Il malposizionamento implantare: come evitarlo e come gestirlo

Di Patrizia Biancucci

Corso SIdP a Bologna 18-19 maggio 2018, Palazzo della Cultura e dei Congressi.

Il Focus del corso: come evitare i più comuni errori in Implantologia e come risolvere i problemi che ne conseguono.

La SIdP, Società Italiana di Parodontologia e Implantologia , fondata nel 1979, conta attualmente 1.464 iscritti tra soci attivi, ordinari, igienisti e studenti, provenienti da tutte le regioni italiane. Tra i 109 soci attivi troviamo i nomi più significativi della professione odontoiatrica italiana che contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze scientifiche in parodontologia, implantologia e prevenzione. Il corso di aggiornamento parte venerdì 18 maggio alle 9 per concludersi il sabato alle 13, coordinato da Leonello Biscaro e sviluppato da relatori esperti come Daniele Cardaropoli, Paolo Casentini, Raffaele Cavalcanti, Guerino Paolantoni, Fabio Scutellà, Massimo Simion, Carlo Tinti e Giovanni Zucchelli. Nel programma è curioso trovare una lunga serie di punti interrogativi che non solo preludono alle risposte che daranno i colleghi, ma forse soprattutto vogliono mettere in guardia i meno esperti rispetto alle “trappole” che si annidano dietro ogni prestazione odontoiatrica, in special modo se si tratta di procedure chirurgiche e implantari. I corsisti quindi troveranno domande del tipo: Cosa s’intende per malposizionamento implantare? La tempistica d’inserimento implantare può influenzare il rischio di malposizionamento? Quando un impianto può definirsi ben posizionato dal punto di vista biologico? Quali sono le indicazioni per la chirurgia dei tessuti molli in caso di malposizionamento implantare? Quali sono le metodiche più predicibili? Atrofia ossea, posizionamento dell’impianto e forme protesiche: esiste la soluzione ottimale per un corretto mantenimento igienico? Quando l’inserimento di uno o più impianti può comportare il rischio di un malposizionamento? Che cosa devo conoscere e fare per evitare un insuccesso estetico immediato e a distanza? Come ottenere stabilità dei risultati nel tempo? Quando e come è preferibile rimuovere un impianto? Quando e come è preferibile la soluzione dello “sleeping implant”? Quali devono essere le caratteristiche del sito per un corretto posizionamento post-estrattivo immediato?

Mario Aimetti presidente SIdP

Mario Aimetti, direttore del dipartimento di Parodontologia Dental School Torino e presidente SIdP, presenta il corso e risponde alle nostre domande:

Prof. Aimetti, gli impianti osteointegrati hanno radicalmente cambiato il piano di trattamento nei pazienti che necessitano di una riabilitazione protesica: quali i rischi più probabili? L’inserimento di un impianto all’interno del canale mandibolare o del seno mascellare, la perforazione della corticale linguale della mandibola, l’eccessiva vicinanza a un dente o a un impianto adiacente e anche un’eccessiva vestibolarizzazione, sono situazioni cliniche palesemente non corrette e spesso facilmente diagnosticabili. Inoltre se la peri-implantite è una malattia dei tessuti peri-implantari, il malposizionamento è un “problema” clinico non sempre semplice da definire a causa delle numerose variabili coinvolte.

Perché non è sempre facile definire il malposizionamento? Il malposizionamento è da “leggersi” anche in relazione al progetto protesico, per cui mentre in alcuni casi inclinare un impianto è la soluzione corretta, in altri può diventare un problema difficile da gestire. Ad esempio, nei casi di mono edentulia, fino a che punto è possibile variare l’angolo d’inserzione implantare per semplificare la chirurgia? Quando sono giustificate procedure chirurgiche più semplici e quando invece è più opportuno ricorrere a quelle più complesse? Quali sono i rischi di malposizionamento correlati a una soluzione terapeutica post-estrattiva immediata?

Cosa ritiene utile per evitare il malposizionamento degli impianti? Una diagnosi attenta e una scrupolosa pianificazione del piano di trattamento sono assolutamente necessarie per evitare errori. Poi le incertezze e le difficoltà cliniche sorgono nel momento in cui ci si trova a dover affrontare il problema di un impianto già osteointegrato e posizionato in modo non corretto.

Quali ritiene siano le domande a cui non è facile rispondere? L’argomento è complesso e cercheremo di approfondire le evidenze scientifiche a Bologna insieme ai maggiori Esperti in campo parodontale e protesico. Per definire gli elementi decisionali di scelta e i protocolli operativi più affidabili, dovremo rispondere proprio alle domande più difficili: Quando è meglio rimuovere un impianto malposizionato? Quali sono le tecniche chirurgiche più indicate per farlo? Si può evitare la protesizzazione di un impianto malposizionato senza rimuoverlo? Quali sono le possibili soluzioni per migliorare gli inestetismi correlati a un’errata pianificazione dell’inserimento implantare? Quali sono le procedure chirurgiche o le soluzioni protesiche atte a rendere un impianto malposizionato utilizzabile? Attraverso le relazioni e la discussione di un caso clinico, lo scopo è quello di ottenere le risposte operative di cui tutti noi abbiamo bisogno.

CORSO ON-LINE: anche per quest’anno, tutti i Partecipanti al Congresso, e regolarmente iscritti alla Società, possono rivedere e ascoltare per intero le relazione del Corso. L’accesso al servizio è attivo dall’area riservata ai Soci, sul sito www.sidp.it  a partire da 21 giorni dal termine del Corso e per i 12 mesi a seguire.