I computer possono indovinare la musica che ascoltiamo

Di Luca Mario Nejrotti

Le ricerche di mappatura neurologica stanno facendo passi da gigante e sembra di essere sulla strada giusta per ottenere macchine che leggano i nostri pensieri, o che ne abbiano un’idea quantomeno approssimativa.

Dimmi che cervello hai e ti dirò che ascolti.

Uno studio internazionale, diretto dal D’Or Institute for Research and Education (IDOR) di Rio de Janeiro (vedi), che coinvolge ricercatori anche dalla Germania e dall’India, ha impiegato la risonanza magnetica per mappare il cervello di sei volontari mentre ascoltavano una canzone. Le analisi servono da un lato a rendere sempre più affinata e precisa la tecnica di imaging, dall’altro a fornirci informazioni sempre più dettagliate sul funzionamento del nostro cervello.

L’affinamento delle interfacce cervello-macchina, infine, va nella direzione, per esempio, di tentare di stabilire una comunicazione con quei pazienti che bloccati “dentro” il proprio corpo dalla sindrome “locked-in” o disconnessione cerebromedullospinale (vedi), comunicano con il mondo esterno solo con grandissima difficoltà.

Il test.

I 6 partecipanti hanno ascoltato 40 brani di musica di diversi generi, mentre venivano monitorati. L’impronta neurale impressa nel cervello da ciascuna melodia è stata registrata dalla risonanza magnetica. I dati sono poi stati inseriti in un computer in grado di identificare i modelli neurali associandoli a caratteristiche di tonalità, dinamica, ritmo e timbro.

Il computer che legge la mente.

Una volta decodificate le diverse tracce presenti nel cervello, la macchina dovrebbe essere in grado di rilevarle in altri casi e di interpretarle. Un modo, per così dire, di imparare il linguaggio visivo del nostro stesso cervello.

La decodifica, almeno per la musica, avrebbe funzionato, tanto che il computer è riuscito a identificare i brani ascoltati dai volontari in base alla loro attività cerebrale con una accuratezza fino all’85% di fronte a due opzioni.

Un passo successivo è stato quello di  ripetere ulteriormente l’esperimento fornendo non due, ma 10 scelte diverse, di cui una sola esatta, al computer. E in questo contesto, la macchina ha identificato correttamente la canzone nel 74% delle decisioni. Si tratta di prestazioni molto superiori ad ogni test precedente.

Le ricerche in questo campo (vedi) non solo potranno migliorare la comunicazione tra uomo e macchina al di là delle differenze linguistiche, ma ci permetteranno anche di comprendere meglio come funzionino il godimento della musica e le nostre preferenze nel campo.

Fonti.

http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2018/02/02/macchina-legge-mente-indovina-che-musica-ascolti_jdamyhrb7eEWzw0mjEHNJI.html?refresh_ce

https://www.nature.com/articles/s41598-018-20732-3

https://www.eurekalert.org/pub_releases/2018-02/difr-isl020118.php

https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_locked-in