Una ragione di più per lavarsi le mani

Di Luca Mario Nejrotti

Abbiamo già accennato all’importanza dell’igiene delle mani (vedi) ma studi recenti mostrano come il corretto lavaggio possa ridurre dell’80% la diffusione delle gastroenteriti virali da norovirus.

Norovirus.

Recentemente si è stabilito che circa un quinto della gastroenteriti virali è dovuto a un’infezione da norovirus (vedi e vedi). Questi sono responsabili di circa 685 milioni di casi nel mondo, di cui circa 200 colpiscono bambini al di sotto dei 5 anni.

I sintomi della gastroenterite sono nausea, diarrea e vomito, nei casi più gravi, e normalmente si risolvono in tre giorni. Però, nei paesi a basso reddito, in circa 50.000 casi di malati al di sotto dei 5 anni, l’esito è mortale.

Il norovirus è estremamente contagioso e si diffonde rapidamente in comunità chiuse come ospedali, case di cura, scuole, mense e navi da crociera. In media sono sufficienti circa 18 particelle virali, o virioni per infettare una persona.

La statistica.

Sherry Towers, ricercatrice di matematica, ha provato a creare dei modelli che potessero simulare il miglior modo di arginare un’infezione da norovirus dopo esserne stata colpita lei stessa. Utilizzando i dati provenienti dallo studio di un’epidemia di norovirus scoppiata in crociera nei primi anni Duemila ha confrontato l’impatto di diverse contromisure: la quarantena degli infetti, la pulizia con candeggina di tutte le superfici esposte e il lavaggio delle mani (vedi).

La quarantena.

Il primo sistema, come molti film apocalittici sembrano dimostrare, non può funzionare. In primo luogo per la sostanziale leggerezza del morbo, verso cui una simile reazione sembrerebbe sproporzionata, soprattutto durante una crociera di ospiti paganti. Inoltre spesso si è “portatori sani” di questo virus, manifestando sintomi molto leggeri, o addirittura in assenza di sintomi. In tal caso sarebbe impossibile circoscrivere la popolazione malata.

La candeggina.

L’altra opzione esplorata dai matematici è la pulizia di tutte le superfici con candeggina. Tale pratica avrebbe un impatto meno aleatorio, ma comunque limitato al 10%. Questo per una serie di ragioni diverse: è impossibile pulire con certezza ogni parte di ogni singola superficie, non tutte le superfici sono adatte a essere trattate con candeggina e, soprattutto, è il contagio da persona a persona che miete il maggior numero di “vittime”.

Lavarsi le mani.

Proprio per quest’ultima ragione è l’igiene delle mani a costituire la principale difesa contro questo tipo di infezioni.

Il problema è che ancora oggi la maggioranza delle persone non si lava abbastanza le mani, nemmeno dopo aver usufruito dei servizi igienici.

Un corretto lavaggio delle mani implica un impegno di circa 20 secondi e l’uso del sapone, più efficace dei gel igienizzanti nel distruggere le protezioni proteiche dei virus.

Una maggiore cultura e sensibilizzazione in proposito ridurrebbe molto il diffondersi di queste e di altre, più gravi, malattie.

Fonti.

http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=16603

https://www.cdc.gov/norovirus/worldwide.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Virus_di_Norwalk

http://rsos.royalsocietypublishing.org/content/5/3/170602