a danno del bene comune.

Complici di questa confusione sono isolati soggetti che, occupandosi di sanità senza vere competenze scientifiche, hanno avvalorato teorie contrarie alle vaccinazioni, dichiarandole senza appello pericolose per la salute dei bambini. Una mentalità complottista diffusa nel web, ha poi insinuato sospetti di ogni tipo sugli interessi delle multinazionali, pur consce del danno potenziale, nella diffusione dei vaccini ad ogni costo.

Per altro, il coinvolgimento delle multinazionali del farmaco in diversi scandali e alcuni episodi poco chiari all’epoca della mai verificatasi epidemia di influenza aviaria, hanno gettato ombre destabilizzanti sulla trasparenza della scienza e degli organi regolatori per vaccini e antivirali. (vedi)

Da qui una ignorante generalizzazione ha iniziato a scalfire, per fortuna in una parte minoritaria della popolazione, certezze su scelte ormai consolidate, con tutte le conseguenze e le polemiche degli ultimi due anni. Nel frattempo nel nostro Paese il Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà delle vaccinazioni in età pediatrica, diventava legge,( vedi l’iter del decreto sul nostro portale)

Ma che dimensioni ha veramente tra i genitori il partito dei contrari alle vaccinazioni in età pediatrica?

Da una ricerca ISS ricordata sempre da queste pagine (vedi) e che riporta dati del 2016, cioè raccolti prima che entrasse in vigore la legge, si rileva che solo lo 0,7% dei genitori è contrario alle vaccinazioni in età pediatrica, mentre i favorevoli sono l’83%, gli altri sono in cerca di conferme.

Forse chi oggi in campagna elettorale crede di essersi fatto interprete di radicati concetti di credo popolare e di pregiudizi pericolosi, immaginando una valanga di voti da un popolo antiscientifico molto numeroso, ha commesso un errore di valutazione: uno spostamento elettorale dello 0,7% non permetterebbe in ogni modo l’agognato approdo a Palazzo Chigi. Ma se si diffondessero, in questa lotta all’ultimo sangue per la vittoria, affermazioni incoscienti sulla diffusione della pratica della vaccinazione o addirittura contrarie ad essa, si creerebbe un concreto rischio per la salute dei bambini.

La gestione della salute pubblica, le strategie e le campagne di educazione della popolazione per la loro delicatezza debbono restare nell’ambito sanitario: la dialettica della contesa elettorale dovrebbe astenersi dall’occuparsene.

Ma anche medici, infermieri, ostetriche e chiunque abbia voce in capitolo nella salute del singolo e di popolazione deve essere conscio della forte responsabilità nei confronti dei cittadini che a loro si rivolgono e che in loro ripongono fiducia.

Chiunque fra gli addetti faccia dichiarazioni o propagandi teorie contrarie alle prove scientifiche e proponga soluzioni alternative alle vaccinazioni di massa deve essere contrastato.

Per questo la FNOM è intervenuta nella discussione ad ammonire i propri iscritti perché mantengano sempre un atteggiamento scientifico e offrano ai pazienti esclusivamente rimedi di “comprovata efficacia”, in sintonia con l’articolo 15  del Codice Deontologico (vedi)  

La FNOM ha ancora invitato gli Ordini a indagare sui trasgressori e, eventualmente, a comminare loro i provvedimenti disciplinari previsti.

Non deve fare scandalo che gli organi di rappresentanza dei sanitari difendano la salute dei cittadini, anche dagli errori dei propri iscritti. In altre nazioni e in altri continenti, senza clamore, si sono attuate strategie diverse, per ricondurre chi occupa posti di responsabilità nel sistema sanitario ad una linea rigorosamente scientifica.

In Australia, per citare una realtà sicuramente lontana da noi, il problema è stato preso in considerazione con provvedimenti repressivi nei confronti di chi trasgredisce alle regole scientifiche.

Infatti, una nota del The Nursing and Midwifery Board of Australia detta le linee di comportamento dei suoi iscritti nei confronti delle vaccinazioni. (vedi)

 Il Board dichiara di aspettarsi dal personale infermieristico e ostetrico un’osservanza completa alle linee guida e di non permettere alcun atteggiamento no-vax da parte degli iscritti, in osservanza delle leggi nazionali.

La presa di posizione è accompagnata da opuscoli e campagne di informazione per operatori e cittadini, che permettano di prendere le giuste decisioni.

Ogni Paese si scontra con la permanenza e la diffusione di pratiche prescientifiche nel campo sanitario. Da sempre nel profondo l’uomo spera che esistano la pozione e la parola magica che lo liberino per sempre dalla malattia e dalla morte. Ma la realtà e un’altra. Solo il metodo scientifico può far progredire verso un’esistenza meno minacciata dalla malattia  allungando l’aspettativa di vita degli uomini in un cammino lungo e faticoso.

Comunque in campo vaccinale un contributo concreto alla discussione viene dal rapporto dell’anno scorso dell’OMS e Unicef su dati del 2016, (vedi), e riportati in un esauriente articolo da Quotidiano Sanità (vedi). Essi riguardano le principali vaccinazioni in tutto il mondo e riferiscono che: “L’immunizzazione attualmente impedisce tra 2-3 milioni di morti ogni anno, da difterite, tetano, pertosse e morbillo: uno degli interventi sanitari pubblici più efficaci e più economici”, che si potessero attuare, con buona pace di stregoni e arruffa popoli.