Obesità infantile: il piano inglese

Di Luca Mario Nejrotti

Oggi nel Regno Unito circa un terzo dei bambini tra i 2 e i 15 anni sono sovrappeso o addirittura affetti da obesità (vedi).

Costi e svantaggi.

La situazione è talmente preoccupante da avere smosso anche il Governo inglese. Un adulto affetto da obesità ha sette volte la probabilità di una persona sana di ammalarsi di diabete oltre a molteplici altri problemi di salute.

Al di là del benessere dei cittadini, bisogna anche tenere conto del costo economico e sociale dell’obesità diffusa: nel Regno Unito si spende più per il trattamento dei problemi di peso e del diabete che per la polizia, i vigili del fuoco e il sistema giudiziario messi insieme (5,1 miliardi di sterline tra il 2014 e il 2015).

Le contromisure.

Si è quindi deciso di correre ai ripari, proponendo ai produttori e venditori di cibo di tagliare del 20% le calorie entro il 2024.

Chi non ci riuscirà sarà additato al biasimo dei consumatori.

L’iniziativa prende le mosse dal piano per contrastare l’obesità infantile del 2016 e si integra con la volontà di ridurre il contenuto di zuccheri, in generale nelle bevande zuccherate e in particolare in tutto ciò che è destinato al consumo dei bambini.

Sono state individuate 13 categorie di cibo su cui intervenire tra cui le salse, le patatine, i piatti pronti.

Secondo gli esperti del PHE (vedi) è soprattutto il consumo di snack a dovere essere limitato. Oggi i bambini consumano troppe merendine oltre alle bevande zuccherate (eccedendo fino a 500 calorie il limite giornaliero raccomandato, praticamente un pasto): sarebbe necessario sensibilizzare i genitori per porre un limite a due snack da 100 calorie al giorno.

Le strategie.

Da un lato i produttori potranno percorrere la strada di modificare le ricette, oppure di proporre alternative più sane o semplicemente riducendo le dimensioni delle porzioni.

Tutto ciò porterebbe indubitabili benefici anche agli adulti, in quanto gran parte del cibo non è semplicemente “cibo per bambini” ma è destinato al consumo di qualsiasi età.

PHE.

La Public Health England (vedi) produrrà una guida entro il 2019 e seguirà le maggiori multinazionali nei loro progressi. Se ciò non si verificherà, si preoccuperà di informare il Governo perché vengano presi provvedimenti.

Sarà comunque necessaria una campagna di sensibilizzazione contro l’obesità e la PHE ha ripreso il Governo per non essere riuscito a limitare le pubblicità di cibo-spazzatura a dopo le 21.

Rischi.

L’importante, come sostenuto dal Prof. Francesco Rubino ordinario di chirurgia metabolica e bariatrica al King’s College di Londra, è vigilare sulla massima trasparenza delle compagnie di produzione alimentare, in quanto non si può sapere quali sostanze aggiungeranno ai cibi, per ridurne l’apporto calorico.

Fonti.

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/546588/Childhood_obesity_2016__2__acc.pdf

https://www.theguardian.com/society/2018/mar/06/food-makers-told-to-cut-calories-by-20-by-2024

https://www.theguardian.com/science/2018/jan/02/childrens-snacking-habits-setting-them-up-for-obesity-in-later-life

https://www.gov.uk/government/news/plans-to-cut-excess-calorie-consumption-unveiled