HAL cyberdyne

I cyborg per la salute

Di Luca Mario Nejrotti

La cibernetica ha ormai raggiunto livelli fantascientifici potendo arrivare a creare cyborg atti a permettere movimento ai paraplegici, dare nuovi arti agli amputati, senza contare le applicazioni nel campo dei soccorsi e della chirurgia.

La realtà raggiunge la fantascienza.

Li abbiamo visti o immaginati grazie a film, libri e fumetti: arti cibernetici integrati nel corpo umano, manovrati dal nostro stesso pensiero.

È quanto permette di fare un dispositivo denominato HAL (Hybrid voluntary and autonomous control assistive limb) ideato da un gruppo di ricercatori dell’Università giapponese di Tsukuba e prodotto da una ditta spin-off dell’istituto di ricerca (vedi e vedi), la CyberDyne.

La svolta.

L’innovazione di HAL sta nel fatto che i movimenti degli arti artificiali sono realizzati grazie ad un’interfaccia neurale. I sensori leggono gli impulsi nervosi del cervello, che vengono tradotti in movimento e restituiscono un feedback, proprio come se si trattasse del corpo naturale.

La stessa ditta non produce soltanto protesi ma anche sussidi alla riabilitazione. Si tratta di dispositivi che aiutano pazienti con malattie neuromuscolari progressive a fare attività fisica, con grandi benefici per la salute e il benessere generale. Gli studi e i trial più moderni in fatto di riabilitazione si stanno orientando sull’uso di dispositivi del genere per supportare i pazienti nell’attività e soprattutto restituire al cervello le informazioni relative al movimento, perse con la paralisi. Sembra che questo sistema contribuisca a un parziale recupero dei nervi non danneggiati (vedi), come è stato il caso dei risultati ottenuti dall’equipe del professor Miguel Nicolelis, della Duke University, North Carolina, che, nell’ambito del progetto “Walk again”, riguardano 8 persone paraplegiche sottoposte a dodici mesi di allenamento con un esoscheletro. Queste hanno mostrato miglioramenti tali che hanno consentito di cambiare la diagnosi da paralisi totale a parziale.

Sperimentazioni con esoscheletri per la riabilitazione delle persone colpite da ictus sono in corso anche alla Scuola Sant’Anna di Pisa, e mirano alla realizzazione di una palestra dotata di robot “indossabili” e realtà virtuale che aiutino i pazienti nel percorso riabilitativo (vedi).

Non solo medicina.

Gli appassionati di fantascienza avranno ben in mente Sigourney Weaver nel suo esoscheletro in Alien e avranno ovviamente già indovinato alcune delle ulteriori applicazioni di questi dispositivi, in grado di aiutare a movimentare grandi pesi in fabbrica o in contesti di emergenza e salvataggio… e un domani, chissà, a combattere letali xenomorfi (vedi).

 Fonti.

https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/cyborg-quelli-veri-piu-avanti-della-fantascienza

https://www.cyberdyne.jp/english/products/HAL/index.html

http://www.santannapisa.it/sites/default/files/cs_ronda.pdf

http://www.repubblica.it/salute/medicina/2016/08/11/news/paraplegici_ritrovano_sensibilita_e_controllo_parziale_delle_gambe_con_trattamento_innovativo-145802399/

https://youtu.be/FSrcMaid0mg