Farmaci e allattamento al seno, il vademecum del Ministero della Salute

Assumere farmaci durante l’allattamento può costituire un rischio per la salute del bambino, per i possibili effetti conseguenti al passaggio del farmaco nel latte materno (vedi). A causa delle scarse evidenze sui rischi correlati all’uso di farmaci in allattamento, per la donna che allatta non è sempre facile capire se il beneficio della terapia seguita sia superiore al rischio di eventi avversi per il proprio bambino. Prima di decidere, è necessario informarsi adeguatamente, evitando di ricorrere all’automedicazione o a terapie alternative, come omeopatici, integratori e fitoterapici.

Secondo una revisione sistematica pubblicata nel 2015 su International Breastfeeding Journal (vedi) a fare uso di farmaci sarebbero tra il 65% e il 95% delle donne in allattamento. In Italia, nel 2016, al Servizio di Informazione sui Farmaci in Gravidanza e Allattamento del Centro Antiveleni di Bergamo – che in collaborazione con il laboratorio per la salute materno-infantile dell’Istituto M. Negri di Milano si propone di dare informazioni indipendenti sull’uso di farmaci in gravidanza e allattamento, basate sulla letteratura scientifica più accreditata – sono arrivate 28.922 richieste di consulenza sull’uso dei farmaci in allattamento, per un totale di 41.903 farmaci (vedi). Le richieste di informazioni riguardavano nel 98% l’uso di farmaci, mentre nel 2% gli effetti determinati dalle radiografie o dall’uso di cosmetici. Sulla base dei dati di letteratura disponibili, i farmaci sono risultati compatibili con l’allattamento nel 91% dei casi.

Proprio per andare incontro a tale richiesta informativa, il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno pubblicare un documento (vedi) che, basandosi sulle evidenze scientifiche, offre delle linee guida per la gestione corretta delle informazioni sui farmaci durante l’allattamento sottolineando, tuttavia, come nella pratica clinica la scelta terapeutica spetti sempre al medico. Nello specifico, il documento raccoglie i dati più recenti della letteratura sulla quantità escreta nel latte di alcuni principi attivi, oltre a riportare gli eventi avversi osservati nei bambini allattati da madri che avevano assunto farmaci. Le informazioni sull’escrezione dei farmaci nel latte materno sono state tratte dalla banca dati Lactmed e sono frutto di una ricerca bibliografica nelle banche dati Medline e Embase.

Il documento sottolinea l’importanza della figura dell’operatore sanitario nel garantire alla madre in allattamento tutti gli strumenti più appropriati per compiere una decisione informata e consapevole. Nella scelta del farmaco da assumere è importante tenere presente che eventuali controindicazioni all’allattamento comportano la perdita di benefici sia per la mamma, sia per il bambino. Come, infatti, evidenziato nelle Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno del Ministero della Salute (vedi), l’allattamento al seno rappresenta la migliore modalità di alimentazione per i neonati e i bambini piccoli, oltre a costituire un beneficio per la salute della donna.

V. Monastero