Medici con disabilità: le scuole di medicina si devono adeguare

Di Luca Mario Nejrotti

Se studiare medicina è difficile di per sé, lo diventa a maggior ragione se si è affetti da una qualche disabilità.

Diversi livelli di difficoltà.

I problemi con cui tirocinanti e studenti si trovano ad avere a che fare sono di diverso tipo: da un lato le barriere architettoniche: istituti che nelle zone ad accesso pubblico si sono dotati di tutte le attrezzature destinate a facilitare transito e fruizione per i diversi tipi di disabilità, molto spesso risultano ostici per quanto riguarda gli spazi di lavoro, i laboratori, le aree ad accesso riservato; d’altro canto ci si scontra spesso anche con l’ignoranza delle regole e delle leggi che normano il rapporto tra persone colpite da disabilità e luoghi di lavoro, anche da parte degli operatori che, sulla carta, gli istituti hanno preposto proprio a questa funzione.

Il rapporto.

Per “fotografare” la situazione negli Stati Uniti, la Association of American Medical Colleges (AAMC, vedi), in collaborazione con l’University of California, San Francisco, School of Medicine ha pubblicato un rapporto che raccoglie 47 testimonianze dirette che offrono uno spaccato della realtà degli studenti affetti da disabilità. Tutto questo allo scopo di identificare la barriere fisiche e immateriali che ostacolano il pieno accesso degli studenti all’esperienza didattica (vedi).

Punti salienti.

I punti chiave del rapporto riguardano: comprendere la disabilità all’interno di tutte le politiche di inclusione della didattica; identificare e finanziare quei fornitori di servizi per disabili che siano davvero consapevoli delle reali esigenze del campo dell’educazione medica; integrare le migliori pratiche e un linguaggio rispettoso in materia di disabilità nei programmi di studio e nella didattica; progettare gli spazi e i programmi nel modo più inclusivo possibile; normalizzare e facilitare i percorsi di accesso ai sussidi e fornire nel contempo continui aggiornamenti della preparazione dello staff strutturato nelle istituzioni.

Numeri.

Circa 1500 studenti e tirocinanti di medicina, negli Stati Uniti, hanno ricevuto formalmente aiuto per le proprie disabilità. Si tratta di circa il 2,7%, molto meno di quanto capita per altre discipline dove le percentuali si attestano in media sull’11%. Il rapporto, però, mostra che in medicina spesso gli studenti nascondono la propria condizione di disabilità.

Competitività.

Il problema è che il settore medico è altamente competitivo e agli operatori è richiesto di lavorare ai limiti della propria resistenza fisica. Si crea così una sorta di pregiudizio di perfezione e supereroismo che tende a escludere persone affette da disabilità, altrimenti perfettamente qualificate e abili.

Spesso le strutture didattiche potrebbero fare di più, ma non intervengono, perché non hanno i mezzi per valutare la reale portata del fenomeno.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/03/13/593213404/for-aspiring-doctors-with-disabilities-many-medical-schools-come-up-short?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

https://members.aamc.org/eWeb/DynamicPage.aspx?Action=Add&ObjectKeyFrom=1A83491A-9853-4C87-86A4-F7D95601C2E2&WebCode=ProdDetailAdd&DoNotSave=yes&ParentObject=CentralizedOrderEntry&ParentDataObject=Invoice%20Detail&ivd_formkey=69202792-63d7-4ba2-bf4e-a0da41270555&ivd_cst_key=00000000-0000-0000-0000-000000000000&ivd_cst_ship_key=00000000-0000-0000-0000-000000000000&ivd_prc_prd_key=7BC14833-106C-485F-B40C-0DBAF70046F4

https://www.aamc.org/