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Riconoscimento facciale: migliaia di bambini salvati in India

Di Luca Mario Nejrotti

Sentiamo spesso parlare di software di riconoscimento facciale: come arma contro il terrorismo, strumento di sicurezza, invasione della nostra privacy, e persino, semplicemente, come applicazione per sbloccare il cellulare (vedi). In India, la stessa tecnologia ha identificato quasi 3000 minori di cui si erano perse le tracce, consentendo il ricongiungimento con le rispettive famiglie.

Rapimenti.

In India, sono migliaia i bambini che spariscono tutti gli anni, spesso vittime di traffico di esseri umani: con il miraggio di cibo o istruzione vengono rapiti e avviati alla prostituzione e al lavoro minorile. I dati sono sconvolgenti: secondo il Ministero indiano per le Donne e lo Sviluppo dell’Infanzia (WCD), tra il 2012 e il 2017 sono spariti nel nulla 240.000 minori (vedi).

 L’applicazione informatica.

Spesso le vittime dei rapimenti sono troppo piccole per ricordare la propria identità originale, il luogo e la famiglia d’origine. Quindi, anche quando vengono salvati rischiano di finire negli orfanotrofi.

Data la mole di dati e la loro dispersione nel subcontinente, senza mezzi informatici era impossibile intervenire setacciando manualmente gli archivi.

In India già esisteva un database , chiamato Track Child, che incrociava i dati delle denunce di scomparsa con quelli degli orfani presenti nelle strutture di assistenza.

Integrando il software di riconoscimento facciale al database è stato possibile confrontare circa 60.000 foto di bambini scomparsi con 45.000 immagini di minori in orfanotrofio.

In 4 giorni sono state trovate 2.930 connessioni: i visi dei rapiti e degli scomparsi sono stati ritrovati in varie strutture nel Paese (vedi).

Salvaguardia dei bambini.

L’iniziativa è stata sostenuta dall’Associazione Bachpan Bachao Andolan (vedi), impegnata dal 1980 nella protezione dei bambini finiti nelle maglie del traffico clandestino.

L’attività dell’Associazione si esplica in un programma di assistenza alle vittime che comporta la fase di salvataggio dallo sfruttamento e accesso alle procedure legali di salvaguardia, la persecuzione degli aguzzini, che possono incorrere in pesanti sanzioni fino alla prigione, e, infine, la riabilitazione dei giovani schiavi, anche attraverso strutture dedicate.

Nuovi sviluppi.

In primo luogo data l’estensione del fenomeno, si sta progettando di rendere il sofware accessibile da dispositivi portatili, in modo di renderlo utilizzabile direttamente dagli operatori sul campo, inoltre, l’esperienza così positiva si potrebbe applicare in qualsiasi territorio e sarà ora messo a disposizione di qualunque forza di polizia per impiegarlo per lo stesso scopo.

Fonti.

http://www.wcd.nic.in/

https://tecnologia.libero.it/smartphone-android-arriva-il-riconoscimento-facciale-come-liphone-x-17047

https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/india-bambini-ritrovati-grazie-a-un-software-di-riconoscimento-facciale

https://www.bba.org.in/?q=content/trafficking-0