Il discorso di Tessa Jowell alla Camera dei Lord: “Combattere il cancro è una sfida collettiva: serve un piano globale per sconfiggerlo”

Tessa Jowell è una baronessa, membro della House of Lords e ministro negli ultimi due governi laburisti inglesi, quello di Tony Blair e quello di Gordon Brown. Il 26 maggio 2017, in seguito a un attacco violento di convulsioni accusato due giorni prima, le viene diagnosticato un tumore cerebrale molto aggressivo, il glioblastoma multiforme, che lascia poche possibilità di sopravvivenza. Una settimana dopo, l’intervento al National Hospital in Queens Square per rimuoverlo e poi l’inizio della terapia. In un toccante discorso (vedi) di fronte alla Camera dei Lord, il 25 gennaio scorso, Jowell ha sostenuto fortemente come il cancro debba essere una sfida non solo individuale, ma collettiva: i medici e i sistemi sanitari di tutto il mondo devono lavorare insieme imparando gli uni dagli altri. Come sottolineato dall’ex ministro, la cura del cancro è una sfida complessa e lo è ancor di più se si pensa che il National Health System, il sistema sanitario nazionale britannico, stanzia solo il 2% dei fondi della ricerca per i tumori cerebrali. Nessun Paese al mondo può combattere da solo il cancro: è necessaria la collaborazione fra i sistemi sanitari per dare uno slancio alla ricerca, migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dei malati, tenendo sempre presente che è il punto di vista del malato a dover guidare le politiche di ricerca e di sperimentazione (vedi)

Per raggiungere tale scopo, secondo Jowell, potrebbe giocare un ruolo fondamentale l’Eliminate Cancer Initiative (vedi), un programma lanciato dalla Minderoo Foundation (vedi) dei coniugi australiani Andrew e Nicola Forrest proprio nello stesso mese in cui a Tessa è stato diagnosticato il tumore, che prevede lo stanziamento di 75 milioni di dollari australiani al servizio di un piano globale di lotta ai tumori. L’idea è quella di creare una piattaforma cloud proprietaria in cui i medici possano condividere dati e approfondimenti e incentivare i trial adattivi (vedi) che permettono di testare più farmaci contemporaneamente, accelerando e migliorando il processo di sperimentazione, con la prospettiva di cospicui risparmi. L’iniziativa ha già preso avvio in Australia e presto dovrebbe partire anche in Gran Bretagna, Stati Uniti e Cina.

“Cosa desiderano tutti i malati di cancro? Sapere che per curarli si è ricorso ai migliori progressi scientifici, a prescindere da quale sia il luogo nel mondo in cui siano stati sviluppati e da quali siano gli autori”, afferma durante il suo discorso. Ponendo inoltre l’accento sulla necessità di sostenere i pazienti oncologici: “Cos’altro desiderano? Hanno bisogno di sapere che c’è una comunità che li sostiene e se ne prende cura, con gentilezza e senso pratico”.

Tessa Jowell prosegue auspicando che questo nuovo approccio non venga messo da parte perché tacciato di essere troppo complesso. E conclude: “Ciò che dà senso alla vita non è solo il modo in cui è stata vissuta, ma come ci si avvicina alla fine. Spero che questo discorso dia speranza ad altri pazienti malati di tumore come me, cosicché sia possibile convivere con il cancro e non morire a causa di esso. Tutti noi, più a lungo”

A cura di Viviana Monasteto-
Associazione OI-Kos comunicazione