Dimmi che cosa mangi e ti dirò a quanti anni incomincerà la menopausa

di Mario Nejrotti

La ricerca negli ultimi anni si sta orientando sempre più spesso ad esplorare l’universo della cosiddetta normalità e a cercare di definire i suoi confini e i fattori che la possono influenzare.

Questo è stato lo scopo di un gruppo di ricercatori della Division of Epidemiology and Biostatistics, dell’Università di Leeds nel Regno Unito.

In un lavoro comparso recentemente su BMJ, in  Journal of Epidemiology end Community Healt gli studiosi si sono domandati se le abitudini alimentari possano influenzare l’età di insorgenza della menopausa e se questo avveniva, quale fosse il modo per prevedere l’inizio di questo fenomeno naturale universale e valutarne i pro e i contro. Infatti, nelle  donne è diffusa la preoccupazione per una menopausa precoce o tardiva per motivi diversi.

Infatti studi precedenti (come si legge in numerosi lavori, la cui ricca bibliografia si trova nell’articolo originale) hanno messo in relazione la menopausa precoce con densità ossea ridotta, osteoporosi, depressione e morte prematura. Inoltre, si sono raccolti dati che evidenziano un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e coronariche sempre legate ad un climaterio prematuro. Mentre una menopausa tardiva sembra associarsi a un rischio più elevato di cancro al seno, alle ovaie e all’endometrio.

Il fenomeno menopausale si manifesta con una caduta  di estrogeni e un aumento dei livelli di progesterone.

Nello studio per menopausa naturale si è usata la comune definizione di cessazione completa del flusso mestruale, in assenza di patologie,  per dodici mesi consecutivi.

Le donne prese in esame erano di età compresa tra i 40 e 65 anni, entrate in menopausa in modo naturale tra la prima rilevazione e il controllo successivo.

Sono state esaminate complessivamente 14.172 donne, ma ne sono state  inserite nella coorte 914 che erano entrate in menopausa nel periodo dei 4 anni di osservazione. L’età media della menopausa naturale al follow-up era di 50,5 anni (IC 95% (Intervallo di Confidenza ndr) da 50,3 a 50,8). Le partecipanti avevano un Indice di massa Corporea medio (BMI) di 23,9 kg / m2 (IC 95% da 23,6 a 24,1) e il 9,6% era classificato come obeso. Il livello di attività fisica era piuttosto basso tra le partecipanti con una media di 15 minuti al giorno. Questo studio includeva anche il 38% di partecipanti vegetariane e la classe sociale era piuttosto elevata.

È stata valutata anche la storia riproduttiva delle partecipanti. Inoltre i ricercatori hanno applicato metodi statistici utili a ridurre i fattori confondenti.

A tutte è stato distribuito un questionario su cui annotare l’alimentazione abituale, per individuare i cibi  consumati negli anni precedenti l’intervenuta menopausa.

Le donne che assumevano abitualmente pesce grasso hanno avuto un ritardo menopausale pari a 3, 3 anni e chi consumava abitualmente legumi di 9,9 mesi. Mentre coloro che assumevano riso e pasta raffinati entravano in menopausa con un anticipo di 1,5 anni. Un modesto ritardo è stato associato all’assunzione di maggiori quantità di Zinco e VitB6.

La stratificazione per età al basale ha portato a una riduzione del peso delle associazioni tra i vari gruppi alimentari e l’età alla menopausa naturale

Questo è il primo studio, sostengono i ricercatori, che esamina prospetticamente la relazione tra dieta ed età alla menopausa naturale nel Regno Unito, sebbene altri abbiano già affrontato l’argomento.

Ma i suoi punti di forza comprendono l’analisi dell’associazione tra singoli nutrienti e un’ampia varietà di gruppi di alimenti ed età alla menopausa naturale.

Una limitazione, invece, di questo studio prospettico di coorte è che la dieta è stata riportata dalle partecipanti utilizzando un Questionario di Frequenza Alimentare (FFQ) e può quindi essere soggetta a bias di memoria. Tuttavia, l’FFQ consente la registrazione di una dieta a lungo termine, mostrando così la sua influenza cumulativa sul risultato, mentre i diari alimentari con richiami di 24 ore forniscono solo un’istantanea della dieta.

Altro elemento di discussione, che merita approfondimento, è la composizione del campione, complessivamente più attento alla salute, dato l’elevato numero di vegetariane e di partecipanti più benestanti rispetto alla popolazione generale.

Comunque, concludendo, Yashvee Dunneram, del Nutritional Epidemiology Group, School of Food Science and Nutrition, dell’Università di Leeds, e prima firmataria dello studio,  sostiene che questo lavoro ”è il primo a dimostrare che la dieta influenza l’età alla menopausa naturale in una grande coorte di donne britanniche. Le assunzioni di pesce grasso e legumi freschi sono state associate ad un inizio della menopausa naturale più tardivo, mentre un maggior consumo di pasta e riso raffinati è stato associato a una età più giovane di ingresso in menopausa naturale. Anche la vitamina B6 e lo zinco sono nutrienti associati ad un’età  posticipata di menopausa naturale.”

Come ultima osservazione, le donne vegetariane avevano un’età inferiore alla menopausa naturale rispetto alle non vegetariane

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