Gli emollienti da bagno per curare l’eczema nei bambini non sono efficaci: lo studio sul British Medical Journal

di Viviana Monastero (Oi-kos)

La dermatite atopica (altresì conosciuta come eczema o neurodermatite) è la sindrome infiammatoria più comune che colpisce la pelle dei bambini e che si presenta, nel 90% dei casi, nei primi 5 anni di vita, un periodo cruciale per lo sviluppo psicosociale. La sindrome, che affligge il 17% dei bambini negli Stati Uniti, può essere responsabile di problemi comportamentali, diminuzione del sonno con conseguente stanchezza durante il giorno e irritabilità (vedi) e avere un impatto importante sulla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie (vedi).

Le linee guida sulla diagnosi e il trattamento dell’eczema nei bambini suggeriscono l’applicazione di emollienti per curare la sindrome, assieme all’uso di corticosteroidi topici e di inibitori della calcineurina (vedi). Si ritiene infatti che queste sostanze agiscano creando una barriera a protezione della pelle, che riduce la secchezza e previene le irritazioni. Gli emollienti possono essere applicati in tre modi diversi: direttamente sulla pelle, in sostituzione del sapone o possono essere versati nell’acqua da bagno. Tuttavia, vi è uno scarso consenso sull’efficacia di quest’ultima modalità di applicazione, della quale esistono peraltro poche evidenze (vedi). Gli emollienti vengono ampiamente prescritti in Gran Bretagna e sono riconosciuti dal National Health Service, del Regno Unito (vedi).

Adesso, un nuovo studio condotto dall’Università di Southampton, in collaborazione con l’Università di Bristol, quella di Cardiff e di Nottingham, pubblicato di recente sul British Medical Journal (vedi) si è proposto di verificare l’efficacia clinica degli emollienti da bagno nel trattamento dell’eczema nei bambini. Si tratta, nello specifico, di uno studio controllato randomizzato, che ha preso in considerazione 482 bambini con eczema di età fra uno e 11 anni, e che rappresenta il più ampio studio sui bagni emollienti effettuato finora. I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi in modo casuale: al primo è stato chiesto di utilizzare emollienti per il bagno per un anno, all’altro di non utilizzarli. Al termine delle 52 settimane, gli studiosi hanno osservato che i due gruppi non avevano riportato significative differenze nella gravità dell’eczema.

Lo studio è arrivato dunque alla conclusione che l’utilizzo di additivi emollienti per il bagno nel trattamento dell’eczema nei bambini non migliora la loro condizione o lo fa in modo minimo. Grazie a questa ricerca, le famiglie potranno orientare il trattamento della dermatite atopica nei loro figli verso altre tipologie di trattamento considerate più idonee, sentito il parere del medico.

Ulteriori studi sono necessari per confermare l’utilità delle altre tipologie di somministrazione degli emollienti per prevenire le fasi acute (vedi), anche se esiste un ampio consenso clinico sull’efficacia degli emollienti utilizzati come sostituti del sapone.