Una scuola di ‘Community Manager’ per i comuni colpiti dal terremoto

Di Sara Boggio

 

Maltignano e Folignano sono due comuni delle Marche che il terremoto del 2016 ha colpito duramente, rendendo inagibile gran parte degli edifici. Le conseguenze dell’evento si avvertono ancora oggi (150 famiglie sono ancora senza casa) ed è proprio la lentezza della ripresa a suggerire di far luce sulle iniziative di welfare che, nonostante tutto, guardano avanti. Quella di cui riportiamo notizia (raccontata nel dettaglio qui e qui) si chiama “Scuola di Community Manager – laboratori di comunità”, è promossa dall’associazione onlus Laboratorio della Speranza e realizzata con il contributo (di 100.000 euro) della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

Nelle sue linee essenziali, si tratta di uno stimolo alla partecipazione civica, fondata sul senso di appartenenza al territorio delle associazioni locali (circa una ventina che, dopo il sisma, ha perso le sedi fisiche in cui riunirsi e ridotto drasticamente personale e interventi). Detto con le parole della presentazione ufficiale, il progetto investirà “in iniziative innovative e di sperimentazione di nuovi modelli di rete”, con l’obiettivo principale di rimettere in piedi le attività associative: un’attività di ascolto dei cittadini, di messa a fuoco delle relative necessità e di coordinamento degli interventi di volta in volta ritenuti opportuni. Nel concreto, l’intenzione prenderà forma con l’avvio di un percorso formativo destinato ai referenti delle associazioni: una scuola, appunto, per formare dei “community manager”.

Che cosa imparerà a fare, nello specifico, il “manager di comunità”? In base al programma messo a punto dai vari enti partecipanti – in seguito a un confronto con le amministrazioni comunali – questa figura imparerà innanzitutto ad ascoltare le esigenze dei cittadini e a promuovere le istanze avvertite come prioritarie; quindi a gestire luoghi di incontro in cui organizzare molteplici attività rivolte a una varietà di destinatari (laboratori artistici, di manualità, aiuto compiti, sport, orti sociali da proporre a “giovani, bambini e anziani in un’ottica intergenerazionale” e creando occasioni di interazione tra entrambi i comuni); il “manager di comunità” dovrà infine coordinare il confronto e la promozione delle attività anche in uno spazio virtuale, attraverso blog e social media. L’idea – tanto semplice in teoria quanto impegnativa in pratica – è di rivitalizzare il territorio, coinvolgendo tutte le fasce di età e sfruttando, innanzitutto, le strutture dismesse a causa del terremoto. Come spiega la responsabile del progetto Margherita Anselmi, la scuola “Crea figure capaci di generare reti e collaboratori e di ascoltare le esigenze della comunità e trasformarle in attività di laboratori. Struttura una rete di servizi educativi rivolti alla famiglia, a bambini, adolescenti e anziani per integrare i classici percorsi educativi didattici e familiari” (vedi).

Il percorso formativo prevede un totale di 18 giornate di lezioni, articolate in 9 fine settimana. La fase applicativa, con l’avvio dei gruppi di ascolto, di laboratori e workshop, sarà supervisionata da un’equipe di coordinamento generale e da due equipe locali, “che seguiranno le attività di ascolto della comunità, coinvolgeranno le associazioni e promuoveranno la rete”. La durata complessiva del progetto è di 30 mesi e, sulla base dei risultati che si avranno a Maltignano e Folignano, l’esperienza potrebbe essere esportata anche in altre zone della provincia.