Al cuore della TOS

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Le donne che assumono farmaci per la terapia ormonale per alleviare i sintomi della menopausa sembrano avere un minor rischio di incorrere in insufficienza cardiaca, secondo uno studio condotto dalla Queen Mary University di Londra e pubblicato su Plos One. L’effetto della terapia ormonale sostitutiva (TOS) sulla salute cardiovascolare nelle donne in post-menopausa è sempre per diverso tempo stata controversa. Alcuni studi avevano suggerito che la TOS potesse avere un effetto protettivo sul cuore, portando molti medici a prescriverla di routine anche in un’ottica di prevenzione delle malattie cardiache. Tuttavia, ricerche successive pensate per confermare questo fatto, hanno portato a risultati contrastanti.

Per cercare di dirimere la questione, un team di ricercatori del Queen Mary ha analizzato i dati della biobanca inglese – un database di campioni biologici e misurazioni fisiche di oltre 500.000 persone, che contiene i dati sulle risonanze magnetiche cardiovascolari, importantissime per l’imaging e l’analisi della struttura e della funzione del cuore – che potrebbero aiutare a superare la mancanza di dati dettagliati sugli effetti della TOS sulla salute cardiovascolare.

“Usando i dati di UK Biobank, siamo stati in grado di dimostrare che l’uso della terapia ormonale in menopausa non è associato a nessun cambiamento negativo nella struttura e nella funzione del cuore. Anzi, può essere associato a funzioni cardiache migliori” spiega Mihir Sanghvi, primo autore dello studio.  “Si tratta del primo studio a indagare la relazione tra l’uso della terapia ormonale in menopausa e i sottili cambiamenti nella struttura e funzione del cuore, che può essere predittore di futuri problemi cardiaci”, continua Sanghvi. “Questa è una questione importante perché ci sono 2,3 milioni di donne che usano la terapia ormonale in menopausa nel Regno Unito.” In Italia si stima ne facciano uso dal 5 al 10% delle donne in menopausa.

Lo studio ha esaminato in particolare la struttura e la funzione del ventricolo sinistro e dell’atrio sinistro in 1.604 donne in post-menopausa, prive di malattie cardiovascolari note, e il 32% di loro aveva usato la TOS per almeno tre anni. L’uso di terapia ormonale sostitutiva sembra essere correlato a esiti cardiovascolari favorevoli, tra cui una minore mortalità e il rischio di insufficienza cardiaca.

I ricercatori hanno esaminato inoltre la massa ventricolare sinistra delle donne nei due gruppi, che è una delle caratteristiche più importanti osservate nell’imaging cardiovascolare, poiché aumenti della massa ventricolare sinistra sono correlati con una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari e mortalità. Ebbene, anche qui il team non ha rilevato differenze significative fra chi utilizzava la TOS e chi no.

Questo non significa però che sappiamo tutto sugli effetti dell’uso prolungato della TOS sulla salute del cuore. “L’effetto della terapia ormonale sulla salute del cuore nel suo complesso è sempre stato sconosciuto e lo è ancora per grossa parte, anche se questo studio dovrebbe rassicurare le donne che assumono questi farmaci”, spiega Ashleigh Doggett, Senior Cardiac Nurse presso la British Heart Foundation, che ha finanziato la ricerca. “Resta comunque il fatto che le donne non dovrebbero assumere questa terapia con il solo obiettivo di migliorare la loro salute cardiaca, poiché questo studio non ha analizzato tutte le sue possibili conseguenze sulla nostra salute cardiovascolare. Per esempio, alcune prove suggeriscono che le terapie ormonali in menopausa possano aumentare il rischio di trombi, aspetto su cui è necessario compiere ulteriori ricerche”. La prescrizione va valutata caso per caso.

Ricordiamo infatti che la terapia ormonale sostitutiva in menopausa comporta al contempo rischi e benefici che sono oggetto di studio da lungo tempo ma sui quali non vi è ancora una certezza assoluta. Lo scorso dicembre il JAMA aveva pubblicato il nuovo statement statunitense sulla prescrizione della terapia ormonale sostitutiva in postmenopausa per la prevenzione di patologie croniche dal quale emerge l’importanza di eseguire studi clinici abbastanza ampi al fine di individuare potenziali eventi avversi severi che potrebbero superare i benefici. “La raccomandazione della task force sulla terapia ormonale – aveva commentato Deborah Grady  della University of California di San Francisco – ci ricorda l’importanza per la sanità pubblica di avere dati di elevata qualità provenienti da studi randomizzati controllati, prima di adottare strategie preventive su larga scala”.

 

Bibliografia

  1. Sanghvi MM, Aung N, Cooper JA, et al. The impact of menopausal hormone therapy (MHT) on cardiac structure and function: Insights from the UK Biobank imaging enhancement study. PLoS One 2018; 13: e0194015.
  2. US Preventive Services Task Force. Hormone Therapy for the Primary Prevention of Chronic Conditions in Postmenopausal WomenUS Preventive Services Task Force Recommendation Statement. JAMA 2017; 318: 2224-33.
  3. Grady D. Evidence for Postmenopausal Hormone Therapy to Prevent Chronic Conditions. Success, Failure, and Lessons Learned. JAMA Intern Med Published 2018; 178: 185-186.